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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Corrispondenza con Giovanni Rapelli

Tarmassia: origine del toponimo

Giovanni Rapelli

Tarmassia: origine del toponimo


La "vexata quaestio" sull'origine del toponimo "Tarmassia" ha appassionato studiosi e non, facendo scaturire una miriade di ipotesi. Riportiamo di seguito lo scambio di corrispondenza elettronica che abbiamo intrattenuto con il prof. Giovanni Rapelli, illustre linguista veronese. Grazie a lui, abbiamo cercato di fare un po' di luce sull'origine oscura del toponimo giungendo, lentamente, ad una soluzione "probabile".

[lettera di Michele Gobbi del 17/10/2000] Salve, siamo ancora riconoscenti delle utili ed interessanti notizie che ci ha dato riguardo l'etimologia del toponimo "Tarmassia". E' bello sentire parlare delle nostre origini, spesso nascoste come tabu' perche' "provinciali", da una persona acuta e competente come lei. Le sottopongo alcune considerazioni che abbiamo fatto dopo aver sentito le sue teorie. 1) Terra massia: Terra massiccia. Non e' attendibile perche' "terra" si sarebbe mantenuta anche nella denominazione del 1200. 2) Bartolomeo -> Bartolomaso -> Tolamaso -> Nell'iscrizione del 1200 si trova scritto "Ora talamasia", cioe' "zona/paese di talamaso". 3) Ho trovato un paese in friuli che si chiama "Talmassons". Qui si ritiene che il toponimo derivi da "mans" che sono grandi appezzamenti che i senatori romani davano ai veterani di guerra. Da qui deriva "massaro". Si nota che in italiano viene persa la "n". 4) Ho trovato sul vocabolario di latino il termine "Talasio" o "Talassio" (NB: da notare questa ambivalenza singola/doppia "s", come il nome "TalmaSia" e "TarmaSSia"). E' un antico grido nuziale romano, probabilmente si riferisce al dio delle nozze. Pero' ci si puo' chiedere da dove derivi la "m" di TalaMasia. Esiste anche il termine "talamus" che indica guardacaso il letto nuziale, o il matrimio in generale. Quindi "Talassio" e "Talamus" hanno molti punti di contatto. Il primo termine contiene la "s", il secondo contiene la "m". Non puo' essere che in queste zone i due termini coincidessero (al tempo del volgare) in una parola del tipo "talamaso"? Si potrebbe pensare allora ad un tempio dedicato a questo dio romano, proprio dove si situa la vecchia Tarmassia (in effetti in quei luoghi sono stati fatti ritrovamenti di denaro romano). Inoltre il termine "Tormine" che deriva dal latino "Terminus" (divinita' a difesa dei confini) rafforza l'idea che in quei luoghi ci fosse una colonia romana. Infine c'e' da dire che in quella zona esisteva la vecchia chiesa (demolita nel 1800), costruita prima del 1500 (data di costruzione della chiesa attuale, questa pero' nel centro attuale del paese). Si puo' supporre che la prima chiesa potesse essere costruita sopra tale "tempio romano". Secondo lei quale delle 4 ipotesi e' la piu' valida? Grazie ancora per la sua disponibilita'. Salve, Michele
[Risponde Giovanni Rapelli, in data 20/10/2000] Caro Michele Eccomi qui, col problema che abbiamo discusso a Bovolone. Ci ho pensato sopra molto. Il punto di partenza non può essere che l'attestazione piu' antica: questa e' una regola d'oro, che ci permette di confrontare il toponimo con le leggi fonetiche dell'epoca (altrimenti, ci perdiamo in un mare di ipotesi assurde). L'attestazione mi e' stata data da Gianna De Salvo di Sanguinetto, acuta ricercatrice di toponomastica: Talamassia in documento 9 nov. 1122 (Arch. di Stato di VR; si noti l'antichita'!!). Cominciamo con lo scartare cio' che non puo' essere: terra massiva no, sia per la erre sia perche' in quell'epoca non cade