verona
giovedì, 19 settembre 2019
Cerca          cerca documenti
 OggiOggi  NotizieNotizie    Storia Storia  ArchivioArchivio  GRUPPO SPORTIVOGRUPPO SPORTIVO  FotoFoto  ChatChat  <font color=red>Caselle</font>Caselle
Storia

Parrocchiale di S.Giorgio Parrocchiale di S.Giorgio
Politica e società Politica e società
Compagnie laicali Compagnie laicali
Patronato S.Giorgio (teatro) Patronato S.Giorgio (teatro)
Cappella di S.Agata in Campolongo Cappella di S.Agata in Campolongo
Cappella di S.Maria Madre di Dio al Bosco Cappella di S.Maria Madre di Dio al Bosco
Edicole sacre e capitelli Edicole sacre e capitelli
Villa Guarienti Villa Guarienti
Corti rurali Corti rurali
Edifici Pubblici Edifici Pubblici
Monumenti e Lapidi Monumenti e Lapidi
Toponomastica Toponomastica
Corsi d'acqua Corsi d'acqua
S.Giovanni in campagna S.Giovanni in campagna
Personaggi Personaggi

Ultime dal muro...
muro Cucina
di Giuseppina - 18:05 (11/11/2018)
Buonasera sto cercando documenti sulla cucina antica della zona del basso veronese, comprovanti le abitudini alimentari. Grazie
muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
Wow! This could be one particular of the most useful blogs We've ever arrive across on this subject. Actually Excellent. I'm also an expert in this topic so I can understand your hard work. fegdbdagfdeb
archivio storico Scrivi sul muro!
Utenti collegati
Stanno visitando il sito 19 utenti
tarmassia.it

Gli arresti del novembre 1944 mandarono a pezzi la missione
1977, agosto 29 - Notizie sulla missione RYE
di Luigi Schievano

Luigi Schievano, esponente della missione RYE, descrive il momento di crisi del gruppo partigiano. È interessante notare alcune cose: gli arresti avvenuti a Tarmassia sul finire del 1944, sono attribuiti ad una leggerezza di un partigiano e non alla delazione di un nazifascista locale come invece risulta dagli scritti di don Luigi Cavaliere, Agostino Barbieri e altri. La vita del Perucci, capo della missione,  come quella degli altri scampati all’arresto, fu salva grazie al coraggio e al silenzio eroico degli arrestati. Don Luigi Cavaliere, in particolare, si salvò grazie alla cura con cui distrusse ogni traccia del suo coinvolgimento (che come ricordiamo fu totale - egli stesso scrive che ogni documento della missione, una volta usato, venne immediatamente distrutto - e questo è anche uno dei motivi per cui non esistono scritti dell’epoca a documentare l’attività svolta) e grazie, soprattutto, al silenzio dei fratelli Corrà con i quali collaborava quasi quotidianamente.



(omissis) La più grave crisi dell’organizzazione fu quella che ci investì a fine Novembre 1944. Per la scarsa prudenza di qualche collaboratore (nostro o dei C.L.N. – non si seppe mai -) venne alle mani della polizia tedesca un elenco di nomi, che consentì di individuare quasi tutta la rete. A Salizzole, Isola, Tarmassia, nel tempo di poche ore, i reparti tedeschi e fascisti catturarono sistematicamente gli uomini della RYE e del C.L.N. di Isola della Scala. Fra questi, particolarmente degna di ricordo, la nobile figura dell’avv. Gracco Spaziani; fra quelli, i fratelli Corrà e il tenente Barbieri; poco dopo fu la volta del prof. Bruno Cappelletti, di Selva di Progno, che costituiva l’anello di collegamento fra la missione RYE e le formazioni partigiane.


Don Righetti riuscì miracolosamente a sfuggire; don Cavaliere, curato di Tarmassia, fu catturato, ma non venne trovato nulla a suo carico (benchè fosse attivissimo, e, anzi, nella sua casa Ernesto De Salvador avesse tenuto istruzioni di sabotaggio), e venne lasciato libero.
Perucci, fermato il 17 Novembre a Raldon, potè esibire un documento militare ritenuto sufficiente; mancava peraltro l’adesione alla Repubblica sociale, ed egli – previo consenso dello Stato Maggiore Italiano – prestò il necessario giuramento.
Avigo fece in tempo a riparare fuori provincia. Fadini venne fermato, ma fu rilasciato poco dopo. Io mi salvai per puro caso: in quelle stesse ore mi trovavo a Verona, poiché grazie ad un documento di riconoscimento falso, potevo ancora andare e venire per tenere i contatti indispensabili. Il panico fu generale: a parte lo scardinamento della nostra struttura organizzativa, adesso erano nelle mani del nemico anche le pochissime persone che conoscevano la vera identità di Perucci, l’inafferrabile “professore”, o “Eugenio” –come si chiamò in qualità di partigiano della “Pasubio” -.
Barbieri infatti, a suo tempo, era stato suo collega al 79° reggimento fanteria; i Corrà avevano lavorato con lui all’Azione Cattolica; con essi – altro arresto pericolosissimo – era stato catturato “Gigione”, Luigi Gottardi, che di Perucci era staffetta personale; elementi tutti esperti e preparati.
Quanto a me, non soltanto mi trovavo ora solo, ma con il rischio imminente di qualche delazione, per quanto involontaria. I catturati, coraggiosi e forti, erano pur sempre uomini. Quanto avrebbero reisistito alle torture?
E qui bisogna dire che nessuno parlò. Non Gottardi, fracassato dalle botte e poi mandato a morire a Mathausen; non Cappelletti, torturato per dodici ore consecutive, poi carcerato a Venezia e restituito alla vita in condizioni spaventose; non i Corrà, che finirono la loro giovane vita nel “KZ” di Flossemburg. Non parlò Barbieri, che fu pure deportato a Mathausen, ma riuscì a sopravvivere.
Ad ogni buon conto, Perucci e Avigo rimasero fuori Verona sino a fine Dicembre. (omissis)



Notizie sull’attività della missione militare RYE”, di Luigi Schievano, tratto dal libro “La tradotta arriva – Le forze armate nella Resistenza e nella liberazione del Veneto”, ed. Bettinelli, Verona, 1978, a cura di Paride Piasenti


Torna indietro

Copyright © 2002 Credits. Tutti i diritti sono riservati.