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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Gran premio «Mobile d’arte» di Tarmassia
2001 ago 19 - Bembo salvo alla meta
S.B.

Il veleno è nella coda. È un antico motto latino che ben si sposa con quanto visto ieri pomeriggio di scena a Tarmassia. Una corsa, il 30° trofeo Mobili d’Arte di Tarmassia, organizzato dalla Gogc Sti Logistica con il patrocinio del Comune di Isola della Scala, scivolata via senza particolari sussulti. Una kermesse vera e propria. Qualche tentativo velleitario, occasioni più che altro per mettersi in mostra davanti al folto pubblico, ma tutti in attesa della volata a ranghi compatti.
Luciano Rossignoli, anima della manifestazione, aveva fatto tutto egregiamente richiamando a Tarmassia qualcosa come 179 corridori. Tra tutti anche il campione italiano Under 26 Casagrande, premiato prima della partenza. Insomma una vera e propria festa, una di quelle giornate che esaltano le doti dei velocisti.
Ma, appunto, il veleno è nella coda, intesa come finale di corsa. Il gruppo si avventa nell’abitato di Tarmassia come un’autentica masnada di pirati. Ciò che conta è trovare la posizione migliore per lo sprint. Da qualche chilometro le squadre delle «ruote veloci», gli sprinters, si sono messi davanti con un compito ben preciso. Tenere il più alta possibile l’andatura, non fare uscire dal gruppo la classica mosca. Impegno portato a termine con diligenza, quindi spazio agli interpreti delle volate, a quelli che amano il rischio, la velocità.
Ma l’imprevisto è in agguato. La strada è stretta, poi d’improvviso si allarga, lanciando il gruppo a tutta verso l’arrivo. Una «scodata», un contatto, un gomito alto, due tubolari che si toccano, chissà cos’altro, fatto sta che la scena che si para agli occhi della gente assiepata lungo le transenne posizionate da un instacabile Agostino Contin, è da girone dantesco. «Caduta» urla lo speaker e il resto lo scrive la sorte. Volano biciclette, qualcuno va a sbattere con forza, qualcun altro mette mano ai freni, i più fortunati evitano l’impatto e dribblano compagni e bici.
Dalla mischia si salva Sauro Bembo. Il trevigiano è in testa, tiene duro, saccheggia le ultime energie per tenere a bada il ritorno del russo Koudentsov con Chicchi, il toscano capace di vincere a Caselle anch’egli in grande rimonta. Ma la linea bianca è vicina e il primo a violarla è Bembo. Il dopo corsa è ricco di polemiche e accuse. I direttori sportivi delle squadre battute assaltano la giuria, protestano, chiedendo la retrocessione proprio del vincitore. «È lui il colpevole della caduta» dicono gli accusatori, «Sauro non c’entra» replicano gli uomini della Zalf. Difficile davvero valutare, forse per capire al meglio la dinamica bisognava essere proprio nel cuore del gruppo. Dal palco d’arrivo l’impressione è che se responsabilità c’erano queste non sono da addebitare a Bembo.
Le volate sono emozionanti, l’adrenalina che sanno regalare, sia a chi le fa e a chi le guarda, è totale ma hanno anche il rovescio della medaglia. Si può cadere e addio sogni di gloria. Per una volta ci sembra giusto essere fatalisti.


fonte: L'Arena, il giornale di Verona
Nella foto: L'edizione della corsa nell'anno successivo (2002)


Vedi anche:
 "Gruppo Sportivo Tarmassia"

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