mai la "v". (Tra parentesi, Tormine non c'entra con "termine", poiche' e' alterazione di "turbine", in un'accezione particolare.) Sicuramente c'e' un nesso col nome Talamaso documentato a Padova prima del 1181 (cfr. D. Olivieri, Cogn. Ven. Eug.). Il problema e': che cosa era esattamente quel nome? L'Olivieri lo suppone da Bortolomaso, che sarebbe una variante di Bartolomeo (pero' una variante non documentata). Forse - ripeto forse - quel Talamaso non e' "Bartolomeo" ma un personale latino, Talmasius, ben documentato e ipotizzato proprio all'origine del Talmassons friulano. (Non ha valore la derivazione di tale toponimo da "mansus".) Quest'ultima ipotesi e' nel grande Dizionario di Toponomastica della UTET, e la ritengo corretta. Come vedete, qualcosa si fa strada, ma c'e' ancora parecchio da fare per arrivare a un'etimologia decente. Per esempio, anche ammettendo Talmasius (non ci sarebbero problemi per la fonetica), perche' quel raro suffisso -ia? Al momento e' abbastanza inspiegabile. Ecco perche' vi dicevo che ancora non vedo il bandolo della matassa (-ia indica di solito un qualcosa di collettivo: boaria "dove sono i bovari", majaria "dove tanti mangiano = corruzione"; ma mi sembra che il vero suffisso sia qui -aria. Non vedo, infatti, -ia da solo). Dobbiamo anche accettare l'idea che l'origine sia tutt'altra. Ma quale? Per ora, non ne vedo altre di possibili. Un cordiale saluto e tanti auguri a voi tutti! G. Rapelli
[lettera di G. Rapelli, in data 18/10/2000] Caro Michele - Gliel'avevo detto che la questione era complessa! Intanto, noti che "lavanderia", "macelleria" e "osteria" indicavano in origine il sito dove uno esercita un mestiere (lavandara, macellaro, ostiere – voce antica per "oste"), quindi il vero suffisso è -eria e non il solo -ia. Poi, da qui si fanno voci come "piccineria" e "castroneria", ma sono derivati secondari. Quanto alla toponomastica degli stati, quali Romania e Bulgaria, appare anch'essa piuttosto recente (dall'antico Roma'nia abbiamo Romagna! La pronuncia Romani'a e' relativamente moderna), quindi le considerazioni che se ne possono trarre difficilmente avranno valore per il nostro toponimo del 1122. Attento a Folgaria e altri nomi del genere: qui abbiamo il suffisso tardo-latino -ita, come nel corso - ma di origine genovese – Bastia (rispettivamente da "filicarita" e "bastita"). Se Tarmassia derivasse da tale suffisso, sarebbe stata Talamassida nel 1122. Problematici sono i veneti "majaria" (abbastanza antico, che corrisponde all'ital. mangeria) e "graspia". E' proprio la rarita' di questo suffisso da noi che lascia perplessi. Avevo pensato anche a uno spostamento di accento, non insolito da noi (Talama'ssia = Talamassi'a), ma non saprei come giustificarlo in questo caso. Vede bene come il problema sia grosso, come del resto e' il caso per tanti altri toponimi. Cordialita'. G. R.
[lettera di G. Rapelli, in data 20/10/2000] Caro Michele, Ho discusso della cosa col prof. Marcello Bondardo, grande dialettologo con cui condivido molte ricerche. Sembra accertato che in Talamassia non si abbia un vero suffisso -ia (ne' nel senso dei toscani "lavanderia", "osteria" ecc. ne' in quello dei troppo recenti "pazzia", "armonia", "scrivania" ecc.), anche perche' Bondardo mi faceva notare che nel 1122 stavano gia' cadendo o erano cadute le -d- intervocaliche; quindi possiamo bene postulare un Talamassida. Il suffisso in questione per una localita' non e' senza paralleli nel Veronese: basti pensare alla nota curtis di Tillida, documentata nella Bassa gia' agli inizi del 900 (peraltro anch'esso un toponimo oscuro). La cosa diventa sempre piu' intricata ma d'altra parte anche sempre piu' interessante... Spero di poter trovare un giorno il bandolo della matassa. Cordialita'. G. Rapelli
