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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
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muro wipiyior
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Il giovane attaccante di TARMASSIA ha debuttato in serie A con l’InterCon la Primavera ne ha siglati tre proprio all’Hellas
2004 dic 8 - Meggiorini, nuova stella del gol
Lino Fontana







Isola della Scala. In paese, per i suoi concittadini, è già un idolo. L’essere stato «acquistato» addirittura da uno dei mostri sacri del calcio italiano, l’Internazionale di Moratti, ha fatto schizzare alle stelle le sue «azioni» di notorietà. E lui, Riccardo Meggiorini di TARMASSIA, 19 anni, è già una stella del calcio, specialmente dopo la sua prima prova in serie A per otto minuti, durante la partita Inter-Cagliari che si è conclusa con un pareggio: 3 a 3.
«In quegli otto interminabili minuti mi sono guadagnato un fallo al limite dell’area e soprattutto abbiamo segnato il goal del 3 a 3 proprio allo scadere della partita», ha dichiarato il giovanissimo calciatore in un’intervista al termine dell’incontro.
È tale l’ammirazione che i suoi compaesani hanno per lui che moltissime famiglie possiedono una videocassetta con la registrazione della partita Milan-Inter, tra le rispettive riserve, dove Riccardo Meggiorini ha segnato la rete del 3 a 1 sul Milan.
Un evento che non poteva finire nel dimenticatoio, specialmente per Tino, al secolo Agostino Coli, titolare del bar Oriella, che si è autoincaricato di registrare quella memorabile partita con le azioni di Riccardo e riprodurle per chi le volesse rivedere comodamente nel proprio salotto di casa.
Non solo. Tino sta registrando tutte le azioni, le partite, i gol e le interviste dove è protagonista Riccardo. Dopo di che, chiunque entri nel suo bar, magari per sorseggiare un caffè o bere una birra, vede soccorre le immagini registrate su un grande schermo. Ma Tino tiene anche esposta, sempre nel suo bar, anche una gigantografia di Riccardo con la maglia neroazzurra numero 9.
Il tifo contagia tutti quando Riccardo arriva da Milano per giocare con la Primavera dell’Inter contro le squadre come il Verona Hellas (proprio lui ha segnato ai gialloblù ben tre reti nel recente incontro vinto dall’Inter per 5 a 2). Come è già accaduto sul campo della Scaligera a Isola della Scala, quando quasi tutto il paese si svuotò per andare a vedere e sostenere il loro campione.
Ma un campione, anche se alle prime uscite veramente importanti nella sua vita calcistica, non diventa tale se oltre ad avere ovviamente la stoffa non ha anche degli allenatori validi. E lo scopritore di questo talento è un ex bancario, Natalino Ferrarini di Trevenzuolo, pensionato con la passione del calcio nel sangue, che ha anche allenato la squadra di calcio del TARMASSIA
da dove è uscito Meggiorni.
«L’improvvisa notorietà di Riccardo, con il suo esordio nella partita Inter-Cagliari, anche se per pochi minuti, ha messo in evidenza tutte le sue straordinarie doti calcistiche che lo porteranno sicuramente lontano», osserva Ferrarini. E precisa, con una punta d’orgoglio, che Riccardo «non è nato nel vivaio dell’Inter e nemmeno in quello del Bovolone (dove ha militato prima di passare all’Inter, ndr) ma in quello di TARMASSIA
».
Ricorda anche come questa giovane promessa del calcio italiano abbia cominciato all’età di circa 10 anni giocando nei tornei con la squadra allenata proprio da Natalino Ferrarini. «Credo che per una piccola comunità come quella di TARMASSIA
avere un club sportivo calcistico che si è dato una costituzione societaria che parte dal 1970 sia un fatto abbastanza raro».
Ma c’è anche un altro aspetto davvero singolare che riguarda il «vivaio-serbatoio» di giovani promesse calcistiche che è circoscritto ad alcune famiglie del paese. «Fino ad ora ci sono stati dei buoni giocatori che militano in diverse squadre anche di un certo livello e non solo veronesi che escono in sostanza da alcune famiglie come Meggiorini, De Battisti, Sbampato, Leardini, Meneghelli, Donini, Mattiazzi, Zermiani, Mantovanelli».
Il suo ex allenatore ricorda Riccardo come un ragazzino con un talento innato. «Bastavano brevissimi allenamenti», precisa Ferrarini «perché era insofferente a tutti quei preamboli ginnici che precedono l’allenamento con il pallone. Bastava che avesse tra i piedi la palla e cambiava espressione, diventava un altro, esprimendo tutta la sua bravura e risolvendo quando giocava in squadra partite che sembravano oramai perdute».
Tale era la sua bravura che nelle squadre giovanili, nonostante la sua breve vita calcistica, ha segnato oltre 200 reti. «Un biglietto da visita non indifferente per presentarsi nelle squadre più importanti», sottolinea ancora il suo ex allenatore.
Ma Riccardo, a quanto sembra, non si è per nulla montato la testa. Anzi. Quando può lascia Cormano, dove vive da oltre un anno cioé da quando è stato acquistato dall’Inter, e corre nella sua TARMASSIA
dai suoi familiari: la mamma Roberta Gobbi, il papà Sergio, i fratelli Giordano, Alberto e la sorellina Veronica. Ritorna insomma nel suo mondo semplice, di una piccola borgata della bassa veronese.
«Nonostante questo successo non proprio inaspettato», sottolinea con evidente soddisfazione la mamma Roberta, «Riccardo ha sempre tenuto i piedi per terra. Gli ricordiamo sempre di non farsi prendere la mano dal successo, dai soldi, ma di mantenere il suo solito regime di vita, come ha sempre fatto».
Conclude con una saggia osservazione: «Gli rammentiamo spesso che deve vivere con umiltà e di non dimenticare che nel mondo del calcio si passa facilmente dalle stelle alle stalle. E non mi stanco mai di raccomandargli di pregare, pregare sempre, perché se è bravo è certamente merito di Dio».


