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| Le storie appartenenti al territorio di Tarmassia sono molto antiche e affondano le loro radici sino all'antica età del Bronzo.
Il nucleo urbanistico del paese nel corso dei secoli subì una migrazione dalla località chiamata "Case del Bosco" a quella odierna: più corretto sarebbe parlare di estinzione di un insediamento e sviluppo di un altro (l'antica "Thalamasìa"). Il significato del toponimo è legato, probabilmente, allo stanziamento di uno sconosciuto colono romano di nome "Talmasius".
Lo sviluppo del paese si ha certamente a partire dal secolo XVI, quando la famiglia dei conti Guglienzi vi si stabilì con la sua nobile dimora.
Ad essi succedettero i Guarienti che ancora detengono la proprietà dell'omonima villa con l'annesso parco.
La chiesa parrocchiale, intitolata al martire cavaliere San Giorgio, ha sostituito nel secolo quattrocento l'omonima chiesa situata presso la pezza ora ricordata come "Prà del Campanil". In essa si conservano dipinti del Farinati, del Brusasorzi e un'importante Via Crucis dell'Ugolini.
Fra le numerose corti rurali disseminate sul territorio, va ricordata in particolare la corte Campolongo, vero e proprio centro economico-sociale fino al XVIII secolo; grazie agli investimenti delle famiglie Nogarola e Mocenigo poi, si iniziò lo sfruttamento a risaia delle valli menacensi a lato del dosso di Campolongo.
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