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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Giornale di presentazione della nuova commedia

EL GAZETìN DE LA BASA VAL DEL ZUGAL

Compagnia Teatrale 'Otomai... Teatro! di Tarmassia


Quello che segue è il volantino di presentazione della commedia "O...strega! El Fogazìn che sa da Ranzìn!". A differenza dei soliti depliants teatrali che si vedono in giro, si è scelto un format di tipo giornalistico con articoli finti, ma con i personaggi, gli attori, i temi, della commedia stessa. EL GAZETìN DE LA BASA VAL DEL ZUGAL Il giornale della bassa valle del Zugale ANNO V – N. 1 SABATO 11 MARZO 2000 Isola della Scala. Gli inquirenti stanno indagando su presunti fenomeni paranormali accaduti la notte di sabato in alcune località della Bassa MISTERIOSE APPARIZIONI NOTTURNE DI UNA STREGA Più di un migliaio di persone affermano di averla vista nelle notti di sabato. Suggestione di massa indotta dai recenti film o veri avvistamenti di streghe? A volte tornano, si potrebbe dire. A volte tornano, ma non si tratta del solito titolo da film americano sui morti viventi. A volte tornano dal lontano passato e, a quanto sembra, per restarci. E ci sono “restate” più di mille persone, stando alle segnalazioni giunte ai comandi di polizia e dei carabinieri, la notte di sabato scorso e l’altro ancora, che hanno intasato letteralmente le linee telefoniche e mandato in tilt i centralini. Abbiamo intervistato il gestore del bar di Ponzilovo (VR) dove è stato registrato sabato 5 febbraio il primo avvistamento, il signor Augusto R. detto comunemente Gusto, che vuole mantenere l’anonimato. L’uomo, ancora visibilmente teso, ha affermato: «Ho un po’ di vergogna a dirglielo, perchè insomma lei sa, sono cose delicate». L’uomo tracanna due tre “goti” di vino rosso e poi riprende: «Ho un po’ di vergogna a dirglielo, parchè lei sa insomma, il paese è piccolo e la gente mormora». Dopo alcune insistenze, confortato dall’alcol purissimo distillato, confessa lucidamente tutto quanto: «Ero a letto che dormivo con mia moglie. Erano le due di notte. Quando di colpo mi sono svegliato e ho sentito una mano che mi toccava. Chi è che mi palpa, porcaloco? Subito ho pensato che insomma era meglio fare finta di dormire perché se sono dei ladri ti possono dare una mano di botte. Questi continuavano e continuavano… e io facevo fatica a trattenermi. Quando ho capito che cercavano qualcosa, insomma, sapevano dove andare a cercare, allora ho pensato che uno normale o è morto freddo o si sveglia di colpo… e allora mi sono svegliato di colpo e ho tirato un urlo forte per farci prendere paura. Penso che voialtri pensate che mi sono matto. E invece no. Mia moglie ha tirato un urlo più forte di me che quasi mi spacca i vetri delle finestre. No, porcocan, tu lo sai che li ho appena cambiati, porca loca, e no porco… ». Il signor Gusto a questo punto si lascia andare ad una serie di parole che non possiamo riferire. Interviene la signora Ida, moglie di Gusto R. che dalla cucina ha sentito il marito urlare. «Basta Gusto, non vedi che seguiti a bere! Smettila e torna al lavoro!”. Ritornando improvvisamente in sé, l’oste conclude: «Bene, per accorciarla, io dissi a mia moglie che avevo sentito una mano che mi toccava e pensavo che erano dei ladri, ma mia moglie mi ha detto stupido ero io volevo ciacolare un poco con te». «Ma l’avvistamento che lei ha riferito ai carabinieri sabato notte di alcune apparizioni d streghe?». «Ah, sì, è vero. Cosa vuole mai, c’erano un gruppo di matte in strada, tutte in costume da Carnevale vestite di nero con i guanti neri e i foulard neri con la ramazza gialla, marroncino chiaro come il Chianti o il Verduzzo, adesso non ricordo bene il colore perché c’era scuro. E queste ballavano in girotondo e cantavano, avesse sentito, sembravano tutte ubriache marce e spolpate. E forse ero ubriaco anch’io, non mi ricordo…». Dopo questa