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Dettagliata relazione sullo stato patrimoniale e spirituale della parrocchia

V Visitatio di G.M. Giberti (10.10.1530)

s.g. 13.06.07

V Visitatio di G.M. Giberti (10.10.1530)

La visita qui riportata è degna di particolare nota: oltre ad essere molto più articolata di altre, testimonia l'inizio di un progressivo affrancamento del beneficio che, da rettoria, si trasformerà, quarant'anni più tardi, in parrocchia autonoma. La chiesa risulta essere molto povera e priva anche delle più essenziali attrezzature e suppellettili; d'altro canto, si ricava la figura di un cappellano, don Giovanni Giacomo, ben istruito e apprezzato dagli abitanti di Tarmassia. 

TRADUZIONE (tra parentesi quadre le aggiunte per una miglior comprensione):

Nello stesso giorno [10 ottobre 1530], il reverendissimo signor [Vescovo] andò a visitare la chiesa, soprannominata "Vecchia", di San Giorgio di Tarmassia e ordinò che vi fosse messa la porta e che il muro rotto fosse riparato e restaurato; [raccomandò, inoltre,] che la porta della chiesa resti chiusa a chiave in modo che i calici [per le celebrazioni non vengano rubati] e restino al sacerdote.
Poco dopo raggiunse la chiesa parrocchiale di San Giorgio di Tarmassia, nella quale, dopo aver recitato una preghiera e aver ispezionato tutti i sacramenti, finita l’omelia del reverendo padre fratel Giovanni, unse i cresimandi, benedisse il popolo e pregò per i morti.
Rettore della chiesa è il signor Alessandro Morando, canonico, che la amministra per opera di don Giovanni Giacomo Siculo di maestro Rolando che riceve in cambio del servizio una somma di 50 ducati l’anno. Il Vescovo ingiunse personalmente a don Giovanni Giacomo, chiedendo a me notaio sottoscritto di redarre nota pubblica sulle parole pronunciate da lui stesso e ciò sotto pena, per gli inadempienti, di sospensione “a diviniis” e di pagare personalmente, che durante la locazione o amministrazione della chiesa, don Giovanni non obbedisca al detto signor Alessandro, se non su espressa licenza e mandato scritto in proposito di sua Signoria reverendissima [il Vescovo], di modo che possano essere soddisfatte tutte le necessità della chiesa [di Tarmassia]; testimoni sono i presenti signori Geronimo Guerino, Geronimo Prandino e Giacomo, suo figlio, e molti altri, davanti l’altar maggiore della chiesa. In chiesa non furono riferiti casi di cui il Vescovo si debba occupare e raccomandò[, pertanto,] che gli fossero portati alla sua conoscenza.
Per le sacre unzioni c’è una scatola, non del tutto adatta, con delle ampolle di stagno; c’è un libro del sacro battesimo secondo la norma della Curia Romana ed una lampada che accoglie il Ss. Sacramento.