[lettera di G. Rapelli, in data 21/10/2000] Ci sono vari motivi per cui l'etimologia non e' ancora stata accertata: difficolta' di confrontarsi con un termine apparentemente sconosciuto tanto nel nostro territorio che nei suoi dintorni (sostantivo? nome personale?), scarsa preparazione linguistica, scarsa documentazione esistente della localita', cognizioni carenti sulla storia medievale. Quanto alla doppia esse, abbiamo un altro problema interessante. Nelle voci del patrimonio latino la "s" originaria intervocalica e' costantemente "s" (amorosus = moroso ecc.). Io trovo alternanza "s"/"ss" solo quando la sibilante e' preceduta dal dittongo "au" (causa = cosa/cossa) e forse - ma non ne sono sicuro - in termini non appartenenti al patrimonio latino. Anche qui c'e' molto da studiare... G. R.
[lettera di G. Rapelli, in data 27/10/2000] Purtroppo, nessuno degli spunti suggeriti puo' offrire una soluzione. Tamasoto e voci affini derivano (come puo' vedere in Bondardo, Diz. etim. del dial. ver., 1986) da un "tamaso" pre-romano, con l'accento piano; nulla a che vedere con Talamassia, per la sua sillaba con la "elle". L'eventuale Talamassida e Tillida presentano l'accento sul suffisso (benche' per Tillida non possiamo esserne certissimi), mentre Braida ha l'accento sulla prima vocale; questo esclude ogni parentela, e per la stessa ragione e' esclusa l'origine longobarda. Esiste si' un suffisso -ido nel longobardo, applicato a nomi di persona, ma non accentato. Cordialita'. G.R.
Salve, siamo ancora noi. Parlando con la dott.ssa De Salvo (a proposito, grazie per avercela fatto conoscere) e guardando le carte, abbiamo rilevato un toponimo interessante nel comune di Salizzole, in prossimità di Tarmassia, e riportato sulla carta aerofotogrammetrica della Regione :"case Talamioli"; inoltre, ma di questo non ne siamo sicuri, ci sembra di avere incontrato da qualche parte il toponimo "talamiol" o "talamjol" (Bovolone?). Potrebbe essere una pista secondo lei o, come al solito, siamo fuori strada? Con l'occasione le porgiamo i nostri migliori auguri di Buona Pasqua. Michele, Stefano, Devis Gobbi Tarmassia, 29.03.02 Cari ragazzi, A quanto posso giudicare, probabilmente Talamiol/Talamioli non c'entrano con Tarmassia. L'unico legame che vi potrebbe essere sarebbe costituito dalla comune derivazione dal nome personale "Bartolomeo", con perdita del gruppo iniziale per la troppa lunghezza delle forme suffissate: Bartolomiol = Bartalamiol = Talamiol, Bartolomaso = Bartalamaso = Talamaso. Ma anche accettando questa supposizione, resterebbe il fatto che Bartolomeo era molto diffuso da noi, ciò che non permetterebbe di collegare automaticamente le due forme onomastica e toponimica, e poi subentrerebbero i soliti dubbi, se l'antica Talamassia non derivi in realtà da Talmasius, nome latino non connesso a Bartolomaeus, ciò che escluderebbe ogni rapporto con Talamiol. Quest'ultimo rappresenta una forma cognominale un po' strana, strana nel senso che la trovo finora documentata soltanto nel Veronese. D'altra parte, le stranezze sono talmente numerose sia nella toponomastica che nell'onomastica... Questo è tutto quello che riesco a dirvi. E... ancora e sempre auguri per le vostre iniziative! G. Rapelli Verona, 14.04.02
