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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
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muro wipiyior
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Commedia comico-brillante in due atti

L'oco del conte

C.T. 'Otomai... Teatro!

L'oco del conte

 

La versione integrale e riveduta della 1° commedia scritta dalla compagnia teatrale 'Otomai... nel 1996: L'Oco del Conte. La videocassetta o il DVD dell'opera a soli 25 € scrivendo a info@tarmassia.it.


L'OCO DEL CONTE
di Diego Carbon e Compagnia Teatrale ‘Otomai...
Commedia in prosa dialettale comico-brillante in due atti - Seconda Edizione - Anno 1998


Personaggi: Il Conte, La Contessa, Il Marchese, La Marchesa, La Governante, Il Prete, Il Mendicante, La Contadina

Rappresentata la prima volta l’11 Maggio 1996 nel teatro S.Giorgio di Isola della Scala ( Verona) dalla Compagnia Teatrale ‘Otomai... di Isola della Scala.


PRESENTAZIONE
Commedia dialettale brillante in due atti ambientata in un salotto della villa di un Conte agli inizi del 1900. Otto personaggi sono i protagonisti delle alterne vicende che si svolgono, nell’arco di due giorni di Maggio, all’interno di questa villa nella quale urla, schiamazzi e liti sono l’ordine del giorno. Fa da perno a tutta la vicenda l’inesistente, nono, personaggio che rappresenta la vecchia madre del Conte. Quest’ultima, ormai in fin di vita, e’ la causa delle continue liti familiari tra il Conte e la Contessa, in quanto i due coniugi sono uniti da un sentimento che nel Conte si identifica in un amore sincero nei confronti della moglie mentre nella Contessa si materializza in un interesse finanziario (attende fremente la morte della “vecchia” per mettere una volta per tutte le mani sulla tanto sospirata eredità). A tener le redini di questa villa tanto scapestrata é preposta la Serva, donna di sani principi e dotata di un forte temperamento, che, nonostante gli insulti che quotidianamente si deve sentir attribuire, riesce a controllare con estrema fermezza di spirito tutte le situazioni anche le più imbarazzanti. A contribuire allo scompiglio di questa casa partecipa anche la marchesa, mrcsa intima della contessa, la quale, dotata di alquanto poca astuzia, viene spesso coinvolta dall’mrcsa del cuore in qualche affare poco chiaro o in qualche “festa” notturna. Repentine sono, inoltre, le visite dell’ ”amato” parroco che, nonostante l’apparente franchezza e lo spiccato spirito missionario, si rivela alquanto di poca fede. E’ un personaggio religioso che si e’ lasciato contagiare dal desiderio di una vita agiata o, forse, é un uomo che credendo di trovare una vita facile da prete ha scelto questa via per poi accorgersi che la vita da prete non é poi così comoda ed é ricorso a qualche sotterfugio; motivo delle sue continue visite alla vecchia madre del Conte é infatti la promessa che la stessa vecchia signora aveva fatto a quest’ultimo: al momento della morte avrebbe lasciato un’ingente somma di denaro alla parrocchia. Sullo stesso piano d’azione agisce il Povero che si reca alla villa per chiedere l’elemosina e successivamente, una volta conquistata la fiducia della Serva che lo lascia per un po’ di tempo da solo nel salotto, di fronte alla Contadina che viene in visita allo sconosciuto Conte si “appropria” anche del titolo di Conte. Una miscela di personaggi che può scandalizzare ma nella quale si possono ritrovare le debolezze più comuni che sono intrise nella società da sempre e che da sempre l’uomo ha cercato dapprima di combattere e debellare per poi finire col nasconderle. Contrasta a tutti i personaggi quello del marchese marito della marchesa, l’mrcsa della contessa, che racchiude in sé la vittoria della fragilità umana di fronte alla frivolezza del materialismo; é un personaggio deciso che riesce ad apporre una netta distinzione tra sentimento e denaro.

Nella stesura di questa Commedia, per una miglior impaginazione, si é dovuto ricorrere all’uso di alcune abbreviazioni dei nomi dei personaggi: CONTE (CONTE); CONTESSA (CNSSA); MARCHESE (MRCSE); MARCHESA (MRCSA); SERVA (SERVA); PRETE (PRETE); POVERO (POVER); CONTADINA (CONTD).