Se Riccardo Meggiorini è l’ultima stella calcistica nata a TARMASSIA e giunta ai massimi livelli del calcio italiano, non si può dimenticare che un altro Meggiorini, Mario, esattamente mezzo secolo fa, fece il suo esordio nell’allora squadra di calcio del Verona, a quei tempi un fatto davvero importante per un giocatore di paese.
Mario Meggiorini, cugino di secondo grado di Riccardo, classe 1937, scomparso esattamente 20 anni fa, cominciò la sua brillante carriera calcistica nella massima divisione con una partita tra il Verona ed il Padova.
Era il 1958 e in paese molti ancora, ricordano con chiarezza, un episodio che fece molto scalpore anche sulla stampa dell’epoca. Il giocatore di TARMASSIA
, era talmente forte ed inarrestabile quando partiva col pallone al piede che il difensore del Padova, Blason, ricorse alle maniere forti pur di fermarlo, tanto forti che Mario Meggiorini riportò contusioni tali che ne risentì per parecchi anni. Ancora oggi i suoi tifosi ricordano anche che giocò in serie A una quindicina di partite e tra queste quella col Napoli dove segnò la sua prima rete nel massimo campionato. L’anno successivo dovette lasciare la squadra perché chiamato alle armi e, per quasi due anni, smise col calcio. Rientrato dal servizio militare venne ceduto al Saronno, in serie C, dove giocò per due stagioni prima di ritirarsi definitivamente dal calcio nel 1963.
Riprese ad interessarsi del pallone ma come allenatore di squadre giovanili e dilettantesche e la sua indole buona aveva trovato in Osvaldo Bagnoli, l’allenatore che portò l’Hellas Verona allo scudetto, un suo carissimo amico. Un’amicizia profonda che, anche dopo la sua scomparsa, Bagnoli intrattiene ancora con la famiglia del suo ex giocatore Mario Meggiorini.
A distanza di 50 anni il testimone è passato in mano a Riccardo, un altro Meggiorini, che dovrà tenere alto il nome della piccola TARMASSIA
nel grande mondo del calcio. (li.fo.)




fonte: L'Arena il giornale di Verona







mercoledì 8 dicembre 2004 inserti pag. 53




Nella foto: Riccardo nella squadra giovanile di Tarmassia. A sinistra, Luigino Leardini.






 




 


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Vedi anche:
 "Meggiorini esalta l'Inter"

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