testimonianza, siamo andati presso la macelleria … (continua a pag.3) Spettacoli e Teatro. Continua la tourneè di rappresentazioni della compagnia teatrale in giro per la provincia presentando un nuovo testo teatrale TEATRO "STREGATO" DALLE RISATE L’associazione ‘Otomai… Teatro! dopo il debutto a Vigo continua a riscuotere consensi con la commedia in tre atti ‘O…strega! El fogazìn che sa da ranzìn! La compagnia ‘Otomai… Teatro! presente da più di cinque anni nel panorama teatrale locale, propone per l’anno 2000 una commedia dal tema per niente avveniristico, anzi antico, ma quantomai intrigante: la stregoneria. Quasi in concomitanza con l’uscita nelle grandi sale cinematografiche e sul piccolo schermo di film che rispolverano questo argomento, anche il teatro di provincia sta al passo e porta in scena «‘O… strega! El fogazìn che sa da ranzìn!» Questo è il titolo della commedia in lingua dialettale che ‘Otomai… Teatro! con una certa preveggenza prepara da più di un anno, scrivendone il testo e curando nei particolari regia, costumi, musiche e danze. La storia è quella di una strega “ruspante” e della figliola “novizia” che nella cantina della bottega prepara torte stregate per infatuare dolci fanciulle del figlio Lino, eterno “single”. La chiave, esclusivamente comica, dei tre atti, non impedisce di inserire elementi, storie, leggende che appartengono alla tradizione orale veneta sulla superstizione e la stregoneria. Ecco che allora troviamo i famosi “pegnatini” contenitori in terracotta dove si conservavano gelosamente le misture e le pomate magiche trasmesse da madre in figlia; simboli ancestrali come il gallo, la scopa o il vestito rovescio, l’aglio, il sale, il gatto nero; le formule magiche, la fata degli stagni, la cosiddetta Anguana, il ballo satanico di evocazione (il Sabbah) ed altro ancora. Dopo il felice debutto il 5 febbraio scorso presso il teatro di Vigo di Legnago, dove si è registrata una straordinaria affluenza di pubblico tanto da dover ritardare per un quarto d’ora l’inizio dello spettacolo, la compagnia ‘Otomai… Teatro! si è spostata verso la città, “stregando” anche il teatro di San Massimo; gli organizzatori, visto il numero di spettatori rimasti fuori dal teatro senza biglietto, hanno dovuto indire una replica dello spettacolo per il giorno 26 dello stesso mese. Si riprende sabato 11 e domenica 12 marzo presso il teatro parrocchiale di Tarmassia, sede della compagnia teatrale, in occasione delle manifestazioni carnevalesche. Gli altri appuntamenti saranno il 18 marzo a Sanguinetto all’interno di un concorso, il 1° d’aprile a Villabartolomea e il 15 a Roverchiara. Visti i precedenti, non rischiate di rimanere fuori e… fate la fila! (S.G.) Isola della Scala. Informazioni sulla compagnia ‘Otomai… Teatro! COME INCONTRARE LA STREGA? Non è difficile prenotare un incontro con la strega. Basta avere pazienza e possedere i canali giusti. La compagnia mette a disposizione il seguente numero: 045 7335043. Risponderà il presidente della compagnia, Stefano Gobbi, che vi darà tutte le informazioni che desidererete senza alcun impegno. In alternativa, potete chiamare lo 045 7335073 e parlare direttamente con il regista della compagnia, Diego Carbon. Il numero della strega è strettamente riservato e non viene rilasciato per nessun motivo. Il numero di fax è sempre lo 045 7335043; il sito web è www.rcvr.org/org/teatro/otomai, mentre l’indirizzo di posta elettronica è gobbi@arena.sci.univr.it. Saremo lieti di mettere a disposizione il nostro staff tecnico e le nostre attrezzature per realizzare spettacoli mozzafiato… Se ci siete, battete un colpo!