ATTO I    LE DESGRAZIE DEL CONTE

SCENA I    INTRODUZIONE
INIZIO
(Luci spente)(In scena due divani e un tavolino con sopra un candelabro)(Entra la cameriera, accende il candelabro, si accendono un po’ di luci)(La cameriera, particolarmente infuriata, ha in mano uno straccio e comincia a spolverare il tavolino)
SERVA: PROE’ A GUARDAR STI SSIORI!....GLIE’ DISORDINATI, DISONESTI, MALEDUCATI E SENZA COR!....AH!....CATARLA ‘NALTRA COME MI!....LAORO TUTO EL GIORNO PAR LORI! E DOPO I TE CIAMA: SERVA, GUARDA QUA, GHE NA FREGOLA, ARDA CHI GHE LA POLVA...AI FA VEGNER DU OCI....E PENSAR CHE STRUZO, SPAZO, LAVO, FAO DA MAGNAR....SSI VALA’ GHETO PAURA CHE I TE FAGA ‘NA RICONOSSENZA, UN COMPLIMENTO!....E IN PIU’, DA QUANDO CHE GHE’ EL BAGNO IN CASA, A ME TOCA LAVAR ANCA QUEL!.....AH!....QUANDO SSERA PIUSSE’ ZOINA!....AH!....CHE BEI TEMPI QUEI!....QUANDO CHE TE ‘NDAVI IN BAGNO, NELA BARACHETA IN MEZO AL CAMPO, A NO TE GAVEI MIA DA LAVAR QUEL CHE TE SPORCAI! TE SSOTERAI TUTO E.... CI SSA’ VISTO SSA’ VISTO!....TE TE INGIAZAVI LE CIAPE....DISTA’ GHERA MOSCHE E MOSCHINI CHE NON I TE LASSAVA STAR GNANCA SE TE GLIE’ MAGNAVI!....MA ME GODEA COME ‘NA MATA A VEDAR ME PORA NONA A FAR LE CORSE PAR NON FARSSELA ADOSSO!....POARETA! QUANTE OLTE CHE NON L’E’ MIA RIVA’ A DESTINAZION! (Entra in scena il CONTE)
CONTE: ECCO! QUANTO CHE LE LAORA LE SERVE! E NOALTRI PAGHEMOLE!
SERVA: SSE EL LE METE SU CHEL PIANO LI’, A SSEMO MESSI BEN! LE’ DU MESI CHE NOL ME DA UN SCHEO! E PAR FORTUNA CHE NON SON MIA UNA DE QUELE CHE SE CAVA TANTE OIE COME CHE LE DONE CHE LE SSE COMPRA CHE LE ROBE DE STOFA BIANCA CHE I VENDE AL MARCA’!
CONTE: CHE LE ROBE DE STOFA BIANCA, LE SE CIAMA MUDANDE! SERVA: MA CHE LE SE CIAMA COME CHE LE VOL! EL FATO LE’ CHE NON POSSO TORME GNAN CA CHE LE LI’! E PAR FORTUNA CHE LAORO DA UN SSIOR! (La SERVA esce di scena piu’ nervosa di prima) (Il CONTE si siede sul divano. Ha l’aria afflitta)
CONTE: EH! LA GA’ UN PO’ LA LENGUETA LONGA MA IN FONDO IN FONDO, SE TE RASSI UN SCCIANTIN, TE CATI ‘NA GRAN BONA DONA! IN FIN DEI CONTI, PERO’, A LE’ MEO CHE GHE STAGA LA SERVA SENZA MUDANDE. PROE’ A PENSAR SE ME MAMA, VECIA E INFERMA, LA POL STAR SENZA MUDANDONI! LE’ MEO CHE BRONTOLA LA SERVA PIUTOSTO CHE SE ROSEGA LA VECIA! (Entra la SERVA piu’ infuriata che mai) SERVA: ECCO, SIOR CONTE! ‘NALTRA OLTA! LA VECIA LA GHE NA’ NA SPETARA’!....ADESSO, CARO EL ME SSIOR, EL VEN CON MI A DARME ‘NA’ MAN!
CONTE: TE POL FIGURARTE! SSITO MATA! LA GHE VAGA ELA CHE LA GA ESPERIENZA NEL SETOR, CHE LA GA ZA LE MANE IN PASTA SERVA: ECOLO! EL SPUTIN! A LE’ SEMPRE SSO’ MAMA!
CONTE: EH SI! E PENSAR CHE ‘NA’ OLTA LERA ELA CHE LA ME CAMBIAVA E LA ME LAVAVA EL CULETO! AHH! SERVA, CHE BRUTA ROBA CHE LE’ LA VECCHIAIA!
SERVA: MA CHE VECCHIAIA E VECCHIAIA! QUEL CHE LA SSA’ FATO NELE MUDANDE SI CHE LE’ ‘NA’ BRUTA ROBA! EL VEGNA CON MI, AVANTI!
CONTE: E PENSAR CHE NAOLTA GLIERA I PARONI A DARGHE I ORDINI A LE SERVE!
SERVA: VIA! (La SERVA e il CONTE escono di scena) (Entra il PRETE) (C’è un giornale sul tavolino)
PRETE: PEERMEESSO! PEERMEESSO!....NO GHE’ NISSUN?!....STI’ CRISTIANI DE ANCO’ I LASSA LE PORTE SPALANCHE’!....A NO I GA’ PAURA CHE GHE VAGA GENTE IN CASA, DEI ZINGALI, CALCHEDUN! PARMEESSO! PROE’ A GUARDAR! ME TOCA ANDAR DENTRO SENZA CHE ME DIGA AVANTI! BEN, PROE’ A GUARDAR CHI CHE LUSSURIA! (Schifato) POLTRONE LACCHE’ COL BORDIN IN ORO, DIVANI IN PELE! E QUANDO I VEN IN CESA, NON I MOLA DIESE FRANCHI GNANCA PER MORIRE: PISSE’ I GA SCHEI, PISSE’ IE’ PESSINI! VEDEMO COME STA LA VECIA ANCO’, LA PAR SEMPRE INVIA’ PARTIR PAR EL CREATOR E OGNI OLTA LA SE CIAPA, CON TUTTE CHELE MESSE CHE GHE DIGO, ORAMAI... SPEREMO CHE QUANDO L’ E’ LA OLTA BONA LA SE DECIDA DE FARME LA GRAZIA DELA DONAZION ALLA CIESA CHE LA MA PROMESSO... GHE N’ O TANTO DE BISOGNO! (Si siede sul divano e si accorge che e’ molleggiato) MA PROE’ A GUARDAR CHE BELEZA! PROE’ A GUARDAR EL PROGRESSO! I SCHEI COSA CHE I FA’! ALTROCHE’ I BANCHI DELA CESA....RUSTEGHI, DURI.... PAR UNO CON LE MOROIDI COME MI NO GHE’ DE PEZO! CHE BRUTA SENSAZION (2)! A LE’ COME SE TE GAVESSI DEI (MANDRIGOLI).... (Entra in scena il CONTE)
CONTE: CI GHE? HO SENTITO UN ZIGOLIO. OHH, SSIOR ARZIPRETE SSA FALO CHI? (Il PRETE si alza di scatto) PRETE: O DOMANDA’ PARMESO, E NO GHERA NISSUNI. A DIR EL VERO O CATA’ LA PORTA VERTA E SONVEGNU DENTRO E ZA CHE GHE SERA O PROA’ ANCA EL BELISSIMO DIVANO.
CONTE: ALO SENTIO ARZIPRETE? A CATARLI STI DIVANI!
PRETE: CHE MORBIDEZA! PITOSTO, SERA VEGNU’ A VEDAR COME STA’ SO PORA MAMA. COME ELA MESSA? CONTE: AHH! ARZIPRETE SEMPRE PEZO, SEMPRE PEZO! PRETE: BEN, MA QUANTO GHALA ANCORA? CONTE: SPEREMO CHE LA AVIA FINIO.. LE DA DIESE MINUTI CHE LA CONTINUA.. ADESSO COMUNQUE LA STA MEO!
PRETE: EH SI! LA GA’ BISOGNO DE LU IN STO MOMENTO!
CONTE: BEN, A DIR LA VERITA’, ADESSO COME ADESSO LA GAVARIA BISOGNO DE UN BOCAL PIUSSE’ GRANDO!
PRETE: EL ME SCUSA SIOR CONTE! MI, ADESO, HO FATO LE SCOLE ALTE: SERA AL 3° PIANO IN SEMINARIO E NO CAPISSO: SSA GHE NE FALA DE UN BANCAL PIUSSE’ GRANDO!
CONTE: MACCHE’ BANCAL!? BOCCAL!
PRETE: HO CAPIO, SETO! NO STA MIA URLARME NELE RECE! A NON GHE MIA BISOGNO CHE TE SBRAI! A NON SON MIA COME CHELE VECE CHE VEN A MESSA PRIMA NEI PRIMI BANCHI E DOPO NO LE CAPISSE UN TUBO! E MI SON CHI CHE PARLO, PARLO, SON IN PIE’ COME UN MUGOLOTO E PARLO, PARLO: ‘SA SERVE CHE PARLA? ...CHE ME SFORZA A INTERPRETAR LE SCRITUTRE? MA PAR CI PREDICO, PAR CI PARLO, PAR I SORDI? CONTE: ELO IN VIÀ PARLAR CON MI? PRETE: ECOLO, ‘N’ ALTRO DE BON! CONTE: EL ME SCUSA, SIOR ARZIPRETE! G’ HO TANTI PENSIERI CHE ME SCOMBATE PAR LA TESTA E... NON ME POSSO SFOGAR CON NISSUNI: EL LE SA ANCA LU CHE LA SERVA LA G’ HA LE SO ROBE (DA PENSAR), ME MOIER L’ È SEMPRE REMENGA PAR MARCÀ E NON LA G’ HA UN POCO DE TEMPO PAR MI! ME RESTA TUTO CHI E ME SMARZISO DENTRO! PRETE: MA FIGLIUOLO, CI SONO QUA IO! NON ROSEGARTI DRENTO, DIMMI I TUOI PROBLEMI, SFOGATI COL TUO ARZIPRETE. SON QUA APOSTA! CONTE: GHE L’ HO DITO: "NON STA’ MIA PETARME FREGOLE!" ...OGNI GIÒRNO (2) UN MARCÀ DIVERSO... ...E COPELO CHEL GATO, MAIEMO SEMPRE FASOI E ZEOLE... ...MA SE GHE DIGO CHE PIOE, GALA DA ANDAR FORA SENZA L’ OMBRELA?... ...EL FA LA MUFA EL FORMAIO SE TE LO PETI SULA CRADENZA... ...LA ME L’ HA DITO, LA ME L’ HA DITO: "T’ HO SPOSÀ PAR INTARESSE!"... ...E LA BARBA, LA BARBA? CI SE LE FÀ, SEMPRE MI?... E SALO ‘SA LA MA DITO? ...TE RIVI SEMPRE TARDI A MESSA, COSSA ME NE FREGA MI DELA MESSA, ARZIPRETE! PRETE: CON CALMA E PAR PIASER, CHE NON G’ HO CAPIO NIENTE! SON RESTÀ ANCORA SUL TOCO DE FORMAI CHE L’ HA FATO LA MUFA SULA CRADENZA! ‘NA ROBA ALA OLTA, CHE NON GH’ È PRESSIA! ALLORA FIGLIUOLO, CHE COS’ È CHE VERAMENTE TE ROSEGA IN CHEL CORESINO SMARZO? CONTE: MA SÌ... IÈ TUTTE CHE PICOLE MANCANZE CHE SE FÀ... PARCHÈ TUTTI I GUARDA EL PEL SUL’ OVO. PRETE: MA ALLORA, ME DITO CHE COSA TE GHE’ O NO, PARCHE’ ORAMAI... CONTE: BEH... SEL EL VOL PROPRIO SAVERLO: G’ HO CIAVÀ UN SALADO DA ALFIO E, ZA CHE GHE SERA, ANCA UN LITRO DE LATE, UN OCO, DO FARAONE, UN PITO, UN GAL NOSTRAN, DO GALINE PADOANE, E UN CUNEL),... DOPO ‘NA CAREGA E LE TENDE IN BALERA, UN SERVIZIO DA CAFÈ AL BAR, E DUMINICA SON PASSA’ VIZIN ALA CESA. NO L’AVESE MAI FATO! EL LE SA’ CHE NON SO MIA UN CLIENTE ASSIDUO... PRETE: SI’, SI’ LO SO CHE TE PERSO EL VIZIO! CONTE: M’ È RESTÀ IN MAN ANCA UN LIBRETO DEL CESA! PRETE: E NO! VA BEN TUTO, MA EL LIBRETO DEI CANTI, NO! ZA GO 3 CANTORINE E ANCA SMARZE, E TI TE VEN A CIAVARME EL LIBRETO DEI CANTI, E NO! CONTE: ARZIPRETE, MA QUEL CHE G’ HO ANCORA IMPEGNÀ CHÌ, IÈ LE BROGNE DEL GINA CHE G’ HO CIAVÀ L’ AN PASSÀ. PRETE: AN SÌ? PARCHE’ LA GINA GALA LE BROGNE? E INDOE? CONTE: MA VACA CAN! EL SA MIA CHE VEGNENDO IN QUA, GHE ‘NA STRADELA INGIARA’, GA DA ESARGHE ‘NA FILA DE PIOPI, E GHE UN FOSSO CHE GHE VA IN PARTE. A UN CERTO PUNTO EL FOSSO EL GIRA... PRETE: EL FOSSO STORTO? CONTE: COME FALO A SAVERLO? PRETE: SON PRATICO DEL POSTO! CONTE: LI’, SULA GOBA DEL FOSO, GHE UN DOSSO, E SUL DOSSO GHE LA BROGNARA DELA GINA: L’E’ FIN VIOLA DA TANTE BROGNE CHE GHE’! PRETE: A L’E’ ‘NA VISIONE DEL PARADISO TERESTRE! AH MAMA, A ME’ VEGNUO ‘NA CERTA URGENZA! CONTE: MA NON ME DILO NIENTE? NON ME DALO MIA L’ ASOLUZION? PRETE: TE LA DAO ANDANDO! ‘NDEMO! CONTE: NO EL STAGA MIA DESMENTEGARSE COME AL SOLITO! PRETE: TE POL FIGURARTE SE ME DESMENTEGO DE STE ROBE! (Il PRETE e il CONTE escono di scena) (ARRIVANO LA CNSSA E LA MRCSA) CNSSA: BEN, STI MARCA’ GLIE’ SEMPRE PEZO! MRCSA: QUANTA GENTE! PODARESSELI MIA STAR A CASA!? CNSSA: CHE CONFUSION! MRCSA: TE RIVA SBURTONI DA TUTI I CANTONI! MA UNO TI URTA IN ZA, L’ ALTRO TI DA UN URTONE DI LA, TI PAR DI ESSERE UNA TROTTOLA. MA MI ME GODO CHE I ME TOCA. CNSSA: TE TOCA VEGNER A CASA COL NERVOSO!....A PARTE CHE EL NERVOSO A GHE LO’ ANCA CHI A CASA! MRCSA: TE CREDO! CON LA SUOCERA CHE TE TE CATI! CNSSA: AH PROPIO! E ME MARI, CHEL SAUGO DE UN SOTOMESSO DA SO MARE CHE NO LE’ ALTRO! MRCSA: MI NON SARIA MIA BONA DE VIVAR NE LA SITUAZION CHE TE VIVI TI! CNSSA: AH! SE FUSSE PAR MI, SARIA ZA’ DA UN TOCO CHE AVARIA FATO EL FAGOTO! LE’ PARCHE’ SPERO CHE DA UN GIORNO A L’ALTRO STA VECIA MARANTEGA LA TIRA UN CIOCO, COSSITA POSSO METAR LE MANE SU CHEL SPORCHEZO DE SCHEI CHE LA GA’ MESSI VIA! MRCSA: GHE NALA TANTI? CNSSA: SE LA GHE ‘NA’ TANTI? PAR LE MARIE! LA GHE ‘NA’ ANCA NE LE MUDANDE! MRCSA: VACARIA GHE ‘NALA ALTRI POSTI ‘NDO’ SCONDAR I SCHEI? CNSSA: MA VA LA’ OCA! LE’ UN MODO DE DIR! (Entrano in scena il PRETE e il CONTE) PRETE: BONGIORNO SIORA CONTESSA, SIORA MARCHESA! CNSSA: BUONGIORNO! (RIVOLGENDOSI ALLA MRCSA) MEDIGO CHE STAOLTA GHE SEMO! MRCSA: (RIVOLGENDOSI AL PRETE) ELA CREPA’? PRETE: MA VA LA’! CNSSA: MANCO MAL! QUANDO CHE LO’ VISTO VEGNER DA LA CAMARA DE ME SUOCERA EL MA FATO PENSAR MAL! PRETE: LA POL STAR TRANQUILLA CONTESSSA! SO SUOCERA A LE’ ‘NA’ DONA CIOSSA! LE’ COME ‘NA’ PIANTA DE GRAMEGNA CON DE LE RAISE PIANTE’ BEN FONDE! CNSSA: (RIVOLGENDOSI ALLA MRCSA) TENTE IN MENTE CHE STALTRA OLTA, AL MARCA’, COMPREMA ‘NA TANICA DE DISERBANTE! CONTE: LA LE TEGNA, LA LE CAMBIA, LA GHE FAGA TUTO ELA! PRETE: (Rivolgendosi al CONTE) EL ME SCUSA SE SON VEGNU’ A DISTURBARLA! CONTE: MA NOL STAGA GNANCA A DIRLA ‘NA’ ROBA COMPAGNA, ARZIPRETE! PAR LU’ QUESTO E ALTRO! PRETE: MA GHE DEL’ALTRO? (butta il libretto) MAGARI, GALO MIA DELE SALAMELE DA METAR AI FERI? CONTE: IO’ FINIIE L’ALTRO GIORNO! PRETE: MA VACA... VACA! MAGARI, GAVARESSELO MIA DELE MORTADELINE? TE SE’, DA FAR A FETE PAR FAR DEI PANETINI PAR I BUTELETI CHE VA AI RITIRI! CONTE: LE’ ‘NA’ STIMANA CHE IO’ FINIE! PRETE: MAMA CARA! MAGARI GAVARESSELO MIA NA FETA DE POLENTA, DE PANZETA? DELE COSTINE? CONTE: ARZIPRETE! SE EL VOL UN PORZEL A LE’ MEO CHE EL VAGA DA ALFIO CHE LA’ GHE N’E’ FIN PAR I PORCHI! PRETE: PAR LA CARITA’, NO STA GNANCA DIRMELO! EL SALADO DE ALFIO A LO’ TASTA’ LAN PASSA’! GHE L’O ANCORA CHI CHEL ME RUMEGA! EL ME VA SU E ZO, SU E ZO, SU E ZO! EL SAVEA DA TUTO TRANNE CHE DA.... DA QUEL CHE EL GAVEA DA SAVER! ‘NA SPORCARIA! COMUNQUE, SE NON EL GHA PROPRIO NIENTE DA DARME, VORA’ DIR CHE ANCA ANCO’ ME TOCA MAGNAR.... ACQUA E VIN! GLIE’ LE UNICHE DO ROBE CHE LA PERPETUA LE’ GNANCORA BONA DE BRUSAR! ADESSO, PERO’, A LE’ MEO CHE SCAPA VIA SE NON VOI SENTIRME ANCA DE LE PAROLE DA CHE LA SANTA DONA DE LA PERPETUA! (Il PRETE esce di scena) CONTE: ARRIVEDERLA, ARZIPRETE! CNSSA E MRCSA: ARIVEDERLA! PRETE: E SIA LODATO...! CONTE: SEMPRE! PRETE: MA PROPRIO GNANCA UN TOCHETO DE PANZETA? (Entra in scena la SERVA) SERVA: SIORI CONTI COSSA MAGNEO STASERA? DISIMELO CHE TRA POCO LE’ ORA DE ZZENA! CNSSA: MA LA BUTA ZO QUEL CHE LA BUTA’ ZO ANCA A MEZOGIORNO! SERVA: NERVOSO BUTO ZO! NERVOSO E BASTA! CNSSA: MA LA BUTA ZO QUEL CHE LA VOL! ANZI DATO CHE LE’ INVIA’ LA BUTA ZO ANCA LA VECIA! CONTE: UE’ SPOSA! STA’ PIU’ DIR DISCORSI COMPAGNI! ME MAMA LA SARA’ QUEL CHE LA SARA’ MA A LE’ SEMPRE ME MAMA! CNSSA: MASSI’ CARO, SCUSAME! A OLTE ME VEN DA DIR QUEL CHE BISOGNARIA MIA DIR MA CHE BISOGNARIA FAR E CHE NON SE FA MAI! CONTE: BISOGNARIA CHE LA LENGUA TE LA MANDESSI ZO ‘NA’ QUALCHE OLTA! CNSSA (RIVOLGENDOSI ALLA MRCSA): LE’ MEO CHE STASERA VEGNA A MAGNAR DA TI! CONTE: ‘NDASI’ VIA TUTE E DO! (CNSSA E MRCSA ESCONO DI SCENA; LA CNSSA LASCIA IL FOULARD SUL DIVANO; IL CONTE RIMANE CON LA SERVA, SI SIEDE SUL DIVANO, AFLITTO, SI LEVA LA GIACCA E L’APPOGGIA SUL DIVANO) CONTE: CHE TRISTEZA! CHE FEGATO INGROSSA’! ME MAMA.... MEZA INCRUPITE, ME MOER.... ‘NA’ SPENDAZZONA CON LA LENGUA MASSA LONGA.... MA MI DIGO.... OTOMAI! SERVA: CAPISSO I SO PROBLEMI MA EL ME SCUSA CONTE! ME DIRLO PAR PIASER COSSA EL MAGNA PAR ZZENA E, SOPRATUTO IN QUANTI SE MAGNA STASERA!? CONTE: SE MAGNA COME ANCO’ MEZOGIORNO, COME IERI SERA E COME TUTI CHI ALTRI GIORNI! SERVA: MI E LU! COME ANCO’ MEZOGIORNO, COME TUTI I GIORNI! CONTE: MI E ELA! COME TUTI I GIORNI! SERVA: FASOI E ZEOLA COME IERI? CONTE: NO!.... ANCO’ FEMO ZEOLA E FASOI CHE LE’ MEO, SENNO’ ME VEN L’ACIDITA’! E LE MEO CHE VAGA A DARGHE UN OCIO A ME MAMA. PUARINA, LA GHA BISOGNO DE MI! (Il CONTE esce di scena) SCENA II “IL MARCHESE” (In scena c’e’ la serva. Si sente bussare alla porta) SERVA: OH, ME PAR FIN STRANIO CHE I PICIA ALA PORTA PRIMA DE VEGNER DENTRO! (Si sente bussare, sempre piu’ forte) SERVA: ARIVO, RIVO! (Il marchese entra di scatto) MRCSE: EL PRETE, EL PRETE! VOI EL PRETE! I MA DITO CHE L’E’ CHI EL PRETE! ‘NDO ELO EL PRETE? SERVA: AHOO! SITO SCOMBATUO DAL’ESAURIMENTO? CREDELO DE ESAR IN ‘NA CANONICA? TE PARO PAR CASO SUOR MARIA STELA DALE 4 FERITE APERTE? MRCSE: MI VOI EL PRETE! SUBITO! I MA DITO CHE L’E’ CHI! SERVA: EL STAGA CALMO! TANTO CHE EL TASA, VAO A VEDAR SE EL PRETE L’E’ ANCORA LA’ DALA VECIA.... IN STA CASA GHE’ UN VIA-VAI! MRCSE: (inquieto) LO SAVEA, LO SAVEA MI! MA ADESSO GHE LO DIGO, GHE LO DIGO: GHE DIGO TUTO, ALMANCO ME DELIBARO! GHE N’HO UN GOSSO! I ME LE DISEA (3), E NO GHE CREDEA! SERVA: AHH... CARO MIO! A QUA NO SE IMBARCA CUCHI! PRETI CHI NO GHE N’E’! IE’ ANDE’ VIA TUTI! ARIA, ARIA! MRCSE: (Alza il divano ripetutamente e lo scuote. Più adirato che mai. Voce arrabbiata) I MA DITO CHE L’E’ CHI! ‘NDO ELO, ‘NDO L’AVIO SCONTO! (Alza i cuscini) LA ME CIAMA L’ARZIPRETE PRIMA CHE SPACA FORA BARACA E BURATINI! SERVA: AHH... MARIA STELA DALE 4 FERITE APERTE! A GHE LO PORTO MI EL PRETE, LA CURIA, CHE L’OSTREGA CHE EL VOL LU, TANTO CHE NO EL ME DESFA LA CASA! (MARCHESE ASPETTA SPAZIENTITO IL PRETE. CONTE E SERVA TRAVESTITI DA PRETE E SUORA ENTRANO IN SCENA. SULLO SFONDO L’ALLELUJA DI HAENDEL) MRCSE: REVERENDO! CONTE: ECOMI FIGLIULO! SONO IL TUO PASTORE! MRCSE: (Arrabbiato) MA MI VOI UN PRETE! CONTE: (La serva sgomita il conte) ECCOMI FIGLIUOLO, SONO IL TUO ARZIPRETE! SONO TUTTO QUEL CHE TE VOL, BASTA CHE TETE CALMI! MRCSE: ARZIPRETE, LA MONEGA GALA DA RESTAR CHI? PARCHE’ LE ME ROBE NON VORIA MIA CHE LE ‘NDESSE IN GIRO.... CONTE: FIGLIUOLO, ARDA CHE SUOR MARIA STELA DALE 4 FERITE APERTE L’E’ SORDA DALA NASSITA! SERVA: AHHH?!?! MRCSE: EL GA DA SAVER ARZIPRETE, CHE G’HO L’IMPRESSION CHE ME MOIER LA ME FAGA UN CORNO! CONTE: BEN DAI... FIN CHE L’E’ UNO... L’E’ QUANDO IE’ DU CHE TI IE SENTI BEN! SERVA: SE TUTI I BECHI I GAVESE UN LAMPION, SETO MIA CHI DRENTRO CHE ILUMINAZION! MRCSE: LA ME LEZE NEI LABRI! CONTE: MA VA LA’! L’E’ ORBA DALA NASSITA! MRCSE: AHN, SI’, MANCO MAL! GHE DISEA CHE ME MUER LE’ CAMBIA’! TUTO L’E’ SCUMINZIA’ DA QUANDO LA SCOMINZIA’ ANDAR FORA CON CHELA SBOLDRACCA DE LA MOER DEL CONTE, CHELA CHE STA CHI! L’E’ NA SUGA-BIGOLI! CONTE: EH NO! ANCA NA SUGA BIGOLI NO! SERVA: L’O SEMPRE DITO MI! MRCSE: MA SE LA CATO CO UN’OMO ARZIPRETE NOL POL GNANCA CREDAR QUEL CHE SARIA BON DE FARGHE... VEDELO STA PIANTINA? CONTE: ALO VISTO CHE FOIE SECHE? MRCSE: MA GHE DASIO DA BEA? CONTE: GHE LO DIGO SEMPRE A SUOR MARIA STELA DALE QUATRO FERITE APERTE DE DARGHE DA BEA, MA TANTO L’E’ SORDA DALA NASITA. COMUNQUE TORNANDO AI BIGOLI, SEL VOL NA BONA PASTA FATA IN CASA EL PASA PUR DALA CANONICA CHE AL LIMITE I OVI GHE IE METO MI. SEMO D’ACORDO? MRCSE: BON, O CAPIO! GONTI DA DARGHE CALCOSSA? CONTE: EL GHE DAGA LA MANCIA A SUOR MARIA STELA DALE QUATRO FERITE APERTE CHE NO LA GHE VEDE E NO LA GHE SENTE MA LA GHE TIRA DA INDIAN. MRCSE: ELO IN BISOGNO? CONTE: MAH, LE’ MEIO CHE EL GHE NE DAGA UN BEL MAZETO CHE LA GA TUTE LE MANE INFORMIGOLE’... MRCSE: POARETA, MA QUANTE PIAGHE. L’E’ PROPRIO MALCUNA’ STA SUORA DALE MILE FERITE APERTE... CONTE: EH SI’, LE’ LA ME CROCE! BEH, A LA’! SIA LODATO! MRCSE: SI’, SI’, SEMPRE! (Se ne va) SERVA: GNANCA NA PAROLA SE NOL VOL CHE GHE LA VERZA MI NA BELA FERITA! SORDA, ORBA, MALCUNA’, MA NO CUCA! (Escono con la musica: Alleluia) SCENA III “IL POVERO” (Entra il POVER) POVER: PARMESSO!? SERVA (da fuori scena): ECO! SE NON GLI IMPARA A SSARAR LA PORTA QUANDO I VA’ FORA A GHE SPACO LA ZUCA! POVER: PARMESSO!? (Il POVER entra) SERVA: PAR CASO ETO SENTIO AVANTI!? ‘NA’ OLTA SE DOMANDAVA PARMESSO E SE SPETAVA CHE QUALCHED’UN DISESSE AVANTI! COMUNQUE COSSA ELO CHE EL VOL? POVER: LA CARITA’! SERVA: LA CARITA’! PAR CARITA’! TE’ PROPIO SBAGLIA’ CASA! POVER: MA MI NON DOMANDO MIA TANTO! SERVA: EL GUAIO LE’ CHE CHI’ NON GHE’ NE’ EL TANTO NE’ EL POCO! ANZI, PENSANDO- GHE BEN GHE SARIA CALCOSSINA ANCA PAR TI! POVER: AN SI! E COSSA! SERVA (Nervosissima): UN POCO DE NERVOSO! POVER: MA SALA CHE L’È PROPRIO BELA QUANDO CHE LA SE INRABIA. ME PAR DE VEDAR ANCORA EL MUSIN DE LA ME PORA CAGNA QUANDO TE GHE PESTAI LA COA. SERVA: VORESELO LUSINGARME? VOLLO TORME OLTA? POVER: MA SCHERZELA? LA GA’ DU OCETI COME LA CARTA DEL ZUCARO, UN NASIN FIN COME NA FETA DE SALADO, NA BOCA BELA COME NA ROSA SELVADEGA.... PECÀ CHE LA GAVIA LA BARBA TRASCURÀ! SERVA: MA NDO IÈ CATELO PAROLE COSITA BELE? POVER: VACA CAN! HO FATO DIESE OLTE LA PRIMA ELEMENTARE! SERVA: SON QUASI COMOSSA! E SICOME SON BONA DE COR, GHE PORTO SUBITO EL PIATO DELA CASA: FASOI E ZEOLA! (LA SERVA ESCE DI SCENA) POVER: VACA CAN! L’ È PROPRIO VERA: MI CON LE DONE GHE SO PROPRIO FAR! SARÀ LE PAROLE, SARÀ EL ME FASSINO, SARÀ EL ME PROFUMO NOSTRAN... FATO STA CHE IÈ OLTO E PIRLO COME VOI MI! VACA CAN! E ME RICORDO CHE ANCA QUANDO NDASEA A SCOLA, QUANDO VERZEA BOCA, LA MAESTRA LA SE METEA SEMPRE A PIANZAR! GHE’ NIENTE DA FAR! NON LE ME RESISTE! VACA CAN! BEN, INSOMA, FIN CHE LA SERVA L’E’ IN CUSINA, METEMOSE AL’OPERA! TANTO PAR SCOMIZIAR, VARDA LÌ CHE BELA GIACHETA! L’E’ PROPRIO ALL’ULTIMA MODA, LA ME STA COME UN PENEL! VACA CAN, L’E’ MEO CHE SCOMIZIA A USTAR! LORI I CREDE DE SCONDAR LA ROBA.... MI GO’ NASO PAR STE ROBE! SCOMETIO CHE SE MI USTO SOTO EL DIVANO CATO CALCOSSA?