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di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
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di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Manca il campanile e la sacrestia, 2 sono le associazioni laicali

I Visitatio di A.Valier (03.05.1569)

s.g. 09.06.07

I Visitatio di A.Valier (03.05.1569)

Si tratta della prima delle tre visite (1569-1581-1594) compiute dal vescovo Agostino Valier, veneziano d’origine e vescovo di Verona dal 1592 al 1599.
Si apprende che il rettore della parrocchia è don Stefano Castellano, dottore in legge,  il quale provvede direttamente alla cura d’anime (283 “da comunione”) per uno stipendium di 150 ducati, provenienti dalla decima e dai 70 campi di proprietà della chiesa.
Risultano due associazioni laiche, una dedita alla venerazione del Corpus Domini l’altra alla Beatissima Vergine. 
Tra le righe si viene a sapere che il campanile è da rifare e che s’intende dare mano alla costruzione della sacrestia, al momento assente.

Per facilitare la lettura ed il confronto, il testo originale è stato suddiviso in periodi e la traduzione riportata nella colonna a fianco.

TRASCRIZIONE

TRADUZIONE

Antedicta die, 3 maii 1569 ex ipso loco Mazzagattae, predictus reverendissimus dominus episcopus se contulit ad visitationem ecclesiae Sancti Georgi in villa Talmassiae et, presentibus ultrascriptis, visitavit ipsam ecclesiam parochialem;

Il giorno predetto, 3 maggio 1569, il predetto reverendissimo signor vescovo si recò dallo stesso luogo di Mazzagatta a visitare la chiesa di S.Giorgio presso il villaggio di Tarmassia e, alla presenza dei sottoscritti, visitò la stessa chiesa parrocchiale;

facta etiam adoratione sacratissimi corporis Christi et inspecto tabernaculo in quo repertum fuit sanctissimum Eucharistiae sacramentum satis honorifice conservari, visitavit baptisterium et alia sacramenta et processit circumcirca cimiterium, orationem pro defunctis solenniter emittendo sermonemque habuit ad populum illumque benedixit et deinde, ordine solito servato, signavit sacro crismate ad numerum centum triginta quinque.

fatta anche l’adorazione al santissimo corpo di Cristo e ispezionato il tabernacolo nel quale fu rilevato che il santissimo sacramento dell’Eucaristia era conservato con sufficiente onore, visitò il battistero e gli altri sacramenti e fece una processione tutto attorno al cimitero, declamando solennemente la preghiera per i defunti e tenne un sermone al popolo e benedisse lo stesso e poi, osservando il solito ordine, segnò con il sacro crisma fino al numero di centotrentacinque.

Venerabilis dominus Stephanus Castellanus, iuris utriusque doctor et rector ecclesiae ipsius, interrogatus super infrascriptis, iuramento suo respondit: et primo, quod ecclesia predicta est curata et habet animas a communione circiter ducentum octoginta tres.

Il venerabile signor Stefano Castellano, sia dottore di diritto che rettore della stessa chiesa, interrogato sui sottoscritti, con suo giuramento rispose: primo, che la chiesa predetta è curata e ha circa duecentoottantatre anime da comunione.

Adsunt duae societates, altera sanctissimi corporis Christi et altera beatissimae Virginis, de quibus quotannis fiunt computa ad presentiam ispius domini rectoris.

Esistono due società, una del santissimo corpo di Cristo e una della beatissima Vergine, delle quali ogni anno sono fatti i conti alla presenza dello stesso signor rettore.

Dixit nullum extare inconfessum, praeter duos aegrotantes et in decrepita aetate constitutos et ita male affectos quod in paschalibus festis non valuerunt sumere Eucharistiam.

Disse che nessuno era inconfesso, tranne due ammalati e in decrepita età e affetti da così male che nelle feste pasquali non vollero assumere l’Eucaristia.

Non extat sacrarium sed dixit illud fore conficiendum eo tempore quo erigetur novum campanile.

Non esiste una sacrestia ma disse che sarà da fare nel momento che si erigerà il nuovo campanile.