(continua dalla prima pagina) ...che sta di fronte la piazza, raccogliendo opinioni diverse. La proprietaria, una donna dall’aspetto alquanto trasandato che non ha voluto rilasciarci la propria identità, ha risposto con brusco alle nostre domande. «Lo sanno tutti che quell’uomo è matto e ubriaco. Non so come i carabinieri possano aver dato retta a quel deficiente, e mi sorprende che anche voi dell’Arenga andate dietro a queste storie! Lo sanno tutti che c’è il Carnevale in giro e di maschere se ne vedono tante! Io sabato notte ero in piedi perché dovevo preparare un “fogazìn” per mio figlio Lino. Non ho visto niente fuori. Deve sapere che domenica era il compleanno di Lino: venticinque anni e ancora non ha la morosa. Secondo lei è normale? Cioè, voglio dire, mio figlio è normale, anzi, lo fatto mi… è che non mi pare normale uno che a quell’età non ha la morosa, ecco. Anzi, voglio approfittare dell’Arenga per mandare un annuncio a quelle ragazze che non hanno il moroso: venite qua da me, dalla Imelda, che magari tra una ciacola e quell’altra vi regalo un bel salame nostrano…». «Ma quella notte non ha visto qualcosa di sospetto, qualcosa che non aveva mai visto prima d’ora?”. “Sì, ho visto qualcosa che non avevo mai visto: i fuochi della sagra di Pelaloco che gli altri anni non vedevo perché mi addormentavo prima sulla ringhiera della cancellata. Che spettacolo! ». Qui si conclude la cronaca, ma la storia certamente non finisce qui. Tra segreti e cose non dette si nasconde senz’altro qualcosa di grosso che nessuno ha il coraggio di confessare. Aspettiamo, in attesa di altri avvistamenti… El fogazìn che INGREDIENTI Imelda, la stria de Tarmasìa ………...….. Amalia, la strioza de Visegna ……..…..... Lino, el becàr inamorà ….…………..….... Gusto, l’osto che grata de gusto ……..….. Suor Rosa, la suora viola ……...…...… Ida, l’ostess …………………………...…… Chisciota, el morto de fame………..…… Quaia, el cazadòr da l’ostrega ..…………. Norina, la fiora del’ostaria ………….…. l’Anguana, la fada dela cana-vera ……. tanto zucaro … riceta ………………………...……….…… cogo ………………......………..………..… fornei e luminarie ……………..….…. struze e grumbiai ……..…………….….. servizio in tola ………………......….… spareciar …………………………………….. sa da ranzìn ..………...….... Roberta Giacomello ..…..……...…….... SerenaCodognola ….….…….…….…..……... Devis Gobbi ….….……..…….….... Massimo Rinco ..………………Giovanna Mantovanelli .…..……….….…... Mirella Gecchele ..…..…………………... Fabio Frangini .…..……….….…... Tiziano Barbagini …...………..…... Alessandra Muraro ….………….………..... FrancescaRizzi … oracuz otnat ….…..………...….….…... Stefano Gobbi .….….………....…..……... Diego Carbon ……….…...……........ AlessioMantovani & Michele Gobbi ……..……....…...…..Elisabetta Arcolini ……..……..Lisa, Erika, Silvia, self-service .……..……….….....……... sempre quei…..
… son qua de Note a strolicar pensieri mati e a remissiar parole strambe drento ‘sto parol incolorìo tuto de nero caluzene … nero come el tarabèl, el carbòn, par le mile mioline de molòn, par le vache co’ le tete in pingolòn, par mi-ti-e-toni, mosche-moschini-mosconi…. Aaaaah! ‘Sta cantina l’è come un zoo, ghe pien de bestie, vacacanelaincana!………………………………….……………………….… …Lino, el me butino, el sa ligà a la fiola del’osto pezo de ‘n toco de bacalà tacà ja ‘n trave! Ma posibile che con tute chele bele “polastre” che gira par botega a lu no’ ghe ne piasa gnianca una, ahn? E una parchè l’è magra inciusìa, e chel’altra l’è grasa ciciona, una la ga ‘l naso ranzinà, chel’altra l’ocio febo… a orìa vedar ben ci l’è che ‘l sposa, vacapelosa!…………………………………………………..… …Ma no ghe nissuni qua che me ‘scolta, ahn? Son mi che sbraio, son mi che zigo, son mi... la stria de Tarmasìa! Ghe nissuni, ahn? Che viliachi… tuti a ronfar, soto le querte a ronchezar…………………………………………………………………………………………………………..… Ci ghe là? N’ombrìa de note che camina? Aaah, ti si ti, gato moro, tuto moro, i to oci iè come l’oro, de note i slusìna come ‘na musìna… ma statento! El ga l’ocio verto el galo, pronto a verzar el beco… Eco! E quando el canta, mi e ti, gato moro, ‘ndemo drento che vien fora… el Giorno! (pensieri nottamboli)


Vedi anche:
 (Oggi -> Gruppi e Associazioni) "Compagnia teatrale 'Otomai... Teatro!"

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