(MUTANDE, GATO, ALTRI OGGETTI VARI, E, INFINE, VARI BIGLIETTINI CHE LEGGE AD ALTA VOCE) 1° BIGLIETTO: VEDEMO, VEDEMO, VEDEMO! 30 FRANCHI AL FORNAR, 40 AL LATAR, 50 AL SCARPAR.....VACA CAN......DA PAGAR......L’E’ MEO METAR VIA! IÈ MIA ROBE CHE FA PAR MI! 2° BIGLIETTO: CARA BATUFFOLINA MIA, PERCHÈ DOBBIAMO SEMPRE VEDERCI DI NASCOSTO? PERCHÈ DOBBIAMO TENER NASCOSTO IL NOSTRO AMORE E INCONTRARCI DI NOTTE SUL RIMORCHIO. LO SAI CHE DI MATTINO PRESTO CI CARICO IL LETAME! QUANDO TI INCONTRO AL MERCATO, FAMMI UN SORRISO, DAMMI UNA CAREZZA! TU SEI PER ME COME NA PIOPPA IN FIORE.....(VACA CAN QUESTA PO NON LA SAVEA MIA....... ORA E SEMPRE TUO FORMAGGINO ALFIO! POVER: VACA CAN CHE DISPERAZION! SON PROPIO CASCÀ MAL STAOLTA! I PODARIA ANCA SCONDARLI MEO STI FOETI, INVEZE DE LASSARLI CHI IN BELA VISTA! BEN VA LÀ, L’È MEO CHE LEZZA CALCOSSA DE PIUSSÈ RILASSANTE. VARDA CIÒ! GHÈ UN GIORNAL: “EL GAZETIN DELA BASSA VAL DEL ZUGAL”! VACA CAN NON L’AVEA MAI SENTIO! VEDEMO SE GHÈ NOVITÀ: “CRONACA DEL LUOGO! COLPO GROSSO! LUNEDÌ SCORSO IN VIA CANTARANE NUMERO 16 IGNOTI MALVIVENTI APPROFITTANDO DELL’OSCURITÀ HANNO SPOGLIATO UN INERME, POVERO, INDIFESO ALBERO DI BROGNE DI PROPRIETÀ DELLA SIGNORA GINA COLOGA. AGLI OCCHI DEI CARBINIERI GIUNTI SUL POSTO SI È PRESENTATO UNO SPETTACOLO DEVASTANTE. DOPO ATTENTE INDAGINI E UN SUCCESSIVO SOPRALUOGO DEI PERITI AGRONOMI, SEMBRA CHE LA SCIA DI MIOLLE LASCIATA DAI MALVIVENTI, CONDUCA DAVANTI ALLA CANONICA. TRATTASI FORSE DI DEPISTAGGIO? (Entra la CONTD) CONTD: PARMESSO!? POVER: AVANTI! CONTD: BONGIORNO! POVER: BONGIORNO! CONTD: ZZERCAVA EL SIOR CONTE! POVER (Si guarda attorno e....): A SON MI! CONTD: BONGIORNO SIOR CONTE!.... MA SSALO CHE DA COME I ME LAVEA DESCRITO LO CREDEA DIVERSO! POVER: IN MEO O IN PEZZO! CONTD: IN PEZZO! POVER: MANCO MAL! COSSA ELO CHE LA VOL SIORA? CONTD: SSON VEGNUA A TIRAR I SCHEI DEL LATE CHE GAVI’ DA DARME DA UN PAR DE MESI! POVER: AHH! SCHEI? MI.... GO’ DA DARGHE SCHEI A ELA? CONTD: EL SSA’ CONTE, AL GIORNO DE ANCO’ LE’ FADIGA TIRAR AVANTI! E GO’ BISOGNO DE SCHEI! POVER: BEN, SE LE’ PAR QUELA, NON LE’ CHE LA ME VAGA BEN PIU’ DE TANTO GNANCA A MI! CONTD: MA COSSA DIRLO CONTE? UN CONTE COME LU SENZA SCHEI? MA COSSA DIRLO? POVER: NO! PROPIO SENZA, SENZA SCHEI NO! POCHI, ECO POCHI! CONTD: ELO PAR COLPA DE SSO MAMA? ELO PAR QUELA? POVER (Pensa un po’): SI! SI LE’ PAR QUELA! LE’ SEMPRE PAR COLPA DE CHE LA VECIA ZERZENA! LA PENSA CHE ANCA ANCO’ LE’ ‘NDA’ AL MARCA’ CON CHEL BRUTO TEMPO CHE GHE’! CONTD (Sorpresa): AL MARCA’? POVER (Sempre piu’ convinto): SI, AL MARCA’! IN BICICLETA! CONTD (Scioccata): IN BICICLETA!? POVER: LA CORE COME UN SIDIOL SUL BAGNA! CONTD: COME UN SIDIOL? MA SE I SE CONTAVA IN PIAZA CHE SO MAMA LE’ INFERMA! POVER: GHE L’ AVEA DITO DE ANDAR PIAN, NON LA CAPISSE NIENTE, LA VAOL SEMPRE TAIAR ZO DA CAMPI, CON TUTE CHELE BUSE... L’ E’ NDA, L’E’ NDA FIN CHE L’E’ CASCA’, COMUNQUE NIENTE DE GRAVE! CONTD: MA SE I DISE CHE L’E’ IN LETTO DA 10 ANI! POVER: 10 ANI ANCO’! CONTD: POARETO, LU E LA SO STORIA ME FASI’ FIN SCAREZZE! PASSARO’ PIUSSE’ AVANTI A TIRAR I SCHEI! EL SE FAGA CORAIO, ARRIVEDERLA! POVER: MANCO MAL CHE SON RIUSSIO A SBOLOGNARLA VIA! A LA VOLEA FARME MORIR DE CREPACOR! SON VEGNU’ CHI’ PAR SCROCAR CALCOSSA E PAR UN PEL NON ME TOCAVA DARGHE A CHE LA LI’ TUTO QUEL CHE RIUSSIRIA A CIAPAR IN UN MESE DE CARITA’! ANCA PARCHE’ STO MESE O’ CIAPA SOLO PAROLE E BASTA! (Entra la SERVA) SERVA: ECO CHI’ I FASOI E....(si accorge che il POVER indossa la giacca del CONTE) COSSA FETO CON LA GIACHETA DE EL ME PARON INDOSSO! CAVETELA SUBITO! POVER: MA MI....! SERVA: MA TI! MA TI NON TE SSE’ NIENTE! ERA! A TE VOLEI PORTARGHELA VIA! FORA LE’ MEO CHE TE VAI FORA DA SOLO SE NON TE VOL FINIRGHE A PEZATONI! (La SERVA caccia fuori di scena il POVER) CONTD: (DA FUORI SCENA) ALORA TI NON TE SI MIA EL CONTE! TE ME TOLTO IN GIRO! (Entra il POVERO rincorso da Anacleta. La SERVA e Anacleta rincorrono il POVERO). POVER: NON LE ME RESISTE! (il POVERo esce di scena seguito da Anacleta) SCENA IV “IL PRETE” (Entra in scena il CONTE) CONTE: CON CI SERITO IN VIA’ PARLAR! SERVA: AH! NON SAVARIA PROPIO! CONTE: TO’ DITO ZENTO OLTE DE SSARAR LA PORTA CHE VEN DENTRO I ZINGALI... INDO ELA LA ME GIACHETA? SERVA: ECOLA LI’. CONTE: A LE’ TUTA RAPOLA! TETO SENTA DE SORA? O SEMPRE DITO CHE LE SERVE LE GHA SEMPRE MANCO OIA DE LAORAR, SCOMETO CHE COME SON DA IA DA DE CHI, TE TE SENTA’ SUL DIVANO! SERVA: SA CCREDELO? CHE GAVIA EL BON TEMPO COME SO MOIER? CON TUTO QUEL CHE GHE DA FAR IN STA’ CASA DE MATI. CONTE: NON STA GIUDICAR EL SMARZO DEI ALTRI, QUANDO TE PODARESSI ESSAR PIUSSE’ SMARZA DE LORI (DISEA ME PORO NONO). SERVA: SMARZA MI? MA SE SON NEL FIOR DELA GIOVENTU’! CONTE: UN FIOR BELO STRA COMPIO... DAME LA GIACHETA, VA LA’ (NASA) LA SA DA FRESCHIN... DA DA ... SELVADEGO! SERVA: DA QUANTO ELO CHE NOL SE LAVA? CONTE: DA QUANTO TEMPO LE’ CHE NON ME LAVO? DA QUANTO TEMPO LE’ CHE NON TE LA LAVI?! A LE’ MEO CHE VAGA VIA, PRIMA CHE TE ME FATO VEGNER EL NERVOSO! (Il CONTE si rimette la giacca ed esce di scena) SERVA: ECO! DI CIELA LA COLPA? DELA SERVA! OCA SON! OCA E OCA! A RESTAR IN ‘NA’ SCASA’ DE SELVADEGHI! (Entra il PRETE) PRETE: RI-PARMEESSO! SERVA: AVANTI! SERVA: (Rivolgendosi al pubblico) ECOLO ‘NALTRO DE BON! (Rivolgendosi al PRETE) COMELA CHE LE’ QUA ‘NALTRA OLTA ARZIPRETE! PRETE: CARA SERVA, LA SA ANCA ELA CHE NDAR SE LECA, STAR SE SECA.. LA SAVESSE, SON VEGNUO A PAROLE CON LA PERPETUA. SERVA: (Rivolgendosi al pubblico) MA TUTI A MI ME TOCHELI! (Rivolgendosi al PRETE) ANCORA LA’ BARUFA’? COMELA? PRETE: LA SAVESSE... SSERA RIUSSIO A RECUPERAR UN CODEGHIN.... BELO, GROSSO, ROSSO.... ME PAR DE VEDARLO ANCORA....E ELA.... SERVA: SCOMETO CHE LA LA BRUSA’! PRETE: MA SI VA LA! PEZZO! SERVA: LA LA ROTO! PRETE: PEZO! SERVA: LA LA BUTA’ VIA! PRETE: PEZO! (LA ME TEGNA EL CODEGHIN). FIN CHE PRIMA SSERA CHI’, LA SE LA MAGNA’ TUTO ELA! SERVA: PORO EL ME ARZIPRETE! L’E’ MAL MESSO CON CHELA VECIA LI’! PRETE: ALORA SON VEGNU’ A VEDAR SE ALMANCO VUALTRI GAVI’ LA BONTA’ DE DARGHE A STO PORO ARZIPRETE IN PENA CALCOSSINA DA SBECOLAR! SERVA: EL SE COMODA! ARZIPRETE! DOVARIA AVERGHE CALCOSSA MESSO VIA! VA LA’, CHE LA SERVA LA TE DA’ ‘NA BELA ROBA... SSA GHE NE DIRLO DE UN POCO DE FASOI E ZEOLA? PRETE: SE PROPIO NON GAVI’ ALTRO LA MEDAGA SOLO UN POCA DE ZEOLA PARCHE’ ZZA PAR LA STRADA SON PASSA DAVANTI ALA BROGNARA DELA GINA, ME SON FERMA’, E DAL NERVOSO HO MAGNA MEZA BROGNARA DELA GINA, SE PO MAGNO ANCA FASOI SSETO CHE MESSA CHE DIGO DOMAN! SERVA: VORA’ DIR CHE GHE PORTARO’ UN POCA DE ZEOLETTA TAIA’ FINA! (La SERVA esce di scena)(Entra la CNSSA che si era dimenticata il foulard) CNSSA: PROE’ A GUARDAR! PORTE APERTE E....NDOE L’ ONTI PETA’ LA FAZOLA, COME FAO A ANDAR A OMENI SENZA DE QUELA?! (vede il PRETE).... ARZIPRETE LO VEDO PIUTOSTO ZO! E’ MORTO ME SUOCERA! PRETE: FUSSE PAR QUELA! A SON TRISTO PARCHE’ LA PERPETUA LA MA MIA DATO DEL CODEGHIN! CNSSA: E LU EL SE LAMENTA? EL PENSA CHE MI A ME MARI’ GHE DAO DEL CODEGHIN TUTI I GIORNI! PRETE: MA COME? MA SE LA SERVA LA MA DITO CHE GAVI’ SOLO FASOI E ZEOLA! CNSSA: (Rivolgendosi verso il pubblico) MA COSSA ALO CAPIO! (Rivolgendosi al PRETE) NON EL STAGA SCOLTAR LE SERVE! LE SERVE GLIE’ LA ROVINA DE STO MONDO! PIUTOSTO ARZIPRETE EL ME DIGA UN PO’; COME VAI I SO DISTURBI.... LI SOTO? E’ MIGLIORA’ CALCOSSA? PRETE: AHH! PROPIO NIENTE! ANZI DOPO L’ULTIMA SEDUTA....! CNSSA: AN, VALO DA UN DOTOR? PRETE: MACCHE’ DOTOR! DOPO L’ULTIMA SEDUTA SU CHEL POSTO INDO L’E’ BELO