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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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«Faccio un mestiere d’altri tempi ma ho richieste dai Lessini fino alla Bassa»
Spazzacamino ad alta tecnologia
M.Falduto - 11.01.07

ISOLA DELLA SCALA. Francesco Miola, 27 anni, di Tarmassia, usa sofisticati attrezzi e le più moderne tecniche come le videoispezioni.

Chi si rivede, lo spazzacamino. Abita a Tarmassia, ha modernizzato la sua attrezzatura ma il suo lavoro è quello di un tempo: andare in giro a pulire le canne fumarie di stufe e camini.
Così Francesco Miola, a 27 anni, ha ridato vita ad un mestiere d’altri tempi, ormai dato per scomparso. È infatti una figura del passato, quella dell’uomo nero sporco di fuliggine che faceva paura ai bambini, che si spostava su una bicicletta, nera anch’essa, portando sulla spalla scala e corda e gridando per le strade “Spazzacamino!”, un personaggio molto familiare fino a cinquant’anni fa, fino a quando con l’introduzione dei moderni sistemi di riscaldamento, del suo lavoro non c’è più stato bisogno e lui è entrato nel mondo dei ricordi.



Gli sono stati dedicati musei, francobolli, monumenti, la sua figura, già immortalata da Anderesen con la fiaba “La pastorella e lo spazzacamino”, è stata celebrata dal cinema con il film “Mary Poppins” e si è ammantata di un alone poetico forse perché il lavoro lo portava in alto, vicino alle stelle. È passato in secondo piano il fatto che il suo era un lavoro sporco e anche pericoloso quando bisognava salire sui tetti, un lavoro che sfruttava la povertà di alcune famiglie facendo lavorare i bambini, che essendo piccoli si infilavano facilmente su per i camini.
Ora quella figura è tornata, con qualche cambiamento. Non passa più per le vie gridando come un tempo, ha un furgone con tanto di scritta, attrezzato con le scale e ricorre alla pubblicità per farsi conoscere; non si infila su per i camini, per il semplice fatto che non ci passerebbe, perché, a dispetto del nome, Miola, è un tipo piuttosto robusto. Ha scelto di essere uno spazzacamino non molto tempo fa, e come avveniva nei secoli scorsi, la sua è stata una scelta dettata dalla necessità di sbarcare il lunario: l’impresa edile di famiglia nella quale lavorava dall’età di 18 anni è stata messa in difficoltà da clienti insolventi e occorreva un’alternativa. “Un giorno ho visto davanti a una casa un furgone di spazzacamino targato Treviso”, racconta Miola, “mi sono chiesto perché venisse da così lontano e ho pensato che se nella zona non ce ne sono, avrei potuto diventarlo io. Ne abbiamo chiamato uno per pulire il camino di casa, ho guardato come lavorava e la sua attrezzatura, mi sono informato, e visto che non occorre un attestato speciale o un titolo di studio ho fatto l’autodidatta incominciando a pulire le canne fumarie di amici e conoscenti. Una volta accertato che si è tornati ad usare stufe e camini e che nel territorio è difficile trovare uno spazzacamino, mi sono informato anche su quello che bisogna fare per essere in regola, sui pericoli della fuliggine per la salute, e ho accertato l’esistenza di una clientela».
Per questo ha affisso volantini ai pali della luce, in bar e negozi, sulle cassette della posta delle case con comignoli, incominciando dalla Lessinia, dove camini e stufe si usano di più, e arrivando fino alla Bassa. La sua idea ha fatto centro.
«Nel giro di due o tre giorni», racconta il giovane spazzacamino, «mi sono arrivate le prime chiamate, sembrava che tutti aspettassero lo spazzacamino; e la prima cosa che mi chiedevano, come fanno sempre le signore che mi contattano, è se avrei sporcato». Ha preso i primi appuntamenti con un margine di tempo utile ad acquistare tutta l’attrezzatura necessaria - furgone, scale, aspiratori, tuta ignifuga, maschera, imbragatura, piattaforma aerea, spazzole di tutte le misure, lampade, prolunghe - e ha incominciato il suo nuovo lavoro.
«All’inizio mi vergognavo un poco», confessa, «ma la vergogna mi è passata subito. Questo è un mestiere antico e a me sono sempre piaciute le cose vecchie, ma voglio farlo con le più moderne tecnologia, come le videoispezioni. Per me è una soddisfazione vedere il camino pulito e sapere che "tira" bene. Ma in sostanza, a dire il vero, ho scelto questo lavoro perché non lo fa nessun altro».
L’inventiva dimostrata e l’entusiasmo con cui ha affrontato il lavoro sembrano ripagate dai primi risultati, anche se Miola un piccolo problema lo ha trovato: «Non mi lamento», dice, «ma è un peccato che sia un inverno così caldo».




giovedì 11 gennaio 2007 provincia pag. 31
fonte: L'Arena, il giornale di Verona
autore: Mariella Falduto


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