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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
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muro wipiyior
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muro SOS foto sagra
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Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Capitolo ottavo
I quadri dell’altare
di Roberto Turella



Appena entrati in chiesa. L’attenzione è attirata dalle due tele poste sulla parete di fondo sopra il tabernacolo dell’altare maggiore: l’una fa da contorno all’altra.
Ad un primo sguardo sembrava che le due tele fossero sovrapposte l’una all’altra, ma durante il restauro delle opere, si è potuto constatare che la struttura della tela esterna contiene una finestra che è fatta proprio per sostenere la cornice della tela centrale.

Rimane ancora difficile da capire come queste due opere siano andate a formare questo insieme, dal momento che le due tele sono state realizzate da due autori diversi, non contemporanei, e difficile è anche cercare il nesso che unisce ciò che rappresentano i due quadri: i simboli alludenti all’Immacolata concezione di Maria e la scena di Maria con il bambino Gesù e il piccolo San Giovanni Battista.

L’Immacolata

Fermiamo la nostra attenzione alla tela che fa da corona. Come è descritto nell’inventario del 1783 è un insieme di “geroglifici alludenti alla purità della B. Vergine” posti sotto la corona regale che da Dio Padre e lo Spirito Santo, per mezzo degli angeli, è indirizzata a Maria.
L’autore anonimo del XV°-XVI° secolo ha raccolto nella sua opera molti simboli della Madonna in generale e in particolare del suo essere Immacolata, cioè del suo immacolato concepimento nel seno della madre Anna.
Questa dottrina (Maria è l’unica creatura che non ha mai conosciuto il peccato originale e perciò è Immacolata) si diffonde gradualmente nella chiesa suscitando anche, nei secoli, forti discussioni teologiche. Soltanto nel 1854 il Papa Pio IX definirà questa verità come dogma di fede: “Dichiariamo, annunciamo e definiamo che la dottrina, che ritiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante del suo concepimento è stata preservata immune da ogni macchia di colpa originale, per grazia speciale e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata rivelata da Dio e deve essere creduta fermamente e senza esitazioni da tutti i fedeli”.

Fin dai primi secoli la riflessione e la preghiera cristiana ha attinto metafore e immagini dall’Antico Testamento (soprattutto dal libro del Cantico dei Cantici) per applicarle a colei che era stata predestinata a diventare la Madre del Figlio di Dio. Alcune di queste immagini le ritroviamo anche nelle attuali litanie mariane.

Nella tela riconosciamo queste immagini applicate a Maria:
- “Pulchra ut luna, electa ut sol” – ‘Bella come la luna e splendente come il sole’;
- “Ianua coeli” – ‘Porta che conduce al cielo’;
- “Scala tangens caelum” – ‘Scala di Giacobbe che unisce la terra al cielo’;
- “Maris Stella” – ‘Stella del mare, riferimento sicuro dei naviganti’;
- “Stella Mattutina” – ‘Stella che annuncia il sorgere del sole’;
- “Turris David” – ‘Torre di Davide’;
- “Hortus conclusus” – ‘Giardino chiuso’;
- “Fons Hortorum” – ‘Fonte che irriga i giardini’;
- “Fons signatus” – ‘Fonte sigillato’;
- “Lilium inter spinas” – ‘Giglio tra i cardi’;
- “Civitas Dei” – ‘Città di Dio’;
- “Turris eburnea” – ‘Torre d’avorio’;
- “Plantatio rosae” – ‘aiuola di rose’;
- “Cedrus exaltata” – ‘alto cedro del Libano’;
- “Oliva speciosa” – ‘ulivo splendido’;
- “Palma florens” – “Palma in fiore”;
- “Cypressus in altitudinem se extollens” – “Cipresso svettante tra le nuvole”;
- “Puteus aquarum viventium” – ‘Pozzo d’acque vive’;
- “Flos campi” – ‘Fiore di campo’;
- “Speculum sine macula” – ‘Specchio che accoglie l’immagine senza esserne offeso’;
- “Porta clausa” – ‘Porta chiusa’;
- “Donna dell’Apocalisse” che sconfigge il drago con sette teste.

La Madonna con Gesù fanciullo e san Giovanni Battista

Al centro della tela con i simboli mariani è incastonata una seconda tela che rappresenta la Madonna con Gesù bambino e S. Giovannino.
Attribuita al pittore Bernardino India ‘il giovane’ si rivela di qualità superiore alla tela che le fa da corona, anche se è giunta fino a noi in condizioni peggiori e il recente restauro ha cercato di sanarla e di restituirne le forme e i colori originari.

Bernardino India, di cui rimangono numerose testimonianze nel veronese, vive nel XVI° secolo e la sua produzione copre gli anni 70 – 80 del secolo (contemporaneo quindi con l’edificazione del primo Oratorio di Caselle).

Il Quadro riprende un tema frequente nell’iconografia cristiana secentesca: S. Giovannino, vestito di pelli di animali, regge la caratteristica croce di canne da cui pende il cartiglio “Ecce agnus Dei” e si intrattiene, sulle ginocchia di Maria, con il bambino Gesù.

Questa scena, che non ha alcun riscontro nei racconti evangelici, divenne popolare nel secolo XVI° soprattutto per il diffondersi dell’opera del francescano Giovanni da Calvoli, il quale integrando la narrazione evangelica racconta che al ritorno dall’Egitto la sacra famiglia sostò sulle rive del Giordano dove si trovava Giovanni che fin da bambino aveva incominciato a fare penitenza. In quella occasione il piccolo Giovanni si mostrò devoto a Gesù, nonostante entrambi fossero in tenera età, anticipazione degli eventi futuri.



A cura di Stefano Gobbi
Un ringraziamento a don Roberto Turella, arciprete di Tarmassia e parroco di Caselle.
Tarmassia, 03.05.02


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