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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Importante scoperta nel dipinto dei Farinati
Scoperta iscrizione nella pala della Visitazione - Sagra de l'Anara pitanara
s.g. 11.08.07

Durante le riprese del documentario "Il volto di Maria - nell'arte e nella fede a Tarmassia" che sarà proiettato durante la sagra dal 6 al 10 settembre, è stata scoperta un'iscrizione presso la pala della Visitazione, opera firmata di Paolo Farinati del 1601.
La scritta, situata in basso a destra sul secondo gradino dipinto, è in realtà la prima parte e il completamento dell'iscrizione già visibile.
Le parole sono disposte su quattro righe e sono coperte da una velatura di colore verde-grigiastro, simile ma diverso dal colore adoperato per dipingere i gradini. I caratteri delle parole occultate sono dello stesso tipo e, quindi, della stessa epoca e mano di quelle visibili.
Utilizzando una videocamera con visibilità notturna ad infrarossi si possono leggere distintamente alcune parole:

(D) ANTONIUS COMELLUS ECCLESIA RECTOR UNA
JOANNES DE ... ET STEPHANUS (AGGIUNTA...)
(...) (...UI) SOCIETAT(IS)
M (...) DIE (...) ANNO. ( I ) . I ) ( I . P. FARINAT.  V. P.
(in neretto la parte visibile)



Mentre del Comello Antonio, rettore della parrocchiale dal 1573 al 1605 e di Giovanni Zonta, massaro della compagnia della Madonna, si conosceva la partecipazione alla spesa per l'acquisto della pala (vedi Giornale del Farinati), del certo Stefano che compare in terza posizione non si sa nulla. Nè tantomeno si sa dei motivi che spinsero a coprire l'iscrizione. Si può ipotizzare un errore nell'iscrizione originaria oppure un atto dovuto alla soppressione della Compagnia nel 1806 in forza delle leggi eversive napoleoniche; forse, si trattò di cancellare ogni traccia della società, in considerazione del fatto che essa, in taluni aspetti, si rifaceva alla precedente dominazione veneta.

Altro particolare messo in evidenza da queste ricognizioni, è stata la scoperta della "chiocciola" del Farinati, ovvero il caratteristico marchio di fabbrica utilizzato dalla bottega del pittore veronese nei suoi quadri. La chiocciola è situata in basso a sinistra, sotto il piede del supplicante. L'identità del personaggio, vestito da magistrato veneto (come riporta Baldissin Molli), non è ancora chiara. Forse si tratta del già citato Giovanni Zonta, massaro della Compagnia della Beata Vergine, di cui però (come riferisce lo stesso Puppi nel 1968) non abbiamo referenze. Nei frammenti d'affresco conservati al Museo Canonicale di Verona, vi è un volto dipinto dal Farinati del tutto simile con uguale copricapo.

L'anno di realizzazione della pala della Visitazione è il 1601. Il pittore giocando con i segni grafici, ha inventato una data palindromica, leggibile cioè in entrambi i sensi:



(   I   )   .   I  )  (  I   =  M  .  D  C  I  =  1601



Volendo, la seconda sigla I ) ( I si può leggere sia come M (mille) che DCI (seicentouno) contenendo in sè tutta la data completa.
Come ufficialmente riconosciuto dalla critica, la pala denota l'intervento preponderante del figlio di Paolo, Orazio Farinati, il quale dipingerà qualche anno dopo una pala sullo stesso tema presso la Chiesa dei Disciplinati a Villafranca. Il padre si è forse limitato alla parte superiore del dipinto raffigurante il Padre in gloria e gli angeli (e probabilmente anche il volto dei due personaggi maschili). Orazio, molto devoto al padre, non firmerà nessuna delle sue opere finchè il padre fu in vita.

Il dipinto di Villafranca chiarisce l'identità dell'uomo anziano posto alla destra nella pala di Tarmassia (S.Zaccaria o S.Giuseppe?): si tratta di S.Giuseppe, con al braccio un attrezzo da lavoro (squadra da falegname). 

Nella lacuna in basso, al centro del dipinto, un tempo vi era una nicchia ove era ospitata una piccola statua lignea della madonna (non un tabernacolo, come da altri asserito); questo culto, forse, è la trasposizione nella nuova parrocchiale dell'antico culto esercitato presso la vecchia chiesa dismessa di S.Giorgio a Cà del Bosco.

La pala, in pessime condizioni di conservazione (già nel 1968 il Puppi lo denunciava), fu trattata una trentina di anni fa dalla Sovrintendenza; un ulteriore progetto di restauro è previsto nel 2009.










s.g. 31.08.07


Vedi anche:
 "La chiesa parrocchiale di S.Giorgio"

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