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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Toponomastica di Tarmassia
150. FEMINA MORTA
di s.g.

1245 VIS, Item duos canpos ad Femina[m] mortuam. [5 ricorrenze, 2 volte confinante con "quelli di Salizzole").


Località sita a confine con il comune di Salizzole, citata dall'Olivieri in DTV (p. 84) riferendosi ad una fonte poco più antica (a Femina Mortua - Salizzole, a. 1221). Anche a Trevenzuolo (VR), mutato genere, si trovano Hominis Mortui (a. 1328) e ad Isola Rizza, sempre nel Veronese, Omo morto.

Il toponimo si ritrova in tutta la penisola italiana, dall'appennino al meridione (Femminamorta, Marliana (Pistoia); F., Sila, montagna; Femmina morta, Potenza; F., Collebrincioni, AQ; Guado di F., Tornimparte, AQ; Vallone di F., Majella; contrada di F.M. a Rutignano, RM, ecc.), in genere collegato a rilievi orografici.
Per Marliana, sorvolando la leggenda del ritrovamento di una fanciulla morta sotto la neve nel XVII sec, l'etimo è spiegato in quanto il crinale della montagna ricorderebbe il profilo di una ragazza dormiente o morta.
E' proprio questa la spiegazione più opinabile: oronimo, per la sagoma del terreno, ondulata, che ricorda da lontano le fattezze di una persona (antropomorfismo, di genere maschile o femminile, anche di animali), "morta" nel senso di "coricata", "sdraiata sul terreno". Del resto, anche l'oronimo "tumba", frequente in toponomastica e annoverato in questo repertorio locale, conserva un richiamo vagamente macabro alle sepolture.





Cardona (1988: 54) “Il modello corporeo”:

«Un’immediata estensione del modello corporeo è la sua proiezione sul territorio: le varie caratteristiche del terreno vengono assimilate ad una parte del corpo: Il caso più frequente sembra essere quello di ‘mammella’ → ‘collina’: nell’indoeuropeogr. mastós (cfr. Pindaro, Pit. 4,8 enargennóenti mastói ‘sulla lucente collina’), gall. bron, cotanese primja- e in lingue moderne fr. mamelon, rom. mămâie, slov. hrud ‘elevazione (< paleoslavo grad ‘petto’; nelle lingue caucasiche le forme simboleggiabili con *m-x-r ‘petto’ e ‘monte’ ecc., in somalo cfr. toponimi come Naasa hablood, lett. ‘il seno delle ragazze’, e in inglese Mary’s nipple (Salt Lake City, Utah) e Nippletop (Adirndacks, N.Y.)».


Ballester 2009: 25

 «[...] l’umanità appena incominciò a parlare si rese conto della necessità di dare un nome ai luoghi del pianeta che man mano esplorava; si servì allora, c’è da supporre molto presto, non avendo altri punti di riferimento prossimi per descrivere e potere di conseguenza identificare l’ambiente circostante, delle analogie fisiche fra i luoghi osservati e l’anatomia umana. Punto di riferimento che, sicuramente, l’homo loquens, l’essere umano dotato di favella, ha continuato a impiegare per una moltitudine di altre analogie linguistiche, privilegiandolo su tutti gli altri»


(citazioni e traduzione di Sebastiano Rizza, A proposito della ‘Toponomastica’ di V. Ferretti




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