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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
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muro wipiyior
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muro SOS foto sagra
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Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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tarmassia.it

Fu parroco per 42 anni. Nuova lapide sulla tomba

Don Andreoli ricordato a Tarmassia

Mariella Falduto

Don Andreoli ricordato a Tarmassia

ISOLA DELLA SCALA. Domenica celebrazione

Tarmassia ricorda don Giuseppe Andreoli, parroco nella frazione per 42 anni, dal 1907 al 1949. Nel sessantesimo anniversario della morte, domenica alla messa delle 11,15, sarà inaugurata la lapide della sua nuova tomba, dove saranno trasferite le spoglie fino a ora conservate in una cappella privata. È una testimoninza dell’affetto che circonda il parroco che traghettò il paese attraverso le due guerre mondiali e che fu molto amato dai suoi parrocchiani.
Il sito della frazione www.tarmassia.it ne riporta la biografia, con i dati angrafici e la descrizione dell’aspetto fisico: «Nacque a Malcesine il 2 febbraio 1874, fu ordinato sacerdote il 13 agosto 1899; dopo il servizio di cooperatore a Monteforte, Porto di Legnago e Sommacampagna, giunse a Tarmassia. Alto, magro, sempre vestito con la veste nera lunga, il colletto rigido bianco, il cappello con il pon-pon, fumava il sigaro e negli spostamenti d’estate si riparava con un ombrellino. Era soprannominato “Pajalonga" proprio per il suo aspetto fisico».
Le testimonianze di quanti lo hanno conosciuto, raccolte anni fa nella frazione, lo dipingono come prete brusco e bonario, che parlava chiaro e con il cuore, come un uomo severo e conservatore, contrario alla guerra e al fascismo. Odiava talmente il ballo che alla messa della domenica, davanti ai fedeli, non ci pensava due volte a fare i nomi di chi era andato a ballare. Non gli piacevano le gonne corte e l’ora legale, era molto generoso e faceva tanta carità (comprava scarpe e vestito ai bambini poveri che andavano alla prima comunione), non tratteneva soldi per sé, anzi con i suoi risparmi fece pure costruire l’asilo. Viveva con la perpetua Giuseppina, soprannominata “Ciopeta", l’orfanello Silvietto e un gatto. Quando si ammalò nel 1938 fu affiancato da don Luigi Cavaliere, il suo successore. Di don Giuseppe la toponomastica locale si ricordò nel 1968, quando gli fu intitolata una via della frazione.


Fonte:
L'Arena, il giornale di Verona (Mariella Falduto)
Venerdì 19 Giugno 2009
PROVINCIA, pagina 29


Vedi anche:
 (Archivio -> Racconti, leggende) "Ricordi e testimonianze su don Giuseppe Andreoli"

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