Cari giovani, Ho scoperto qualcosa di interessante, che forse - ma non facciamoci illusioni - potrebbe darci finalmente la spiegazione del toponimo. Vediamo prima il dato; poi lo commenterò. Dunque, in Istria, e precisamente nelle due zone di Cittanova e la Valdarsa, esistono un centinaio di toponimi uscenti in -ìa derivati da cognomi! Luoghi come Caldanìa, Gavardìa, Brutìa ecc. sono derivati dai cognomi Caldana, Gavardo, Bruti (cfr. Lauro Decarli, Origine del dial. veneto istriano, Trieste 1976, pp. 50-51). Potrebbe esserci relazione col nostro suffisso? Nonostante l'idea sia allettante, mi sembra che la distanza tra la nostra provincia e l'Istria sia troppa; inoltre, là c'è derivazione da "cognomi" e non da "nomi" come penso sia il caso di Tarmassia (n. pers. Talamaso o Talmasius); ancora, quei toponimi istriani dovrebbero appartenere a un passato non troppo remoto (si sono formati a partire dal Medioevo; non so di preciso "quale" Medioevo, ma credo sia quello del XIII-XIV sec.). Forse occorrerebbe sapere se ricorrano altri toponimi così formati tra Verona e l'Istria (ma a me risulta proprio che non ce ne siano), e se ne ricorrano altri nella stessa provincia di Verona (anche qui, mi sembra che Tarmassia costituisca uno splendido hapax). Magari questa informazione sarà superflua, ma è in ogni caso interessante sapere che -ìa è stato usato per formare nomi di luogo, sia pure molto lontano da noi. Buona giornata! G. R. Verona, 20.05.02
Salve, siamo gli amici di Tarmassia. In una carta del 1735 abbiamo trovato il toponimo "BOSCO DELLA CARPENEA", citato almeno un paio di volte e corredato da disegni molto esplicativi (breve nota: il bosco, in proprietà ai conti Giusti "del Giardino", si estendeva sul cosiddetto dosso di Campolongo, a cavallo tra la valle del Menago e la valle di Tarmassia). Il significato ci sembra chiaro: bosco costituito da carpini. Nella cosiddetta Carta dell'ing. Polettini (1866) l'abbiamo ritrovato come "BOSCO CARPANIA" (l'accento dove cade?). Ci sembra interessante notare come la desinenza -ea diventi -ia (il passo è breve), soprattutto se ricollegato al discorso dei nomi collettivi che già abbiamo fatto (Carpenèa=gruppo di carpini. Tarmassìa=gruppo familiare o gruppo di case di Talmasius). Resta il dubbio dell'accento e della prima attestazione che, come si sa, riporta già la desinenza -ia. Cosa ne pensa? Tarmassia, 20.06.02 Cari giovani, Rispondo solo ora perché sono appena tornato dalle vacanze (quando voi avete scritto ero appena partito...). Quel "Carpenea" è un'altra cosa, morfologicamente, da "Tarmassia": lì vediamo il suff. -éa che sta per un più antico -éda corrispondente al tosc. -eta (di "pineta", "cerreta", "faggeta", ecc.), quindi "carpineta", lo stesso suff. di Cerea = "cerreta", Sprea = "aspreta" ("luogo pieno di sassi, di asprezze"). Tale suff. ha più spesso, da noi, la forma maschile -édo, ridottasi poi al semplice -é (come in Faé "faggeto", Ceré "cerreto", ecc.). Che poi da Carpanéa si passi a Carpanìa - certo era questa l'accentazione - è abbastanza facile: conosco altri casi del genere, benché fuori del Veronese. Invece, come sapete, Tarmassia ha il suff. -ìa fin da tempi assai antichi, ed è questo il grosso problema. Esso non deriva da altre forme, ma ha solo questa. Finora, l'unico accostamento plausibile è quello che ho trovato coi toponimi istriani ricavati da cognomi, ma vorrei tanto sapere se questo fenomeno lo si ritrova anche nel Veneto centrale. La distanza geografica tra il Veronese e l'Istria è troppo grande per pensare a un'origine comune. Se non siete ancora al mare... buone vacanze a voi! Verona, 07/07/02 - G. Rapelli
A cura di Stefano Gobbi Ancora un grazie da parte di tutto il Gruppo di ToL a Giovanni Rapelli.


Vedi anche:
 (Archivio -> Libri) "Itinerari nel Friuli"
 (Archivio -> Giornali) "2003 ago 22 - La storia dei cognomi"
 (Archivio -> Libri) "1150 ca - Stefano de Atalamasia"

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