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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
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muro wipiyior
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Medaglia al valore: -Ho ancora paura- Così Giuseppe Perobelli ricorda il suo 25 aprile

Così G.Perobelli ricorda il suo 25 aprile

Mariella Falduto

Così G.Perobelli ricorda il suo 25 aprile

Il 25 aprile è un anniversario che ha un significato e un valore particolarmente importanti per i vecchi combattenti, che ogni anno organizzano le celebrazioni perché la memoria delle guerre passate non vada perduta. Giuseppe Perobelli, classe 1921, è uno dei tanti combattenti della zona che hanno rischiato la vita nell’ultima guerra mondiale sul fronte russo dal 1941 al 1943, ma è stato l’unico nella zona a essere decorato con una medaglia di bronzo al valore militare, e a distanza di tanti anni, tiene a farlo sapere.

«Dopo 55 anni tento di ricordare», dice, «non voglio che quello che è successo vada perso, per questo ho iniziato a scrivere le mie memorie». Ha buttato giù alcune pagine, il linguaggio è un po' incerto perché dice di essere abituato a esprimersi in dialetto: si trovano in Internet sul sito della frazione di Tarmassia - www.tarmassia.it - dove Perobelli è nato il 29 dicembre di 82 anni fa, terzo di sette fratelli, e dove tutt’ora vive.

Nel suo racconto autobiografico il ricordo di date e luoghi non è proprio nitido, ma gli episodi riportati sono rimasti impressi con precisione nella sua mente. «Facevo parte del 79° reggimento fanteria», racconta, «sono partito per la Russia il 15 luglio 1941, passando per Germania, Ungheria, Romania. Giunti in Ucraina abbiamo subito affrontato un attacco dei russi, è stata la mia prima esperienza di guerra». Ne seguirono molte altre, che hanno lasciato tra i ricordi la paura, il naso troncato di un soldato amico, i compagni che saltano in aria, i giorni senza mangiare e quasi senza dormire, i morti, i feriti e qualche congelamento lasciati dietro di sé.

«Improvvisamente una pattuglia ci attacca alle spalle», racconta ancora Perobelli, «io cominciai a sparare ma dopo quattro o cinque colpi il mitragliatore si inceppò, il mio compagno di guardia scappò e io sono stato ferito da una bomba. Allora presi tutte le mie bombe a mano e cominciai a buttarle. Ne avevo trenta, ne ho avanzate solo due. Poi non ho sentito più nessuno, è venuta una slitta trainata da cavalli che mi ha portato all’infermeria».

Fu quell’azione a procuragli, il 26 febbraio 1943, la medaglia. «In servizio di vedetta ad un caposaldo», diceva la motivazione che il vecchio combattente conosce a memoria, «durante un violento attacco notturno, dava prova di esemplare coraggio e sprezzo del pericolo. Ferito da scheggia di bomba a mano, rifiutava ogni soccorso e continuava nella lotta finché il nemico veniva posto in fuga». Perobelli si commuove a ricordare quei momenti tragici: «Sentivo un po' di freddo, era il sangue che colava. Le storie come la mia possono sembrare impossibili, ma sono vere, come lo sono state la paura e la sofferenza».


 


Vedi anche:
 (Archivio -> Documenti) "2003 feb - Giuseppe Perobelli, memorie di guerra"

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