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di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
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muro SOS foto sagra
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Capitolo primo
Tracce dell'età romana a Caselle
di Roberto Turella



Nel territorio della nostra piccola parrocchia sono state trovate nel passato tracce della presenza dell’uomo fin dall’età romana (I° - II° secolo dopo Cristo).
* Una prima segnalazione di ritrovamenti archelogici è dovuta a L. Moscardo che ricorda (Note ovvero Memorie del Museo del conte Lodovico Moscardo, Verona 1672) il dono fattogli da Paolo Emilio Fumanelli di cinque urne funerarie trovate nel 1656, mentre si scavava una fossa nei campi di sua proprietà.

* Venne rinvenuta nella nostra frazione una stele funeraria che ora è conservata al Museo Lapidario di Verona. Su di essa vi si legge:


V. F.

C. NASONIUS

Q. F. SIBI ET

C. NASONIO IANUARIO

MINUCIAI P. F. MAXIMAI

CONTUBERNALI


C. Nasonio,
figlio di Quinto,
fece per sé e
per C. Nasonio Ianuario,
figlio di Minucia Massima,
suo camerata
("Caio Nasonio, figlio di Quinto, fece da vivo a se stesso,
a Caio Nasonio Ianuario ed alla contubernale Minucia Massima, figlia di Publio". Quest'ultima traduzione tratta da www.csrnet. it)
(Corpus Iscriptionum Latinarum, Berolini, 1863, vol. V, 3673)


* Tombe romane con le ceneri dei defunti vennero alla luce, alla fine del secolo XIX° tra Caselle e Mazzanta. Una dettagliata descrizione dei reperti viene fornita dal Cipolla nel 1881 (Notizie degli scavi di Antichità, Roma). Furono trovate tre tombe a cassetta, ciascuna formata da sei embrici (tegole), tre di queste portavano il bollo di fabbricazione C. AT. GAV. e un’altra HESP. P. PASTO.. Le tombe, nelle quali c’era anche un vaso cinerario di vetro, avevano un ampio corredo, tra cui due patere (utensili usati nei sacrifici, simili a bassissime scodelle senza orlo) e due coppe ed alcune lucerne coi marchi ATIMETI, STROBILI, VRSIO/F e FORTIS.

* Anche l’abate Pietro Garzotti riferisce di ritrovamenti di tombe romane avvenuti negli anni 1875 – 1880 in varie zone dell’isolano e tra queste le località di Ceren e Mazzanta (Appunti storici sopra Isola della Scala, Verona, 1879).



A cura di Stefano Gobbi
Un ringraziamento a don Roberto Turella, arciprete di Tarmassia e parroco di Caselle.
Nella foto: la stele romana conservata presso il Museo Lapidario di Verona.
Tarmassia, 03.05.02




























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