Il Vescovo, al fine di riunire i fedeli più devoti, concesse generosamente un’indulgenza di ottanta giorni a tutti coloro, in gruppo o singoli, che si fossero adunati per condurre fuori dalla chiesa [in processione] [il Ss. Sacramento] e questo ogni volta che viene ripetuto. Nella chiesa, inoltre, esiste una piccola associazione, dedicata alla beata Vergine, che possiede soltanto un paio di tovaglie.
Fu riferito che ci sono centoottanta (180) anime da comunione e, in tutto, reali, cinquecento (500); fra queste, un certo Paolo, figlio di Nicola Zanchetta, risulta non essere confesso poichè ricusa Angela Cesarina, recentemente da lui presa in moglie; il Vescovo volle che fosse condotto alla sua presenza, ma, dal momento che non fu possibile rintracciarlo, ordinò che gli fosse assegnato un termine congruo per pentirsi e che se ciò non fosse accaduto, di scomunicarlo.
Per provvedere alle necessità della chiesa, il signor Vescovo raccomandò che si adempiano le seguenti prescrizioni, di seguito riportate: - innanzitutto, [sia realizzato] un tabernacolo in legno con [relativa] pala d’altare; - poi, un altro piccolo [tabernacolo] in bronzo, nel quale si conservi stabilmente la sacra Eucaristia; - inoltre, due pianete: una di velluto colorato e un’altra di fustagno da un lato bianca e dall’altro nera, con due camicie e con tutti i loro paramenti; - poi, un ciborio sul fonte battesimale; - inoltre, il cimitero sia chiuso a chiave; - poi, venga costruita la sacrestia e ne venga delimitato il confine; - inoltre, siano acquistate almeno tre tovaglie; - inoltre, la chiesa venga coperta secondo l’uso dei Gesuiti [?]; - inoltre, sia eretto un campanile; - inoltre, il pavimento della chiesa venga rifatto; - inoltre, siano posti i vetri alle finestre; - inoltre, si apra un’altra finestra nella cupola dell’altar maggiore, poiché è buia e poco illuminata; - inoltre, la canonica sia restaurata; - inoltre, un gonfalone.
Fu consegnato al capellano il Memoriale, di cui spesso si è fatta menzione, perché istruisca e insegni al popolo secondo le indicazioni lì riportate.
Sotto l’aspetto culturale, emerge che [don Giovanni] è istruito e competente [le parole furono cancellate]; tutti gli uomini del posto parlano bene della condotta di don Giovanni. Abitanti del luogo: Ottolino Boninsegna, Sebastiano Mantovano, Zanino Boninsegna, Giacomo del Gionta. Abitanti della città: il signor Benedetto di Cremona, il signor Geronimo Prandino, il signor Giacomo Prandino. Inventario dei beni della chiesa di Tarmassia: - innazitutto, un calice con patena un po’ argentata e coppa; - due candelabri di ferro; - un messale; - due tovaglie; - un camice con pianeta di tela verde, in lana. Lo stesso giorno fece visita presso la chiesa dedicata a Sant’Arcangelo Raffaele, senza cura d’anime e di scarso valore materiale, eretta per volontà del signor Nicola di Castello; la chiesa è ora sotto la giurisdizione o giuspatronato di Bartolomeo de Maffeis e non esiste un sacerdote celebrante. Il Vescovo ordinò che vi fosse fatta la manutenzione e che fossa custodita chiusa a chiave.
(traduzione a cura di S. Gobbi )

