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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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L’esercito di Sua Maestà la ringraziò con uncertificato: «Evitò ai nostri soldati di caderenelle mani dei nazisti»

La «guerra» di Angiolina: sfamare i prigionieri

Mariella Falduto

La «guerra» di Angiolina: sfamare i prigionieri

ISOLA DELLA SCALA. A vent’anni con due amiche portava cibo ai militari britannici che poi si ricordarono del gesto

 «Questo certificato è rilasciato a Minozzi Angiolina quale attestato di gratitudine e riconoscimento per l’aiuto dato ai membri delle Forze Armate degli Alleati che li ha messi in grado di evadere ed evitare di essere catturati dal nemico». È questo il testo del documento, stampato in inglese su un lato e in italiano sull’altro, e firmato da H(arold) R(upert) Alexander, maresciallo britannico comandante supremo delle Forze armate del Mediterraneo tra il 1944 e il 1945, che Angiolina, 89 anni, tiene appeso ad una parete del soggiorno, incorniciato sotto vetro nella casa dove abita a tarmassia con il marito Giulio Toschi di 94 anni. Abitano proprio in via 25 Aprile, strada che, ricorda lui, prima di essere intitolata alla data della Liberazione era stata intitolata al 28 Ottobre, giorno della marcia su Roma del 1922.
«Non mi aspettavo l’attestato e non lo pretendevo», ricorda lei, «ma quando, dopo la fine della guerra, mi hanno detto di andare a prenderlo in Comune, sono stata contenta». Racconta che aveva poco più di vent’anni quando con due amiche, Nella e Maria, scomparse anni fa, andava di nascosto a portare da mangiare ai soldati inglesi a Villa Guarienti. «Lì c’erano i tedeschi», dice, «e dei prigionieri inglesi che rimasero nascosti quando i tedeschi se ne andarono. Ci facevano pena, senza famiglia, senza nessuno; non c’era abbondanza, ma ogni famiglia aveva il maiale e faceva i salami, e noi portavamo agli inglesi pane, salame e una bottiglia di vino. Lo facevamo di nascosto, stavamo attente perché avevamo paura, loro ci sorridevano senza parlare, sapevano solo qualche parola di italiano e noi non sapevamo l’inglese. Non conoscevamo neanche i loro nomi, ma li consideravamo amici, e poi un bel giorno non li abbiamo più visti».
Dopo settant’anni, i suoi ricordi della guerra, oltre alla paura, hanno memorizzato il bombardamento della ferrovia Bovolone-Legnago e i colpi di mitraglia sparati dai tedeschi alla casa, la stessa che abita oggi, dove viveva con i genitori: «Ci siamo riparati contro un muro, un colpo passò attraverso la finestra e centrò l’orologio a pendolo». Angiolina dice di non sapere che in quegli anni la parrocchia di tarmassia era sede della missione Rye, attiva a Verona e provincia con il compito di controllare le vie di comunicazione del territorio e raccogliere informazioni sui movimenti tedeschi, e che il parroco Luigi Cavaliere era membro attivo del Comitato di Liberazione Nazionale; lei in chiesa ci andava per la messa.
«L’attestato di Angiolina è una cosa che bisogna ricordare», dice convinto il marito (sono sposati dal 1952) che negli anni Quaranta era capostazione e ha lavorato in tante stazioni della linea del Brennero; lui della guerra ha tanti ricordi, le tradotte e i prigionieri fermi in stazione a Verona che domandavano acqua (gliela portavano quando le guardie non guardavano), il bombardamento che colpì il campanile di Peri, la stazione di Borghetto sull’Adige che fu distrutta, ricorda che dopo l’8 settembre davano abiti civili ai soldati che buttavano via le divise, e che dopo il ’45 a Pescantina regalavano il biglietto agli italiani deportati tornati dalla Germania. Minozzi non fu l’unica a ricevere il riconoscimento. Le due amiche non andarono a ritirarlo, ma altri abitanti della frazione sì. Il sito internet www.tarmassia.it riporta che «furono nascosti nelle famiglie 62 soldati britannici. Solo 30 riuscirono a sfuggire alla cattura».


  • Sabato 25 Aprile 2009
  • PROVINCIA,
  • pagina 31

  • Vedi anche:
     (Archivio -> Racconti, leggende) "Morgan "Bognolo""

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