Dixit etiam se percipere singulis annis ex fundis ecclesiae ducatos centum quinquaginta in circa, tum ex decimis tum ex agris pertinentibus ecclesiae, ad numerum septuaginta in circa.

Disse anche di percepire all’anno dai fondi della chiesa centocinquanta ducati circa, tanto dalle decime quanto dai campi di proprietà della chiesa, in numero di circa settanta.

Franciscus quondam Ioannis Mariae de Boninsegnis de Talmassia, massarius societatis sacratissimi corporis Christi, testis ex officio sumptus, monitus, iuratus et interrogatus super regimine vitae et moribus antedicti domini rectoris, iuramento suo respondit

Francesco di GianMaria dei Boninsegna di Tarmassia, massaro della società del santissimo corpo di Cristo, assunto come testimone d’ufficio, ammonito, fatto giurare e interrogato sul regime di vita e la morale del predetto signor rettore, con suo giuramento rispose:

Lui si porta bene non solamente nell’administratione delli sacramenti, ma anco in sovenire li poveri, che sempre vanno visitando li infermi et li sovienne et predica le feste al populo et è anco molto assiduo ad insegnar alli putti et certo di lui non si può dir se non gran bene.

Lui si porta bene non solamente nell’administratione delli sacramenti, ma anco in sovenire li poveri, che sempre vanno visitando li infermi et li sovienne et predica le feste al populo et è anco molto assiduo ad insegnar alli putti et certo di lui non si può dir se non gran bene.

Philippus de Sandris de dicto loco testis et cetera confirmavit ut supra:

Filippo de Sandri del detto luogo testimone eccetera confermava quanto sopra:

noi se contentamo grandemente di questo rettore, perché non manca de predicare et di dire le sue messe, confessar et communicar secondo li bisogni et far anco delle elemosine et insegna alli nostri figliuoli con gran carrità et fa una vita da buon sacerdote.

noi se contentamo grandemente di questo rettore, perché non manca de predicare et di dire le sue messe, confessar et communicar secondo li bisogni et far anco delle elemosine et insegna alli nostri figliuoli con gran carrità et fa una vita da buon sacerdote.

Vincentius quondam Dominici de Zuandonatis de Talmassia, testis sumptus, iuratus et interrogatus ut ante, iuramento suo respondit

Vincenzo di Domenico dei Zandonà di Tarmassia, assunto come teste, giurato e interrogato come prima, con suo giuramento rispose:

Questo nostro prette certo si governa bene et non manca di sovenir i poveri, predica le feste et insegna alli nostri putti et si vede ch’è tutto religioso et assiduo alla sua cura.

Questo nostro prette certo si governa bene et non manca di sovenir i poveri, predica le feste et insegna alli nostri putti et si vede ch’è tutto religioso et assiduo alla sua cura.

(O) Missale novum, corporalia 2, purificatoria 24, manutergia 4, bacineta pro lavabo, vas pro lavandis purificatoriis, aptetur bredella altaris, telae virides ad omnia altaria.

Ordini: un nuovo messale, due corporali, ventiquattro purificatori, quattro asciugamani, una bacinella come lavabo, un vaso per le lavande purificatorie, si appresti una predella d’altare, tele verdi ad ogni altare.

Fonte:

Agostino Valier – Visite pastorali a chiese extraurbane della diocesi di Verona anni 1592-1599 Trascrizione dei Registri XV-XVI delle visite pastorali. A cura dell’Archivio Storico della Curia Diocesana di Verona. Verona, Studi e documenti di Storia e Liturgia, 2000.

Traduzione:

Stefano Gobbi, 2007.

 

 

 


Vedi anche:
 (Archivio -> Visite pastorali) "II Visitatio di A.Valier (13.10.1581)"
 (Archivio -> Visite pastorali) "Visita di G.F. Barbarigo (17.10.1713)"
 (Archivio -> Visite pastorali) "Visitatio di M.Giustiniani (23.10.1645)"

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