TRASCRIZIONE:

p. 863: TALMASSIA Die antedicta [10 octobris 1530] Invisit idem reverendissimus dominus ecclesiam, veterem nuncupatam, Sancti Georgii de Talmasia, super qua mandavit fieri portam et murum ipsius fractum refici et instaurari et porta ipsam clausam teneri et quod calices remaneant penes sacerdotem. n eodem momento perrexit ad parrochialem ecclesiam Sancti Georgii de eodem loco, in qua facta oratione et sacramentorum omnium visitatione, crismandos inunxit, emisso prius sermone ad populum per reverendum patrem fratrem Ioannem, populo benedixit et pro mortuis oravit. Huius ecclesiae rector est dominus Alexander Morandus, canonicus, in illa inserviens per don Ioannem Iacobum magistri Rolandi Siculum, [p.864] qui illius fructus pro annua solutione ducatorum 50 conducit, cui reverendissimus dominus ore proprio mandavit, rogitans me notarium infrascriptum, ut de verbis per dominationem suam reverendissimam prolatis publicam notam conficiam, videlicet quod sub poena suspensionis a divinis et iterum solvendi de suo, durante dicta locatione seu conductione, nihil respondeat dicto domino Alexandro, nisi de expressa licentia et mandato in scripsit dominationis suae reverendissimae ad hoc ut ipsius ecclesiae necessitatitibus succuratur, praesentibus ad haec domino Hieronymo Guerino, domino Hieronymo Prandino et domino Iacobo eius filio ac aliis quampluribus testibus in dicta ecclesia ante altare maius.
In eadem ecclesia non sunt inventi casus reservati eidem reverendissimo et illos mandavit accipi; est pro sacris unctionibus capsula quaedam satis domestica cum ampullis stamneis, est et liber sacri baptismatis secundum Romanae Curie normam et lanterna pro associando Sacramento, ad quod ut devotius associantur fideles, concessit praefatus dominus uti legatus et episcopus omnibus et singulis, qui illud quandocumque extra ecclesiam defertur, associaverint, indulgentiam 80 dierum perpetuis futuris temporibus duraturam et hoc toties quoties, generose concessit.
Est item in eadem ecclesia societas in honore beatae Virginis, nullius valoris, quae duas tantum tobaleas habet.
Animas a comunione dixit 180, in totum vero 500, ex quibus quidam Paulus quondam Nicolai Zanchettae non est confessus, quia recusat Angelam Caesarinam, dudum per eum in uxorem acceptam, traducere; hunc, quia haberi non potuit, mandavit dominus ni, assignato illi competente termino, resipiscat, excomunicari. Ut autem eiusdem ecclesiae necessitati provideatur, mandavit dominus infrascripta fieri, videlicet: et primo tabernaculum ligneum cum palla altaris; item aliud ex auricalcho parvum, in quo iugiter sacra conservetur Eucharistia; item planetas duas: unam venuti colorati, alteram vero fustanei ab uno latere albam, ab alteroautem nigram, cum duobus camisis et eorum omnibus fulcimentis; item ciborium super fonte baptismali; item claudi cimiterium; item errigi sacrastiam et terminari; item tobaleas saltem tres emi; item ecclesiam cooperiri more Iesuatorum; item fieri campanile; item pavimentum refici ipsius ecclesiae; item speras fieri super fenestris; item aliam fenestram in cuba altaris maioris, quia obscura est et opaca; item domum instaurari; item unum confallonum.
[p. 865] Dimissum fuit eidem capellano illud Memoriale, de quo saepissime fit mentio, ut iuxta illius tenorem populum instruat et doceat.
In examine litterarum inventus est competenter instructus [le parole furono cancellate], circa vero bonos mores, homines loci concorditer bene retulerunt de eo. Incolae loci: Ottolinus Boninsegna, Sebastianus Mantuanus, Zaninus Boninsegnae, Iacobus del Gionta. Cives habitantes: dominus Benedictus de Cremona, dominus Hieronymus Prandinus, dominus Iacobus Prandinus.
Inventarium bonorum eiusdem ecclesiae.
Et primo calix unus patena tantum argentea et cuppa; candelabra duo ferrea; unum missale; tobaleae duae; camisus unus cum planeta telae viridis, laniata.
Die antedicta visitavit ecclesiam, sine cura et nullius valoris, sub invocatione sancti Archangeli Raphaelis, alias erecta per dominum Nicolaum de Castello, quae nunc est iurisdictionis seu iurispatronatus Bartholomei de Maffeis, in qua nullus est celebrans. Hanc dominus mandavit manuteneri et clausam custodiri.


fonte:
"Riforma pretridentina della Diocesi di Verona : visite pastorali del vescovo G. M. Giberti (1525-1542)" / a cura di Antonio Fasanari. - Vicenza : Istituto per le ricerche di storia sociale e di storia religiosa, 1989. - 3 v. : 1 ritr. ; 24 cm. - (Fonti e studi di storia veneta ; 13).
(La trascrizione del documento originale ci e' stato gentilemente fornito da Chiara Contri)



Vedi anche:
 (Archivio -> Visite pastorali) "Visitatio di B.Bacilieri a Campolongo (14.05.1907)"
 (Archivio -> Visite pastorali) "Visitatio di F.Stridonio (11.05.1532)"
 (Archivio -> Visite pastorali) "VI Visitatio di G.M.Giberti (06.05.1532)"
 (Archivio -> Visite pastorali) "IV Visitatio di G.M. Giberti (19.03.1529)"
 (Archivio -> Visite pastorali) "Visitatio P.A. Mutti (17.04.1845)"

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