SENTARSE MA NO MASSA PARCHE’ SENO’ TE SE INFORMIGOLA TUTE LE CIAPE! LA PENSA, O’ PIANTO ASSE’ E SE GHE RIPENSO ME VEN ANCORA LE LAGREME! CNSSA: SE EL VOL A GO’ NA’ POMATA CHE FA GIUSTO AL CASO SUO. L’E’ PAR USO INTERNO! LA LE USAVA ME SUOCERA QUALCHE ANETO FA’! PRETE: AH! LA POMATA NO! EL ME L’AVEA ORDENA’ ANCA EL DOTOR MA PURTROPO NON GHE RIVO MIA A DARMELA! GO’ MASSA EL BRAZETO CURTO! CNSSA: EL PODEA FARSELA DAR DA LA PERPETUA! PRETE: MAI E POI MAI, LE PERPETUE IE’ DELE DONE MALIGNE! SETO COME LA SE GODARIA FARME DEL MAL? CNSSA: SE EL LE METE SU CHEL PIANO LI’ ALORA SI CHE GLIE’ PROBLEMI! PRETE: EHH SI’... IE’ PROBLEMI, ANCA GROSSI! (Entra la SERVA con le cipolle) SERVA: ECCO LE ZEOLETTE ARZIPRETE! (si accorge della CNSSA) OH, BONGIORNO! CNSSA: BONGIORNO. PRETE: AH! SI CARA DAME QUA! A LE’ MEO MAGNARGHE DE SSORA! SERVA: MAGNARGHE DE SSORA A CHE? PRETE: A LE MAROIDI! SERVA: VACARIA, ARZIPRETE COSSA DIRLO? CNSSA: COSSA GHE INTERESSA A ELA? SERVA: LA ME SCUSA, CONTESSA, L’ERA NA INOCENTE CURIOSITA’! CNSSA: ELA CURIOSA COME EL MAL DE PANZA? VA! VA! VA DE LA A FAR I MESTIERI! CORI! SERVA: SI CORO! CORO! CHE PAR CASO NON I BRUSA! (Il prete chiede il vino alla serva) CNSSA: BEN, ARZIPRETE BISOGNA CHE EL ME SCUSA MA GO’ DA SCAPAR! GHE GENTE CHE ME SPETA (SPEREMO CHE I SIA BEI!) PRETE: SIA LODATO! CNSSA: SEMPRE, SEMPRE! (La CNSSA prende il foulard ed esce di scena) PRETE (Rimasto solo): SI, SI CARA!....NO GHE PIU’ RELIGION, NO L’E’ PIU’ COME ‘NA OLTA! PROE’ A SENTIR CHE BONE CHE IE’ STE ZEOLETTE! VARDE’ STA ZEOLETA QUA! ME FAO FIN LARGO PAR VEDARGHENE PISSE’! MAMA, L’E’ FIN FRAGOROSA, L’E’ NA PEPERLIZIA, CHE DELIZIA, LA SE DESFA IN BOCA! BISOGNA CHE GHE DOMANDA LA RICETA! CHE BONA, CHE BONA... E COME CHE LA BECA! HAAHH (Si guarda attorno). PENSANDOGHE BEN, IN STO PERIODO DE VACHE MAGRE, CHE LA PERPETUA LA BRUSA TUTO, A LE’ MEO CHE ME IMBOSCA UN POCA DE ZEOLETA, QUA NO SE SA MAI! PODARIA METARLE IN UN SCARTOZO DE GIORNAL! (Strappa un foglio di giornale e nasconde un po’ di cipolle) (Beve il vino) PRETE: AHHH, SENTI CHE BON ABOCATO... BON, ARIVEDERCI! (Prende il fiasco al posto del messale) AH... ME SON SBAGLIA’! SERVA: ‘NDO VALO ARZIPRETE? PRETE: BISOGNA CHE SCAPA! SALA, SCOMIZIA L’IMBRUNIRE, VEN ZO LE TENEBRE E GO’ EL FANAL DE LA BICICLETTA ROTO! NO VORIA MIA FAR UN INCIDENTE, GHE LA NEBIA! SERVA: ARIVEDERLA! PRETE: SIA LODATO! SERVA: SEMPRE, SEMPRE! (La SERVA inizia a riordinare e a far pulizie)(Si sente un forte botto) SERVA: PAR LE MARIE SSA’ E’ SUCESSO!? (Si affaccia alla finestra) L’E’ ‘NDA IN COSTO AL PLATANARO! (La SERVA esce e va a prendere il PRETE) (La SERVA rientra sorreggendo il PRETE tutto rotto) SERVA: COSSA ALO FATO ARZIPRETE!? PRETE (Lamentandosi): UH! SSERA INVIA’ MONTAR SU LA BICICLETA! O’ PERSO EL CHILIBRIO E O’ INFILA’ GIUSTO, GIUSTO EL PLATANARO! SERVA: ARZIPRETE, BASTA! ‘NDO GHE FA MAL? PRETE: DAPARTUTO! ME SA S-CINCA’ FIN ‘NA GAMBA! (La SERVA fa sdraiare il PRETE sul divano) PRETE: MA PROA A GUARDAR! O’ ROTO ANCA GLI OCIAI! SON ORBO COME ‘NA’ TENCA! SERVA: EL STAGA LI’ CHE VAO A TOR CALCOSSA PAR MEDICARLA! EL STAGA LI’! PRETE: ‘NDO VOTO CHE VAGA?! (La SERVA esce di scena) PRETE: LO SAVEA! EL SIGNOR EL MA’ PUNIO PARCHE’ ME SON IMBOSCA’ LA ZEOLA! MA SIGNOR, ME PAR UN PO’ MASSA PAR DO TRE ZEOLETE! (La SERVA ritorna in scena con in mano un cipolla e un paio di occhiali) SERVA: ECOME ARZIPRETE! ADESSO LO MEDICO! PRETE: PAR LA CARITA’! BASTA ZEOLA! SERVA: MACCHE’ NO GHE LA DAO MIA DA MAGNAR! LE SSALO MIA CHE LA ZEOLA LE’ CURATIVA! (Rivolgendosi al pubblico) NON GO’ ALTRO IN CASA! PRETE: NO SAVEA MIA CHE LA ZEOLA LA FUSSE MEDICAMENTOSA! LE’ LA PRIMA CHE SSENTO! SERVA: ARDE’ CHE LA ZEOLA IN CASA NOSTRA LA FA’ TUTO! ‘NDO GH’E’ CHE GHE FA MAL? PRETE: QUA, SU TUTA LA COSSATA! CHE SPUZA! ME SENTO ZA MEIO! QUASI SOLEVA’! NO GHE VEDO PIU’! SON ORBO COME ‘NA TENCA! SERVA: EL SPETA LI’ CHE VAO A TORGHE ‘NA ROBA! (La serva va a prendere un paio d’occhiali) GO’ PORTA UN PAR DE OCIAI CHE LA VECIA NON LA SE METE PIU’! (La SERVA medica il PRETE)(La SERVA fa indossare gli occhiali al PRETE e poi lo aiuta ad alzarsi) PRETE (Esterefatto): VACA CAN! A VEDO TUTO CHE GIRA! A VEDO COME I FOGHI DELA SAGRA DELA BASTIA... SERVA: GHE VAI MIA BEN, ARZIPRETE? PRETE: NO! NO CARA! I ME VA CHE LE’ UN PIASER! BEN, BEN! ADESSO POSSO INVIARME VERSO CASA SSENO’ VA A FINIR CHE LA PERPETUA LA VEN IN ZZERCA! IL SIGNORE MI GUIDERA’! (Il PRETE va contro il divano, cade dall’altra parte, poi si rialza ed esce di scena) SERVA: PAR LE MARIE! SPEREMO CHEL RIVA A CASA! (La SERVA rimette tutto a posto) SERVA: BEN! SSA FATO TARDI! LE’ MEO CHE VAGA IN LETO! PROA A GUARDAR CHE CASIN CHE IA’ PETA’, ‘NA SPUZA, CHE DISASTRO, CHE STRACA.... SPETA CHE METO A POSTO LA CASA SENNO’ EL CONTE... PARCHE’ EL ME CONTE, SOTO SOTO, NO L’E’ MIA CATIO... MA QUANDO EL SE GHE METE, (Sbadiglia) EHH, SA FATO TARDI... E’ PASSA’ STA GIORNADA! LA VECIA! LA VECIA! BISOGNA CHE VAGA A VEDAR COME STA LA VECIA, LA ME PAREA IN VIA’... BEH, INSOMA, INVIA’... NO LA STASEA MIA BEN! BON, TUTO A POSTO, VAO IN LETO, E BONA NOTE SONADORI! (La SERVA spegne la candela) (Si spengono un po’ di luci) FINE I ATTO ATTO II “I Schei dela Vecia” SCENA I “LE IMBRIAGHE” (Quasi mattina, canta il gallo) (CONTESSA E MRCSA ENTRANO CANTANDO) (Canzone: E la strada de le pioppe lailA’ l’E’ ‘na strada polverosa lailA’ i butei con la morosa lailA’ no i sta fermi con le man! No i sta fermi con le mane lailA’ no i sta fermi coi zenoci lailA’ cara mama verzi i oci lailA’ te si ancora indormenzA’! Passa el luni, passa el marti lailA’ passa el mercoli matina lailA’ la se dA’ ‘na incipriadina lailA’ e i ricioti la se fa! I ricioti e i caneloti lailA’ e le treze ala romana lailA’ la va via come ‘na dama lailA’ e la dorme sul paion! (Mettono in disordine il divano) CNSSA: ‘NDEMO, ‘NDEMO CHI! MRCSA: MA SITO SICURA CHE SEMO A CASA MIA? LA ME PAREA PISSÈ PICOLA QUANDO SEMO PARTIE! CNSSA: PARCHÈ? TE PARELA PAR CASO CASA MIA? DA MI GHE ‘NA SPUZA DA VECIO! MRCSA: MI SENTO SOLO UDOR DE MOSTO! SARÀ ANCA PARCHÈ L’ ULTIMO BICER EL ME ‘NDÀ SU PARLE NASELE! CNSSA: TI E LA TO PRESSIA! TE SÈ CHE EL TE VA ALA TESTA: IN PIÙ SE TE LO SORBOLI DALE NASELE SETO CHE LAVADA DE ZERVEL! MRCSA: CHE SIA PAR QUELA CHE VEDO INEBIÀ? CNSSA: ME PAR ANCA MI CHE GHE SIA UN BEL NEBION DA CORTEL! MRCSA: A L’ È DA QUANDO NON SERA PICOLA CHE NON VEDEA LA NEBIA DE MAGIO! CNSSA: L’ È PIÙ COME ‘NA OLTA: BISOGNA TEGNERSELA STRUCA LA BORSA! MRCSA: TE L’ È PROPRIO DITA GIUSTA! A NON GH’ È GNANCA ‘NA SDINZALA CHE GIRA. CNSSA: CHE GIRA? SARÀ ANCA LA ME IMPRESSION, MA MI VEDO TUTTO CHE GIRA! PROA A VEGNER CHI CHE ME ‘NDÀ L’ ANEL SOTO EL DIVANO. MRCSA: NON STA MIA MOARTE CHE RIVO! (ENTRA SERVA) SERVA: AHH, I ME PORI OSSI! SENTI CHE PACE, CHE TRANQUILITA’ LA MATINA BONORA! GNANCA ‘NA MOSCA CHE VOLA! GUARDÈ STO DIVANO COME L’ È SBALEZÀ! L’ HO MESSO BEN IERI SERA: PAR QUASI CHE I GHE SALTA’ INZIMA DE NOTE! COSA E’ SUCESO STA NOTE? MEDIGO CHE E’ VEGNUO EL CONTE STANOTE... A OCIO EL GAVEA DELE ROBE PAR LA TESTA... (MRCSA SI ALZA) (SERVA URLA... .MRCSA URLA) MRCSA: VARDA CHI CI GHE! (SERVA prende paura) SERVA: SSA FALA IN STA CASA? MRCSA: MA ELE DOMANDE DA FAR? ELA PITOSTO, ‘SA FALA IN CASA MIA? SERVA: SARÀ ANCA BONORA, MA DE CERTO QUESTA NON L’ È MIA CASA SUA! MRCSA: MA DIRLA DAL BON? LA SA, L’ È FACILE SCONFONDARSE CON CHEL NEBION CHE GHE FORA! (Entra il CONTE) CONTE: BONGIORNO SERVA! ALA PAR CASO VISTO ME MOIER? CON LA SCUSA CHE NON L’ È GNANCA VEGNUA IN LETO STANOTE, ME SÀ INGIAZÀ TUTO EL RENON DE CHI! MRCSA: MA CONTE, ANCA DESPETENÀ, L’ È SEMPRE UN BEL’ OMO! CONTE: E QUELA LI’? CARA? CNSSA: MA DAI ALFIO, FINISSELA! CONTE: MA CIELO STO ALFIO? SERVA: QUEL DEL LATE! CONTE: ALFIO? QUEL DEL LATE? UÈ, TIRATE SU! CNSSA: BASTA ALFIO! SON CHI, CHE NON SON BONA DE CATAR LA FEDE! CONTE: E LA ZERCHITO SOTO EL DIVANO LA FEDE? VA PISSÈ IN CESA E MANCO AL MARCÀ! ...E TIRATE SU! CNSSA: MA CARO, OHH SEI TU! CONTE: NON STA MIA ARFIARME COSITA VIZIN, VACARIA! TE GHE’ EL FIA’ CHE SPUZA DA MOSTO! ‘NDO SITO STA TUTA NOTE? (SI RIVOLGE ALLA MRCSA) MANCO MAL CHE DOVEI ANDAR A MAGNAR A CASA TUA! MRCSA: EL SA COME CHE L’ È. PAR STRADA EMO CATÀ ALFIO, QUEL DEL LATE... CONTE: FIN CHI GHE SERA RIVÀ ANCA MI! MRCSA: ME FETO FINIR EL DISCORSO?...E L’ ERA SUL CARETO, ERA, E L’ ERA MEZO PIEN, EL CARETO, ERA, E NOIALTRE NON VOLEENE MIA, ERA, MA T’ AVESSI VISTO COME L’ A INSISTESTO LÙ, ERA, CHE SE TE GHE FUSSI STA ANCA TI, ERA, TE SARESSI MONTÀ SU ANCA TI, ERA, E EL ‘NÀ DATO UN PASAIO! E DOPO, ERA, EL GAVEA DA ANDAR DA QUEL DEL VIN E... CONTE: CONOSSENDOVE... GOTO TIRA GOTO! MRCSA: INSOMA! EMO TASTÀ UN POCO DE VIN E EMO PERSO LA VIA! CONTE: E LA TESTA... BASTA, NON VOI SENTIR PIÙ NIENTE! TI MOIER, L’ È MEIO CHE TE VAI A DARTE ‘NA SLAVAZADA DE FACIA, CISSÀ CHE NON TE REVEGNI! SERVA? CREDITO CHE TO MARÌ NON EL SIA MIA IN PENSIERI A STORA? (Bussano alla porta) MRCSA: A LE’ BONORA, PICELI ALA PORTA? CONTE: AHH MARIA SIGNOR! I PICIA ALA PORTA DAL BON! CONTE: SERVA, VA A VERZAR. E TENTE IN MENTE DE DIRME CI GHE! CHE NON TE FAI COME EL TO SOLITO CHE TE FÈ VEGNAR DENTRO TUTI! SERVA: ME CREDELO OCA FIN A STO PUNTO? SE FUSSE PAR MI NON VEGNARIA DENTRO GNANCA LA SPUZA DEI CAMPI! CONTE: (SI RIVOLGE ALLA MRCSA) L’ È MEO CHE LA SE INVIA VERSO CASA! E LA SE INBAFARA UN POCO! SERVA: CONTE, E’ RIVÀ.... CI ELO QUEL ...QUEL DE CHEL’ ALTRO GIORNO...? CONTE: EL SCARPAR ‘NALTRA OLTA? SERVA: SÌ, ME DIGO DE SÌ, L’È SO MARÌ! CONTE E MRCSA: ME MARÌ? MRCSA: SO MARÌ! SERVA E CONTE: TO MARÌ! MRCSA: ME MARÌ? ME MANCA EL FIÀ.... (MRCSA SVIENE, RIVIENE, FRENESIA IN SCENA) CONTE: L’USEL, L’USEL... LA LE SCONDA! (Conte e serva cercano di nascondere la marchesa sotto il tavolo, sotto il divano, sotto la tavola. infine, il conte copre la contessa con un lenzuolo e le mette in mano un vaso di fiori) (Entra il marchese) MRCSE: ME MOIER! (2) VOI ME MOIER! ‘NDO ELA ME MOIER? L’E’ TUTA NOTE CHE SPETO ME MOIER E MAI NO LA RIVA! E MI PESTEZO... E PASSA ‘NA PEGORA, E MI PESTEZO... E ALE’ DO PEGORE... E SON RIVA’ A MATINA CHE GAVEA TANTE DE CHELE PEGORE CHE... SPUZO FIN DA CAVRON! MA SPUZO CHE RENEGO! CONTE: SI SENTO... MRCSE: NO, MA EL NASA! CONTE: SI’, SI’, SENTO! MRCSE: MA ORLO NASAR O NO? PARCHE’ CHI, MI GHE METO POCO! CONTE: SON UN POCO COSTIPA’! UN ATIMO CHE CIAMO LA SERVA! SERVA (2)! SERVA: SA GHE’? CONTE: LA VEGNA A SENTIR, A SNAROCIAR EL PROFUMO NOO DEL MARCHESE! SERVA: MA SE L’HA SEMPRE SPUZA’ DA CAVRON! MRCSE: MA CHE CAVRON E CAVRON! VOI ME MOIER! CHI, ME FASI’ PERDAR TEMPO! CONTE: EH, SERVA, GHE FALA PERDAR TEMPO, AHNN? L’E’ SEMPRE CHI INVIA’ METAR EL NASO NEI AFARI DE CHIALTRI! LA VAGA A FAR I MESTIERI! SERVA: MATI, MATI, IE’ TUTI DA LIGAR, BEN STRUCHI! (ESCE DI SCENA) MRCSE: BEH...L’E’ SOLO ‘NA NOTE CHE NO VEDO ME MOIER, MA QUANDO LA CATO... VEDELO STA PIANTA? CONTE: ALO VISTO CHE FOIE SECHE? MRCSE: MA GHE DASIO DA BEAR? CONTE: GHE LO DIGO SEMPRE ALA SERVA, MA L’E’ DURA, DURA, DURA DA GRATAR! MRCSE: BEH, VEDELO SE CATO ME MOIER? A GHE, GHE... CONTE: SASSINO LE LESENE! MRCSE: PISSE’, PISSE’! CONTE: GHE DESTACO LE CAUCE! MRCSE: SSIII’ PISSE’! CONTE: GHE INDRIZO LE GAMBE E.....E GHE IE METO IN MORSA! MRCSE: SIIII’... PISSE’! CONTE: ... PENSO CHE SIA IN BISOGNO! MRCSE: EL SA’ ANCA LU CHE LE DONE IE’ SEMPRE INGORDE! TE GHE DE’ ‘NA MAN, LE SE TOL UN BRAZO. TE GHE DE’ UN SPAGO LE SE TAIA ‘NA SOGA. TE GHE DE’ UN BASTON, LE SE TOL ‘NA SPAZAORA. CONTE: MI, PAR NON SBAGLIARME, GHE DAO E BASTA! (STARNUTISCE LA MRCSA) MRCSE: CI STA’? CONTE: L’E’ STA EL ME USELIN. EL PENSA, EL ME L’HA PORTA’ A CASA LA SERVA DALA GITA COL PRETE. EL SA’ COME IE’ LE DONE: “SCHEI E USEI, QUANDO I GHE, CIAPEI!”. L’ERA UN CANARIN COSITA LONGO E GIALO E L’HA CIAPA’ ‘NA MALATIA DE CHELE LI’ CHE VEN DAL’EST... E L’E’ DIVENTA’ LONGO E NERO! E OGNI TANTO EL GHE DA’ UN COLPO ‘NA STRANUZADA! PORO EL ME USELIN! MRCSE: MA ELA ‘NA ROBA CHE SE CIAPA? CONTE: NOOO.... (STARNUTISCE) (Serva esce di scena e starnutisce) MRCSE: BEH... BEN, VAO A FAR UN SALTO A CASA... CISSA’ CHE NO LA SIA RIVA’! (MRCSE ESCE DI SCENA) CONTE: (SI ACCERTA CHE IL MRCSE SIA ANDATO VIA) (SI AVVICINA ALL’MRCSA) TE FAO MAGNAR ‘NA SBOCONA’ DE DENTI! E... TE SCUNCIO LA BOCA COL FIL DE FER... MA VA’ OCA! SON MI...CAVETE STO NIZOL! (L’MRCSA SI LEVA IL LENZUOLO) MRCSA: SONTI DESPETENA’? CONTE: SE NON TE CORI A CASA IN PRESSIA... TE VEDARE’ CHE DESPETENADA CHE TE DARA’ TO MARI’! CORI! CORI! MRCSA: E! SENZA PRESSIA! CONTE: PENSAVA DE ESSAR MESSO MAL MI.... MA ME PAR CHE GHE SIA QUALCHEDUN CHE STA PEZO! SCENA II “REGALO MUTANDE” (Conte seduto al tavolo - Entra la Contessa) (Sguardi reciproci) CNSSA: CIAO, CARO! CONTE: CIAO UN CORNO! CNSSA: MA PARCHE’ DITO COSSITA? CONTE: TE PAR CHE SIA UN COMPORTAMENTO DA CONTESSA? ANDAR DE NOTE SU UN CARETO CON GENTE STRANIA, FORESTA E IMBRIAGONA! E COSSA SERVE CHE FEMO VEDA CISSA’ CHE.... CHE LA GENTE IN PIAZZA.... EL PAESE L’E’ PICCOLO.... CNSSA: .... E LA GENTE MORMORA! CONTE: TE SI SENZA RITEGNO! NO TE GHE’ CREANZA! TE GHE’ EL VESTITO IN PINGOLON... E TE SE VEDE ANCA LA PANZA! CNSSA: MA DAI, CARO! TE SE CHE MI NO SARIA MIA BONA DA SOLA DE FARTE UN TIRO COMPAGNO! L’E’ STA TUTA COLPA DE CHE LA OCA DE LA ME MRCSA! CONTE: BEN! SU QUESTO POSSO ANCA DARTE RESON: L’E’ PROPIO OCA! MA TI.... A DARGHE ADRIO TE PAR DE ESSAR STA PIUSSE’ FURBA? CNSSA: SO STA OCA! MA STALTRA OLTA, CARO, TE PROMETO CHE.... CONTE: TE GHE CASCHI DENTRO NALTRA OLTA! SERVA! SERVA! ELA LONGA CON STO LATE? PENSELA CHE MAIEMO CALCOSSA PRIMA DE SERA? (Entra la SERVA) SERVA: SCUSEME TANTO SIORI CONTI! LA VACA STAMATINA NO LA VOL PROPIO SAVERGHENE DE MOLAR UN GOZO DE LATE! CONTE: ANCA LA VACA LA GHE SSA MESSO ADESSO! COSSONTI FATO DE MAL PAR MERITARME QUESTO! CNSSA: NO STA DESPERARTE CARO! NDARO’ A TOR UN LITRO DE LATE DA ALFIO EL LATAR! CONTE: ALFIO EL LATAR, LASSELO IN DO LE’! TELA MIA BASTA’ LA BALA DE STA NOTE! SERVA LA LASSA STAR LA VACA CHE TANTO O BELO CAPIO CHE ANCA ANCO TOCA STAR A STOMEGO UDO! PIUTOSTO LA VAGA A DARGHE UN OCIO A ME PORA MAMA! SERVA: VAO! VAO SUBITO! CNSSA: E MI LE’ MEO CHE ME CAMBIA CHE GO’ DA ‘NDAR AL MARCA’! (La CNSSA esce di scena ma continua a conversare con il CONTE) CONTE: AL MARCA’? CNSSA: SI! AL MARCA’! CONTE: MA SE TE GHE SSI ‘NDA’ ANCA IERI! COSSA FAI EL MARCA’ TUTI I GIORNI ADES- SO! CNSSA: NO! IERI SON ‘NDA’ A BOGOLON E ANCO’ VAO A VIGASIO! CONTE: E CON COSSA GHE VETO A VIGASIO!? CNSSA: GHE VAO CON LA ME MRCSA! EL NE GHE PORTA EL VECIO TONI COL CARETO! CONTE: E DAGHELA CON STO CARETO! SPERO CHE TE TE RICORDI CHE L’ULTIMA OLTA CHE TE SSI MONTA’ SU UN CARETO, VALE A DIR IERI SERA, TE SSI VEGNUA A CASA IMBRIAGA SPOLPA! CNSSA: OH! MA CI ME CREDITO! PIUTOSTO GHETO QUALCHE FRANCO DA DARME? CONTE: MA MI E TI, ‘NDEMO SEMPRE A FINIR SUI SCHEI? ZA TE SE’, FAO FADIGA A CATARLI... (La CNSSA rientra in scena vestita) CONTE: TO’! (CONTE consegna i soldi a CNSSA) MA VEDI CHE NE’ RESTA’ ANCORA POCHI! ALMANCO TE COMPRASSI CALCOSSA DE UTILE! E INVEZE TUTE LE OLTE TE PORTI A CASA BATARIA (3), E NOIALTRI ‘NDO LA NASCONDEMO LA BATARIA? SOTO EL DIVANO! MA SE STA OLTA NO TE ME PORTI A CASA CALCOSA DE UTILE... CNSSA: STA’ TRANQUILLO CARO CHE STAOLTA FARO’ BONI AFFARI! CORO! CORO! (La CNSSA corre fuori scena) CONTE: CORI, CORI CHE NON TE PERDI ZINQUE MINUTI DE MARCA’! (Il CONTE si siede sul divano e legge il giornale) (Arriva PRETE) PRETE: PARMEESSO!? (Il conte non sente) PARMEEESSO!? (Il prete la ncia il messale) GHE’ NISSUNI? CONTE (Rivolgendosi al pubblico): MA MI ME DOMANDO STO PRETE GALO NIENTE DA FAR! (Riviolgendosi al PRETE) AVANTI! PRETE (Camminando a gambe aperte): BONGIORNO SIOR CONTE! CONTE: MA!....ARZIPRETE! CHE OCIAI GALO? PRETE: AH! L’E’ ‘NA’ STORIA LONGA! CONTE PREGO! ARZIPRETE EL SE COMODA! PRETE: FAMME ‘NA’ CARITA’! ORMAI SON A LIVEL! PENSA CHE STAMATINA ME SON SVEA’ E ME SON MESSO IN SENTON, PRONTO PAR VEGNER ZO DAL LETO. LAVESSE MAI FATO! O’ VISTO ANGELI E ARCANGELI E, DAL NERVOSO, VEGNENDO IN QUA O’ FINIO LA PIANTA DE BROGNE CHE AVEA PETA’ INDRIO IERI! CONTE: MA SE EL STA’ COSSITA MAL, COSSA VENLO A FAR FIN QUA IN BICICLETA!? PRETE: EH, EH (Ride con tono marcato e ironico) EH, EH! (5) A DIR LA VERITA’ SON VEGNU’ A PIE’ PARCHE’ LA BICICLETA LE’ DA IERI SERA CHE L’E’ LI FORA CON LA RUA DAVANTI PIANTA’ NEL PLATANAR! CONTE: SSA GHE FALA LA SSO BICICLETA PIANTA’ NEL ME PLATANAR? PRETE: (Ride con tono marcato e ironico) EH, EH (4)! NIENTE! SICCOME SAVEA MIA SSA FAR, IERI SERA, ME SON MESSO A ZUGAR A ANDAR CON LA BICICLETA A TUTA CORSA IN COSTO AL PLATANO! CONTE: MA GHE’ ‘NDA’ DE OCO EL ZERVEL! PRETE: MA VA LA! GHE PAR CHE MI SIA UNO DA FAR STE ROBE? SONTI UNO POCO SERIO DA ZUGAR CON LA BICICLETA INCOSTO AL PLATANARO? GHERA LA NEBBIA, NO GO MIA VISTO PARCHE’ GAVEA EL FANALIN DELA BICICLETA ROTO E ME SON INZUCA’ INCOSTO AL PLATANARO! PITOSTO EL ME DIGA, SON VEGNUO A VEDAR COME STA SO PORA MAMA PARCHE’ IERI SERA HO VISTO CHE LA GAVEA ‘NA ZIERA DA... CONTE: POARETA! CON QUEL CHE LA SCARICA OGNI GIORNO! PRETE: COSSA SCARICHELA SE L’E’ INFERMA? CONTE: COSSA VOLLO CHE LA SCARICA? PRETE: SSA SCARICHELA....LE TRATTENUTE? CONTE: ‘NA’ ROBA COSSITA! PRETE: O’ CAPIO TUTO! CONTE: MANCO MAL CHE ALMANCO LU’ LA’ CAPIO CALCOSSA! (Entra in scena la SERVA) SERVA: CONTE! SSEMO A LE SOLITE! CONTE: BISOGNA CAMBIAR LA VECIA? PRETE: ‘NDO GALA DA ‘NDAR? CONTE: ’NDO VOLLO CHE LA VAGA SE L’E’ INFERMA? PRETE: L’E’ QUEL CHE ME DOMANDAVA ANCA MI! CONTE: ARZIPRETE EL STAGA LI’ CHE SON CHI TRA POCO! PRETE: TE DOVARESSI SAVERLO CHE IN STE CONDIZIONI NON SON IN GRADO DE ‘NDAR DISTANTE! (Il CONTE e la SERVA escono di scena) PRETE: RIVO SEMPRE IN BRUTI MOMENTI! QUA I VA VIA TUTI E I ME LASSA CHI’ DA SOLO COME UN OCO! ALMANCO IERI SERA GAVEA UN POCA DE ZEOLA DA SBECOLAR! MA ANCO’ CHE GHE SOLO BANANE, SE MAGNO ANCA QUELE, SETO CHE MESSA IN ORGANO! STI SIORI, PISSE’ IE’ SIORI, PISSE’ IE’ PESSINI! NO I METE MIA UN SALATINO, UN STUZICHINO, UN CROCANTINO, ALMANCO CHE POSSA MAGNAR ANCA MI CALCOSA DE SECO! AHH MAMA CARA, CON TUTE CHELE BROGNE CHE HO MAGNA, ERA.... A ME VEGNUO UN MAL DE PANZA... MAMA CARA... ANDAR FIN A CASA L’E’ MASSA DISTANTE....ME NE FARIA ‘NA’ SPETARA’ A LONGO STRADA! SE VAO FORA A GHE’ LA VECIA DELA CASA VIZZIN CHE L’E’ SEMPRE INVIA’ SPIAR! SE VAO DE LA.... GHE’ LA VECIA DESCUERTA: A NO VOI VEDAR MISERIA, ZA GHE N’HO IN BISOGNO DELE MIE! MAMA CARA, ‘SA FAO, ‘NDO VAO? MAMA CARA, A ME VEN DE CHI CALORI! MAMA CARA CHE DOLORI! PAR LE MARIE.... ME SSA’ CHE STA OLTA, LO’ FATA VESTIA! E ADESSO SSA FAO? SA FAO IN STE CONDIZIONI, SA FAO? L’E’ MEIO CHE SCONDA LE MUDANDE DA CALCHE PARTE... PODARIA SCARTOZARLE IN UN FOIO DE GIORNAL. (Prende un foglio del giornale che sta’ sul tavolino davanti il divano e si nasconde dietro il divano)(Si rialza e fa vedere che mette le mutande sporche nel foglio di carta e lo accartoccia) O’! ‘NA’ ROBA L’EMO FATA! MAMA CHE UDOR, L’E’ MEIO CHE GHE FAGA DU BEI GIRI DE CARTA! MAMA CARA, HO SPORCA’ ANCA EL MURO! (Da fuori scena la SERVA) SERVA: GALO BISOGNO DE CALCOSSA ARZIPRETE? (Spaventato, il PRETE nasconde il foglio acartocciato in tasca) PRETE: NO, NO! SON A POSTO! (Il PRETE tira fuori il foglio accartocciato e lo mette sulla tavola) PRETE: E ADESSO, ‘NDO IE’ METO CHELE MUDANDE LI’? NO SULA TOLA! SCONDARLE INDOE? SOTO L’USEL? EL ME SE S-CINCA SOTO L’USEL! ‘NDO IE METO? SOTO LA PIANTA! ZA L’E’ SECA... LA ME SE STRINA! SPETA... QUANDO LA PERPETUA LA VOL SCONDARME CALCOSA, ‘NDO ME LE SCONDELA? SOTO EL DIVANO! AHH! A GHE L’HO CATA’!!! (SVENTOLA UNA MANO PER LA PUZZA) (Rientra la serva e annusa lo strano odore) SERVA: ARZIPRETE! ADESSO EL POL PUR VEGNER A VEDAR LA VECIA! PRETE: ECOME! ECOME! (Il prete esce di scena. La serva, dietro, si ferma un attimo ad annusare il tanfo e rassegnata, esce di scena) (Entra in scena la CNSSA con un pacchetto fatto con carta di giornale contenente un paio di mutande che la stessa ha comperato al mercato per il CONTE) CNSSA (Apre il pacchetto): PROE’ A GUARDAR! E DOPO EL DISE CHE MI NO PENSO MAI PAR LU’! A GO’ COMPRA’ PROPIO UN BEL PAR DE MUDANDONI! (Riaccartoccia in qualche maniera il pacchetto) EL DOVARIA STARGHE COMODO QUA DENTRO! E ADESSO GHE FAO ‘NA’ SORPRESA A ME MARI’! ‘NDO GHE IE SCONDO? SENNO’ EL GLIE’ CATA SUBITO! ‘NDO GHE IE SCONDO? SOTO EL DIVANO! TANTO NO EL GLIE VEDE MIA... L’E’ TANTO SAUGO! (La CNSSA nasconde il pacchetto sotto il divano, vicino a dove il PRETE aveva nascosto il proprio) CNSSA: ADESSO A LE MEO CHE VAGA A SCARGAR DAL CARETO TUTO EL RESTO DELA ROBA CHE ME SSON COMPRA’! (La CNSSA esce di scena) (Rientra in scena il PRETE e frettolosamente prende il pacchetto - quello della CNSSA - da sotto il divano e il tricorno sul divano) PRETE: BONA MI POSSO ANDAR! (Il PRETE lascia il cappello sul divano) (Entrano in scena la SERVA eil CONTE) SERVA: VACA CAN! GAVEALO EL FOGO AL CUL! CONTE: MEDIGO DE SI! I PRETI DEL GIORNO DE ANCO’, I VA E I VEN COME I FUSSE A CASA SUA! (Rientra la CNSSA con una decina di sacchetti colmi di materiale vario) SERVA: VACARIA! SENTO... CNSSA: ECCOME QUA! ONTI FATO PRESTO? CONTE: ETO SPERPERA’ TUTO ANCA ANCO? CNSSA: MA COSSA DITO! TE LO SSE’ CHE COMPRO SOLO L’INDISPENSABILE! E PENSA CHE ANCO’ O’ PENSA’ ANCA PAR TI! CONTE: PENSA CHE SFORZO CHE TE GHE’ DA AVER FATO, MOIER! (La CNSSA si china e prende da sotto il divano il pacchetto che e’ quello del PRETE) CNSSA: ECO QUA! TE L’HO SCONTO, SENO’ TE LO CATAI SUBITO! CON TUTO EL ME AMORE, CARO! VERZI, VERZI! CONTE: MA GHERA DA FARGHE TUTI STI GIRI DE CARTA? CNSSA: NO TE SI MAI CONTENTO! CONTE: MA ME PAR FIN DE STRANIO... MOER? SENTITO MIA ‘NA CERTA SPUZA? ELA LA ME IMPRESSION O IN STA CASA GHE ‘NA SPUZA... CNSSA: AH SI’! ME DIGO CHE LA SERVA NO L’HA MIA NETA’! ARDA CHE CONFUSION! CONTE: CHE SIA MORTO L’USEL? NO, L’E’ ANCORA IN GAMBA! LA SENTO CHI, LA SPUZA! (Il CONTE guarda esterefatto le mutande sporche) CONTE (Attonito):MA COSELA STA ROBA, VACARIA! CNSSA: MA COME CHE COS’ E’? E’ UN SEGNO DEL MIO AMORE! (Entra il PRETE) PRETE: SCUSE’ SE SON SEMPRE CHI! CNSSA: SALO DESMENTEGA CALCOSA? PRETE: SI’, AVARIA PETA’ EL CAPEL SUL DIVANO. SENZA DE QUEL ME DEVENTA RUSTEGHI TUTI I CAVEI, CON LA NEBIA CHE GHE! (Il PRETE cerca qualcos’ altro sotto il divano) CNSSA: ZERCHELO CALCOSALTRO, ARZIPRETE? PRETE: LA POL FIGURARSE! LA SA, SON UN POCO SVANIO, NON VORIA MIA LASSARGHE CHI CALCOSALTRO, SE NO ME TOCA VEGNER DE OLTA N’ ALTRA OLTA!... MA ELE SUE SIOR CONTE? ‘SSA ELA CHELA ROBA LI’, NEL SCARTOZO? CONTE: LA ME IA’ COMPRE’ ME MOER AL MARCA’! PRETE: PERO’! NON SAVEA MIA CHE QUANDO CHE TE COMPRI LE MUDANDE AL MARCA’ I TE DESSE ANCA LA BOLA DE ACCOMPAGNAMENTO! CONTE: AH! ARZIPRETE! ME MOER LA ME FA UN DISPETO DRIO CHE L’ALTRO! CNSSA: L’E’ MEO CHE VAGA A METAR VIA TUTI STI PACHI PARCHE’ O BELO CAPIO CHE CHI GHE SOLO DA CRIAR! (La CNSSA esce di scena e si reca in camera) CONTE: AN! TE SCAPI ERA! TE GHE PAURA DE MI! ERA! MA TE TOCARA’ VEGNER DE OLTA PRIMA O DOPO! PAR ANDAR AL MARCA SE PASSA DA DE QUA! E QUANDO TE VEN, TEARE’ CHE REMENADA DE CAVEI CHE TE DAO! PRETE: MA PARCHE’ ELO COSSITA RUSTEGO! POL DARSI CHE NO SIA MIA STA SO MOER! CI CREDELO SIA STA’? MAGARI FIN CHE GLIERA SCONTE SOTO EL DIVANO E’ PASSA UN OCO E EL VE GLIA’ SPORCHE’! CONTE: MA! ARZIPRETE! COME FALO LU A SSAVER CHE GLIERA SCONTE SOTO EL DIVANO! PRETE: EH....! PARCHE’ (2) ANCA LA PERPETUA QUANDO CHE LA VOL FARME ‘NA’ SORPRESA, ‘NDO LE SCONDELA? SOTO EL DIVANO! CONTE: E LU DIRLO CHE SIA STA L’OCO? (PRETE raccoglie i mutandoni sporchi e li ossserva attentamente) PRETE: ALORA...EL SA CHE MI SERA AL TERZO PIANO IN SEMINARIO! ERA? E ALORA HO LETO TANTI LIBRI DE SCERLOC-OLM! SALO LU’ CI L’E’ SCERLOC-OLM? CONTE: GALO EL BANCHETO AL MARCA’ ANCA LU’? PRETE: MASSI’ ALA’! CHEL LI’ L’ERA UN DETETIV DE MACACARI, COREZO, ZO DA CHELE PARTI LI’! ALORA LU EL SVOLGEA LE INDAGINI IN ‘STO MODO: PRIMA L’ESAMINAVA TUTI I REPERTI. DOPO EL DASEA LA SOLUZION! E VISTO CHE L’ASOLUZION LA DAO ANCA MI, ESAMINEMO IL REPERTO A! CONTE: A? PRETE: B! CONTE: CI, MI? A MI NO! PRETE: GNANCA MI! ESAMINIAMO IL REPERTO C, COME MUDANDE! ALORA: COLORE? CONTE: SCURO, ARZIPRETE! PRETE: ODORE? EL NASA... CONTE: EL GHE’! PRETE: GUSTO? CONTE: EL TASTA LU’, ARZIPRETE, CHE L’E’ L’ESPERTO! PRETE: NO, SON IN DIETA! INSOMMA, ESAMINANDO COLORE... CONTE: EL GHE’! PRETE: ODORE... CONTE: EL GHE’! PRETE: GUSTO... EL M’HA DITO LU CHE L’E’ BON... SECONDO GLI INDIZI, SALO COSA GHE DIGO? L’E’ STA L’OCO! EL SO OCO! CONTE: EL ME OCO? PRETE: SI’, EL SO OCO! CONTE: SALO ‘SA GHE DIGO, ARZIPRETE? PRETE: NO! CONTE: SERVA! SERVA! CORI! VEN QUA! (Entra in scena la SERVA) SERVA: SI CONTE! EL ME COMANDA! CONTE: LA VAGA FORA... PRETE: LA VAGA FORA... CONTE: LA CIAPA L’OCO... PRETE: LA CIAPA L’OCO... CONTE: EL LA GHE TIRA EL COL! PRETE: EL LA GHE TIRA EL COL! SERVA: SI’ CONTE, CORO SUBITO! (Rivolgendosi al pubblico) A L’E’ MEO CIAPARLE AL VOLO STE OCASIONI! QUA L’OCO NON EL SE MAGNA MIA TUTI I GIORNI! (La SERVA esce di scena) SCENA III “ FINALE” CONTE: BEN, ANCA ANCO’ EMO CIAPA’ GIORNADA! ME MAMA, EL L’HA VISTA, ERA? PRETE: SI’, SISI’! CONTE: BEN ALORA, ARIVEDERLA, CI GABU’ GABU’, EL SALUDA TANTO LA PERPETUA, EL VAGA PIAN! PRETE: (Si avvicina all’uscita e cade in un pianto disperato) CONTE: ‘SA GALO ARZIPRETE, STALO MAL? EL ME DIGA? PRETE: (Piangendo) ME BRONTOLA LA PANZA... CONTE: EL MOLA ‘NA COCA RANZA! PRETE: MAGARI, FUSSE SOLO QUELA! MARIA CHE PIRLAROLA! (Si aggrappa al conte) PARNASEROCOLANANLASICOGITARANGAMALANZAGALA.... CONTE: (Fa sedere il prete) STALO MAL? VAO A TORGHE UN GOTO DE ACQUA? PRETE: SI’... DE VIN, DE VIN! CONTE: BEN, BEN, VAO A TORGHELO! PRETE: ZA CHE EL GHE, EL GHE META ANCA N’OLIVA! (IL CONTE ESCE DI SCENA UN MOMENTO) PRETE: (Guardando in alto) SIGNOR, COSA ME TOCA FAR PAR CAMPAR! MA SIGNOR, SE FUSSE PAR LA PROVIDENZA, A SARIA MAGRO INCIUSIO! (IL CONTE RIENTRA E IL PRETE RICOMINCIA IL PIANTO) CONTE: EL BEA, MA EL ME DIGA, COSA E’ SUCESO? PRETE: EL POL GNANCA CREDAR CHE PERPETUA SVANIA CHE HO ARBINA’! L’E’ VINTI ANI CHE LA ME STIGA, LA ME TEDIA! CHIALTRI I VA IN MISSION, E MI, LA CROCE, I ME LE PORTA FIN IN CASA! GNANCA AL’UFICIO COLOCAMENTO I TE RIFILA ADRIO ‘NA BATARIA COMPAGNA! CONTE: BEN, TUTO LI’! PRETE: MA SI ALA’! A GO LA CIESA MALCUNA’! DAL TETO PIOE ZO E ME TOCA METAR IN CESA TUTI SECI, MASTELE, VASCHETE, BANDOTI E TINEI. E QUANDO PIOE ZO, TE SENTI UN CIASSO IN CIESA! TE SENTI UN TIN, TIN, TIN... CHE TE VA FIN NEL ZERVELETO! MA ALMANCO, CHELE 4 VECE CHE CANTA, CON CHELA VOCE METALICA LE VA’ A TEMPO! E PO, NON EL ME FAGA GNANCA PENSAR! ME SON CIAPA’ FIN LA BRONCHITE! STI BUTELETI, INVENZE DE VEGNER A FAR I CHIRICHETI, I SE METE A ZUGAR IN PIAZA COL BALON! E PIN! ZO LA VETRATA DE S. PIERIN! E ALE’ SPIFARI! E PUN! ZO LA VETRATA DE S.ZEN! E PAN! IN MEZO AI ZUCOI E AI RAVANINI! I ME SBALEZA TUTO! IE’ DEI BANDITI! E PO PENSA, STAMATINA, CHE DESGRAZIA M’E’ SUCESO! SON LI’ CHE DIGO MESA! NEL MOMENTO PIU’ BELLO DELLA MESSA: L’ELEMOSINA! HO VISTO ‘NA VECIOTA LA’ IN TERZA FILA: LA TIRA FORA UN SCHEO GROSSO COSITA! E GHERA EL CAMPANAR CHE L’E’ ‘NDA’ LI’ PAR L’ELEMOSENA. TE SE CON CHEL BASTON LONGO, CON IN FONDO ‘NA BORSA? EL GHE L’HA SLONGA’ ALA VECIA E LA VECIA ‘SA FALA? LA METE DENTRO EL SCHEO GROSO E OTOMIA CHE LA TIRA SU ‘NA SBRANCA’ DE MONEDA! NO LA SA CAMBIA’ I SCHEI! E PAR FARLA COMPIA, ANCO NO E’ VEGNUO ‘NA BONANIMA RABIOSA, CATIA COME EL CHININ, A DOMANDARME I OVI! ZA GHE N’HO POCHI DEI MII! A TUTI I PRETI I GHE NE PORTA, A MI I ME NE TOL! CONTE: CATEO MIA CI VE FA NA DONAZION? PRETE: PAR CATARLO, L’ AVARIA CATA’... SON CHI CHE SPETO. CONTE CHE EL SPETA CI? PRETE: (rivolto al pubblico) CHE MORA LA VECIA! CONTE: COSSA ALO DITO? PRETE: AH GNIENTE... CHE ME FA SPIRA A NA RECIA. CONTE: EHH CAPISSO, CAPISSO... PRETE: EHH PAR CAPIR CAPISSO, L’E’ PISSAR CHE NON PISSO! (Entra in scena la CNSSA terrorizzata ma allo stesso tempo contenta) CNSSA: AHHH! CHE IMPRESSION! CONTE: COSSA GHETO DA SBRAIAR IN STA CASA CHE ME RIMBOMBA TUTO NELE RECE? CNSSA: AAHH! CHE IMPRESSION!.... A L’ERA, A L’ERA...SC-CINCA, BIANCA CON GLI OCI SBARE’! PRETE: UE’ LA FATO IN PRESSIA LA SERVA A COPAR L’OCO! CONTE: CON CHEL CORPO A MEZALUNA, CON CHEL COL A DU... SE LE RICORDELO ARZIPRETE? PRETE: A ME LO RICORDO SI’! A QUANDO RIVAVA IN BICICLETA, LU “QUE QUE QUE”, EL ME TACAVA NEI SGARLETI! FIOL D’UN CAN D’UN OCO! QUANTO G’AVARIA DATO PAR COPARLO! CONTE: COSA ARZIPRETE? CONTE: OTOMAI, ME DESPIASE ANCA, ME SERA ANCA AFEZIONA’, PORA BESTIA. CNSSA: MA CHE BESTIA! MA CHE OCO! E’ CREPA’ LA VECIA! (Si fermano, suonano le campane, buio in sala, tranne un faro) CONTE: LA VECIA! ME MAMA! O DIO ME SENTO MANCAR! PRETE: SU DAI! NO GHE’ NIENTE DA SENTIRSE MANCAR! PENSA CHE TO MAMA ADESSO L’E’ IN UN POSTO MEO! CNSSA: SU QUEL NO GHE’ DUBIO! PRETE: DUBITUS EST, CERTO OCO MAGNUS! AMEN! CNSSA: ALO DITO NA RECHIA? PRETE: SI’, E VA A TORME ANCA L’OIO! SERVA: CHE BRAO PRETE, ANCA L’ ESTREMA UNZIONE! PRETE: MA CHE ESTREMA UNZION! PARCHE’, TI COSITO L’ OCO SENZA L’ OIO! CNSSA: ARZIPRETE! COME POLLO PENSAR AL MAGNAR IN STI MOMENTI!? PRETE: ALMANCO MI PENSO AL MAGNAR! TI INVEZE CHE TE PENSI SOLO AI SCHEI SITO MEO DE MI? TE FETO MIA SCHIFO? TANTO TE GHE’ DA SAVER CHE TO SUOCERA LA LASSA’ TUTI I SO AVERI ALA CESA! CNSSA: ECO PARCHE’ EL VEGNEA SEMPRE A CATARLA! EL SE LA’ TEGNUA BONA, BONA! PRETE: CIAMEME OCO! CNSSA (Rivolgendosi al CONTE): E TI....OCO TE SSI.... OCO! OCO! OCO! TRE OLTE OCO GUARDA CHI SSEMO RESTE’ IN BRAGHE DE TELA! CONTE: BRAGHE DE TELA, MA MUDANDE COL PIZZO, ERA !? PRETE: MUTANDIS MUTANDUM! CNSSA: E ADESSO COSA ALO DITO, ARZIPRETE? PRETE: UN SCIGLILINGUA. A FURIA DE PARLAR ME SA IMPASTELA’ LA BOCA! ME GHE VORIA CALCOSA PAR DESPASTELARMELA! NA COSSATINA DE OCO! CONTE IMPOSSIBILE CHE ANCA DAVANTI ALA MORTE DE ME MAMA GAVI’ EL CORAIO DE PENSAR A STE ROBE! CNSSA: GIUSTO! PENSE’ AI SCHEI CHE O’ PERSO! STAVA CHI CON STO PITOCO CON LA SPERANZA CHE I ME VEGNESE TUTI IN SCARSELA. E CHE LA ZURLONA DELA VECIA LA GHE IA LASSE A CHEL MAGNA-BROGNE DELL’ ARZIPRETE. PRETE: A SARO’ ANCA UN MAGNA-BROGNE, MA ALMANCO GO’ L’INTESTINO PULITO! CNSSA: BEN, A MI L’E’ MEIO CHE CAMBIA ARIA: CORO SUBITO DA EL ME ALFIO! EL SARA’ BRUTO VECIO RAPOLA’ MA I SCHEI EL GHE IA E ALMANCO LI’ NON EL GA NESSUNI OLTRE A MI CHE GHE GIRA PAR LA CASA. GRANFATI CHE NON EREDITA CALCOSA GNIANCA LI’? PRETE: MA SIOR CONTE, MA NON GHE DIRLO NIENTE? CONTE: MEIO CHE LA VAGA! PRETE: EL GUARDA ANCORA PAR L’ULTIMA OLTA L’IMAGINE DE SO MAMA. NEL FIOR DELA SO BELEZA! ME VEN QUASI DA DARGHE UN BA... BEN INSOMA?! EL SE TEGNA EL SO QUADRO CHE ME VEN QUASI RIBREZO! BE, SA ORLO CHE DIGA? EL GHE PORTA STO VASETO DE FOIE SECHE EL GHE LE META SULA TOMBA DE SO MAMA! ALMANCO... LA FA’ UN POCO DE BELAVISTA! BEN, BEN, MI VAO, CHE GIORNADA L’HO CIAPA’! SIA LODATO! CONTE: SI’ SI’, EL VAGA (2)! PROA GUARDAR IN CHE CONDIZIONI ME SON RIDOTTO! COSONTI FATO PAR MERITARME QUESTO? ME SON SPOSA’ ZOENO PARCHE’ DOVEA! PENSAVA DE AVER CATA’ UN ANGELO DE DONA, INVEZE, LA PRIMA OCASION, LA LA CIAPA’ AL VOLO! CHE RAZA DE DONA SBRINDOLONA, CHE SEDAGNO, LA PENSAVA SOLO AI SCHEI E AL MARCA’. E ADESSO LE’ NDA’ VIA. HO FATO NA VITA TRISTA, PIENA DE SOFERENZE. E PO SE PENSO A CHE LA SPECIE DE PRETE, CHE L’ ERA SEMPRE QUA. PENSAVA CHE EL FUSE UN OMO DE RELIGION, E INVENZE EL FASEA ANCA LU EL SO INTERESSE, PAR EREDITAR I SCHEI CHE ME MAMA LA GAVEA PROMESSO! E ADESSO ANCA STA DISGRAZIA! LA SARA’ STA ANCA VECIA INCRUPITA, MA MI GHE VOLEA ANCA BEN: L’ ERA ME MAMA IN FIN DEI CONTI! (entra la SERVA con l’oco) SERVA: CONTE, CONTE, L’HO CIAPA! ALTRO CHE FASOI E ZEOLE.. QUESTA SI CHE L’E’ NA ZENA! MA COSA GALO CHE L’E’ COSITA TRISTO? CONTE: TASI VA LA’ CHE SEMO IN LUTO! SERVA: OTOMAI, COSA VOLO CHE SIA... PAR UN OCO?! CONTE: MA CHE OCO E OCO, E’ MORTA ME MAMA! SERVA: SO MAMA? MA SCHERZELO? CONTE: MA GHE PAR CHE GAVIA LA FACIA DE UNO CHE SCHERZA? CON TUTO EL DOLOR CHE ME ROSEGA DENTRO! ALA VISTO SERVA QUANTO GLIE’ STE’ ME MOER E EL PRETE A LASSARME CHI DA SOLO! ME MOER L’A’ VISTO CHE NO GHERA PIU’ NIENTE DA REDITAR, PARCHE’ LA GA’ DA SAVER CHE ME PORA MAMA LA GA’ LASSA TUTO ALA PAROCHIA, E L’E’ CORSA DA ALFIO... EL LATAR E EL PRETE, CHEL MAGNA BROGNE CHE NO L’E’ ALTRO, APENA LA SAVU’ DELA MORTE DE ME PORA MAMA LA SARA’ BARACA E BURATINI E L’E’ ‘NDA’ ANCA LU DA ALFIO... EL LATAR PAR VEDAR DE TIRAR CALCHE SCHEO ANCA LI! SERVA: ME DISPIASE VEDARLO COSSITA ZO! COMUNQUE, SIOR CONTE, NOL VORA’ MIA DIRME CHE TUTO EL MAL EL PORTA DANO! SA OLLO MAI! SE LE’MO CAVA’ DE ‘NA DONA SBRINDOLONA E DE UN PRETE FICANASO! CONTE: DA CHEL CAO LI’, LA GA’ RESON! L’E’ PROPRIO VERA!......SE NON GHE FUSSE LA SERVA A TIRARME SU L’UMOR SARIA ZA’ SMARZIO DA UN TOCO!.......AH! LA SERVA.......CHE BONA DONA! SERVA: SIOR CONTE EL ME FA’ DEVENTAR ROSSA! NOL STAGA LUSINGARME! EL SA’ CHE PODARIA MONTARME LA TESTA SE EL ME DISE ‘STE ROBE! EL DOVARIA CONOSSARME! CONTE: L’E’ EL MINIMO CHE POSSO DIRGHE! SCHERZELA! CON TUTO QUEL CHE LA FA PAR MI OGNI GIORNO!.... E VISTO CHE GHE’ UN ATIMO DE CALMA.......PAR LA QUESTION...... SERVA: EL ME DIGA CONTE! EL ME DIGA! CONTE: SA DIRLA SE....... SERVA: EL VAGA AVANTI! EL SA CHE SON CURIOSA COME TOMASO! CONTE: SA DIRLA SE I SCHEI DE ‘STO MESE GHE IE DAO EL MESE CHE VEN! (La SERVA appare dapprima sorpresa dall’affermazione del CONTE poi si infuria) SERVA: I SCHEI?! ...EL MESE CHE VEN?!...ECO! ME PAREA STRANIO! ECO COSSA CHE GLIERA TUTE CHE LE MOINE! OGNI OLTA CHE QUALCHED’UN ME FA UN COMPLIMENTO STA SICURO CHE GHE’ CALCOSSA SOTO DE LOSCO! E MI OGNI OLTA CHE CASCO COME ‘NA PERA!......MA COSSA CREDELO DE FAR..... QUEL CHEL VOL LU’ CON STA PORA SERVA, CHE NON LA VEDE UN SCHEO DA MESI E MESI! A GHE FAO VEDAR MI CI COMANDA IN STA CASA DE MATI! PIOCIOSO CHE NO L’E’ ALTRO! (La SERVA si accinge a chiudere il sipario) CONTE: MA..... MA COSSA GALA INTENZION DE FAR? SERVA: ALO MAI SENTIO DE CHE LA STORIA ‘NDO GHERA ‘NA SERVA CHE LA GHA DASEA ‘NA MOTA DE BOTE AL PARON! CONTE: MI NO! ME PAR DE NON AVERLA MAI SENTIA! SERVA: NO GHERA MIA DE BISOGNO.... PARCHE’ GHE LA FAO SENTIR MI, ADESSO! (Si rivolge al pubblico) SCUSE’ SE SSERO LE TENDE MA....NON VORIA MIA CHE ‘NDASSE IN GIRO CIACOLE! SAVI’ ANCA VUALTRI COME LE VA STE ROBE! PARCHE’.... DONE... OCHI..... E SIORI..... I CREDE DE FAR QUEL CHE I VOL LORI ....... MA FIN CHE GHE SARA’ LA SERVA NO GHE SARA’ PARON CHE TEGNA!


F I N E D E L A C O M E D I A I Edizione Tarmassia, 28/03/1996 Diego Carbon II Edizione riveduta e integrata, Tarmassia, 03/08/1998 Carbon Diego, Michele e Stefano Gobbi


Vedi anche:
 (Oggi -> Gruppi e Associazioni) "Compagnia teatrale 'Otomai... Teatro!"

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