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sabato, 25 gennaio 2020
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Il Volto di Maria

Nell'arte e nella fede a Tarmassia

Questo video è stato proiettato in occasione della Sagra dell'Addolorata di Tarmassia nel settembre del 2007.

Testi

1. ANTICA CHIESA DI S.MARIA (ante sec. XV) via Campolongo al “prà del campanil”

Nel 1541 il vescovo di Verona, GianMatteo Giberti, ordinò l’abbattimento del campanile. Ora che il tempo ha cancellato tutto, questo luogo viene ancora chiamato “el prà del campanil”.

2. PALA DELL’ANNUNCIAZIONE (1740 ca) - oratorio pubblico di Sant’Agata – corte Nogarola-Mocenigo a Campolongo

La prima notizia certa dell’oratorio di Sant’Agata, l’abbiamo nel 1740 quando il patrizio veneto, Alvise Mocenigo IV, dichiarava di possedere “nelle pertinenze di Campolongo e Tarmassia una possessione di campi 92, e una risara de campi 157 con pila, casa, tezze e chiesa…”

Sulla pala d'altare è rappresentato lo stemma araldico del committente, i nobili Mocenigo di Venezia, la santa titolare, Agata, e in alto, l’angelo Gabriele che, salutando, profetizza a Maria il suo destino “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.

3. PALA DELLA VISITAZIONE - Altare della Compagnia della B.Vergine (1601) presso la parrocchiale

Maria, ricevuto il lieto annuncio, fa visita ad Elisabetta, sua cugina, al sesto mese di gravidanza.

Autore della pala è il celebre pittore veronese Paolo Farinati, coadiuvato dal figlio Orazio; in basso a destra del dipinto è riportata la data e la firma. L’iscrizione, in realtà molto più estesa e occultata da una velatura di colore, è visibile con una ripresa ai raggi infrarossi.

A sinistra, il committente, forse un certo Giovanni Zonta, massaro della compagnia della Madonna sotto il cui piede è dipinta la “chiocciola”, il marchio di fabbrica della bottega Farinati. San Giuseppe, Elisabetta, e Maria che esclama: “L’anima mia magnifica il Signore, ed il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

4. ORATORIO DI MARIA MADRE DI DIO (1844) - Corte Giusti-Brasaola

I nobili conti Giusti “del Giardino” sono attestati a Tarmassia già dal 1575, quando un certo Marc’Antonio partecipa alla spesa per l’acquisto della campana grossa.

La cappella annessa alla villa dominicale fu consacrata a Maria con il titolo di Madre di Dio nel 1844.

5. CAPITELLO DELLA MADONNA DELLA LACRIME a Malpasso (ante 1806)

6. LE 14 STAZIONI DELLA VIA CRUCIS - parrocchiale di S.Giorgio (1778)

7. CAPITELLO DELLA MADONNA ADDOLORATA (ante 1911) - via Vigne Bianche

8. PALA DELLA MADONNA DEL ROSARIO (1595 ca) - Altare dei nobili Guglienzi presso la parrocchiale

La pala della Madonna del Rosario fu commissionata dai conti Benedetto e Marcantonio Guglienzi al celebre pittore veronese Felice Brusasorzi verso il 1595.

Titolare della pala è in realtà san Giacinto, domenicano polacco, al centro della pala e al quale, durante un'apparizione, la Madonna gli rivelò la sua predilezione:

“Esulta, o figlio Giacinto, perché le tue preghiere sono gradite a mio Figlio e qualunque cosa gli chiederai attraverso di me ti sarà concesso”.

9. LA CAMPANA CONSACRATA ALLA MADONNA ADDOLORATA (1927)

Nel gennaio del 1927 il parroco don Giuseppe Andreoli fece sostituire le 5 campane vecchie con un nuovo concerto veronese.

La seconda campana, 400 Kg di bronzo, è consacrata alla Beata Vergine Addolorata.

Fino a qualche tempo fa, la campana veniva suonata prima e durante i temporali perché la Madonna Addolorata scongiurasse danni alle colture nei campi.

10. LA STATUA DELLA MADONNA ADDOLORATA (1873)

Invocata per la sua protezione materna, la Madonna Addolorata è festeggiata ogni anno a Tarmassia nel mese di settembre.

Il 4 luglio del 1713 il parroco don Andrea Foggini ebbe a scrivere: “Si levò la Beata Vergine dal suo altare et fu posta sopra l’altar maggior con una luminazione non più fatta… La suddetta Beata Vergine fu levata da 3 sacerdoti e posta in suo sgabello, ordinata la processione si portò con solennità de musica, con moltiplicati sbari et a sono de trombe.”

Al centro della chiesa e al centro di una comunità cristiana, Maria, con il suo umano dolore ha guidato e legato a sé il popolo fedele di Tarmassia attraverso i secoli.

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