verona
lunedì, 20 novembre 2017
Cerca          cerca documenti
 OggiOggi  NotizieNotizie    Storia Storia  ArchivioArchivio  GRUPPO SPORTIVOGRUPPO SPORTIVO  FotoFoto  ChatChat  <font color=red>Caselle</font>Caselle
Storia

Parrocchiale di S.Giorgio Parrocchiale di S.Giorgio
Politica e società Politica e società
Compagnie laicali Compagnie laicali
Patronato S.Giorgio (teatro) Patronato S.Giorgio (teatro)
Cappella di S.Agata in Campolongo Cappella di S.Agata in Campolongo
Cappella di S.Maria Madre di Dio al Bosco Cappella di S.Maria Madre di Dio al Bosco
Edicole sacre e capitelli Edicole sacre e capitelli
Villa Guarienti Villa Guarienti
Corti rurali Corti rurali
Edifici Pubblici Edifici Pubblici
Monumenti e Lapidi Monumenti e Lapidi
Toponomastica Toponomastica
Corsi d'acqua Corsi d'acqua
S.Giovanni in campagna S.Giovanni in campagna
Personaggi Personaggi

Ultime dal muro...
muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
Wow! This could be one particular of the most useful blogs We've ever arrive across on this subject. Actually Excellent. I'm also an expert in this topic so I can understand your hard work. fegdbdagfdeb
muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
archivio storico Scrivi sul muro!
Utenti collegati
Stanno visitando il sito 32 utenti
tarmassia.it

La cesa vecia de San Zorzi
La vecchia chiesa di S.Giorgio
di tarmassianoline 05.11.05


Della vecchia chiesa di Tarmassia non ci resta che il nome.


Il 25 novembre del 1525 il vescovo di Verona passandovi davanti, si fermò a visitare la vecchia chiesa di S.Giorgio di Tarmassia e la trovò "aperta e del tutto abbandonata e trascurata".


L'anno successivo (era il martedì mattina del 27 novembre 1526) troviamo lo stesso Vescovo a consacrare l'altar maggiore nella nuova chiesa di S.Giorgio. E' questa la data ufficiale del passaggio, si fa per dire, delle consegne.


Ma cosa sappiamo della vecchia "San Zorzi"?


La dedicazione della chiesa al Santo Cavaliere, già oggetto di culto nel quinto secolo in oriente, depone a favore della sua antichità. La chiesa è citata a partire dal Duecento, ma comincia ad esser chiamata con il suo nome solo a partire dal Quattrocento. Doveva possedere delle vaste rendite vista la frequenza con cui viene citata negli Istrumenti e Atti di successione.


La chiesa si trovava in località Cà del Bosco, dopo il Tormine, sulla pezza chiamata "Prà del Campanil", dove la strada (ora via per Campolongo) compie un paio di brusche curvature. Sulla prima di queste doveva trovarsi il piccolo edificio sacro come risulta da un disegno del 1568 di Giacomo Pontoni (la chiesa viene definita"S.Zorzi rota"). Un piccolo cimitero occupava poi l'area fino alla seconda curva (dove ancora oggi si possono rinvenire pezzi d'osso e denti umani).


Com'era fatta?


Nel 1541 il vescovo Giberti ordina alla popolazione radunata nella nuova chiesa di abbattere il campanile della vecchia chiesa (probabilmente perché pericolante e sulla pubblica via). E parlando delle opere da fare per salvare il vecchio edificio di culto, descrive inconsapevolmente la struttura della chiesa: "una volta demolito il campanile, siano fatti il pavimento, riparato il tetto, imbiancati i muri, sia ornato l’altare e sia tenuta chiusa".


La chiesa appariva pertanto alquanto modesta, con campanile, un solo altare, i muri forse appena smaltati da sbiancare, priva di pavimento (in terra battuta?), il tetto rotto e l'ingresso senza porta.


Del resto già nelle visite precedenti, la chiesa appariva abbandonata a se stessa. Nel 1530 il Vescovo in una sua visita fa scrivere: "Nello stesso giorno [10 ottobre 1530], il reverendissimo signor Vescovo andò a visitare la chiesa, soprannominata "Vecchia", di S.Giorgio di Tarmassia e ordinò che vi fosse messa la porta e che il muro rotto fosse riparato e restaurato; raccomandò, inoltre, che la porta della chiesa restasse chiusa a chiave in modo che i calici per le celebrazioni non venissero rubati e rimanessimo al sacerdote".


L'altare della chiesa era dedicato a S.Maria (altro titolo antico) come risulta da un lascito di un certo Venanzio di Isola della Scala nel febbraio del 1435: "Inoltre, lasciò e assegnò all'altare di santa Maria posto nella chiesa di S.Maria di Cà del Bosco: una tovaglia, cinque bracieri e un gioiello d'oro del valore di un ducato e ciò per la salvezza dell'anima sua e la remissione dei peccati".


Un certo Maffeo fu Filippo testando nel 1458 stabilisce di essere sepolto nel cimitero di San Giorgio "de domibus boschi", affermando ancora una certa vitalità del vecchio insediamento cristiano.


Nel 1451 il rettore della parrocchia, don Giacomo, fa testamento nella casa di S.Giorgio "in villa thalamasie" e non già in località Domus Boschi dove si trovava la vecchia chiesa. Ma potrebbe trattarsi di un semplice equivoco (Cà del Bosco era anche Tarmassia Vecchia).


La questione del "quando" la chiesa si trasferì nella nuova sede è molto importante per stabilire quando il paese trasmigrò definitivamente dai dossi a destra del Menaghetto a quelli della Vallona; secondariamente, se il motore principale della migrazione furono gli ecclesiastici o i nobili Guglienzi che lì (ufficialmente nel 1574 con Giovan Paolo) eressero l'omonima villa. Certo, stando ai carteggi dei processi, i rapporti tra i Guglienzi e i parroci sulle questioni di confine e di decima non furono tra i più sereni fin da subito; questo fatto potrebbe scartare l'ipotesi secondo cui la nuova San Giorgio sorgerebbe su un lascito degli stessi Guglienzi.


I Guglienzi, di Cremona, poi, arrivarono a Verona nella seconda metà del Quattrocento, ma cominciarono ad interessarsi del nostro territorio solo verso la metà del Cinquecento (prima a Salizzole, poi a Campolongo).


Parrebbe in conclusione, che i primi ad arrivare nella nuova Tarmassia non furono i Guglienzi, ma i rettori e i detentori del beneficio parrocchiale.





Vedi anche:
 (Storia -> Parrocchiale di S.Giorgio) "S.Giorgio di Tarmassia"

Torna indietro

Copyright © 2002 Credits. Tutti i diritti sono riservati.