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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Brevi note storiche
Cą Nova
di tarmassiaonline

La Cą Nova č una corte rurale di antica origine, disposta a squadro con la provinciale di via San Zeno.
Il toponimo si riscontra sulle mappe del catasto austriaco (1845) gią come "Casa Nova"; la mappa mostra, oltre al corpo principale rettilineo, un secondo fabbricato pił piccolo, ora scomparso, probabilmente un rustico, accanto la strada.
Proprietario attuale č il sig. Luca Patuzzi, che vi abita con la sua famiglia. Molto controversa la storia di questo complesso, che negli ultimi anni si č visto circondare da numerosi capannoni avicoli e annessi rustici. Il nucleo originario comunque č quello sito in fregio alla strada, con murature in mattone a tre teste piene intonacato e copertura in legno. Alcuni aspetti architettonici, come l'insolita altezza di piano, il padiglione della copertura, le ampie finestrature in tufo (ora murate) lasciano intendere che forse non si trattava di una semplice laorenzia periferica a servizio di un fondo limitrofo, ma di una residenza di un certo tenore.
Un'elegante edicola ad archivolto fu incavata in tempi ignoti sul muro verso strada e conserva alla base, ancora originari, la predellina con i due modiglioni in pietra di tufo giallo; recenti di vent'anni sono invece la mensola in marmo bianco e i mosaici in sasso con il crocefisso (opere del sig."Gino Romeo"); all'interno dell'edicola sacra si possono scorgere lacerti della pittura che un tempo occupavano interamente la nicchia, ora alquanto illeggibili (una croce, un raggio di luce con una colomba, un putto?).  
Tipologicamente il fabbricato si presenta in linea, con l'ampio "selese" sul fronte rivolto a sud. In fondo al fabbricato, sono collocati gli spazi della vecchia stalla con soprastante fienile e, accanto, a doppia altezza, nel fabbricato pił basso, un ricovero attrezzi. Quest'ultimo č di recente fattura essendo costruito in blocchi cementizi. Il complesso, poi, č costituito da cinque capannoni per l'allevamento dei tacchini, disposti a pettine e costruiti in varie epoche, con tecnologie diverse, a partire dal 1971.
La forometria di facciata della porzione pił antica č stata interamente rifatta e solo dall'interno č possibile, qua e lą, scorgere la sagoma delle vecchie aperture, insolitamente molto grandi; sul retro (lato nord) č ancora possibile vedere una finestra originaria, sebbene murata, con i contorni in tufo e i cardini in ferro degli scuri. Notevole la gronda in cotto, intonacata e dipinta in bianco calce. Sempre all'interno, si possono riconoscere le tracce di due camini, uno al piano terra e uno al piano superiore. Il fienile aveva accesso diretto dall'aia con scale attraverso due alte aperture archivoltate, ora ridotte a semplici finestrini. La stalla di sotto, ora adibita a rustico, conserva traccia degli stalli per le vacche, compreso la porta che comunicava direttamente con l'abitazione. Il solaio della stalla, come quelli dell'abitazione (almeno quelli visibili) sono realizzati in travetti cementizi tipo Trieste e, pertanto, ascrivibili ad un'epoca non pił tarda di sessant'anni fa. Le coperture, invece, come č possibile vedere dalla documentazione fotografica, sono ancora in legno.
Il fabbricato, un tempo ospitava almeno due nuclei familiari: infatti, sui muri sono ancora affissi due vecchi numeri civici (con la numerazione che partiva dalle Quattrostrade) e si leggono sull'intonaco le tracce di un vecchio ingresso ora murato.

Una leggenda parla della Cą Nova come di un antico monastero e di un cunicolo sotterraneo che lo poneva in comunicazione con la vicina corte Soardo, su via San Zeno.



E' stato fatto uno scavo conoscitivo nel mese di luglio 2004 per scoprire le strutture ad arco sul retro della casa. Sono emersi dal terreno due archi: uno piccolo a tutto sesto e un altro, subito a ridosso, largo un paio di metri, a sesto ribassato. Entrambi gli archi sono costituiti da una doppia testa di mattoni e poco alti (un metro circa).  E' stato possibile infilare un braccio nell'apertura. Pił che di archi si dovrebbe parlare di volte: infatti le aperture attraversano la casa ed escono dalla parte opposta sulla corte dove perņ non č possibile scavare per la presenza dell'aia.
Parrebbe trattarsi di condotto per acque (forse un mulino) anche se la cosa pare alquanto inverosimile per l'ubicazione elevata del caseggiato e l'assenza di scoli o fossati.


Data ultimo aggiornamento: 12.07.2003
A cura di Stefano Gobbi



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