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di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
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di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Oltre all'altar maggiore altri 2 altari: alla beata Vergine e a Sant'Antonio

VII Visitatio di G.M.Giberti (06.05.1541)

s.g. 13.06.07

VII Visitatio di G.M.Giberti (06.05.1541)

Il documento che segue è estremamente interessante. Da un lato si viene a conoscere esattamente la consistenza del patrimonio della nuova chiesa parrocchiale, che risulta versare in condizioni di estrema povertà: manca il campanile e la sacrestia, sono presenti, oltre all'altar maggiore, due altari minori dedicati rispettivamente alla Beata Vergine e a Sant'Antonio da Padova, privi di predella. Sono assenti pale dipinte all'altar maggiore e a quello di Sant'Antonio.
La compagnia in onore della Beata Vergine (di cui è traccia nelle precedenti visite del 1532 e di cui resta memoria nell'altare minore) sembra essere sparita e compare una nuova società in onore del Santissimo Corpo di Cristo (Corpus Domini),  priva di beni materiali.
Della vecchia chiesa di S.Giorgio, in località Tormine, si decide di abbatterne il campanile (forse per dissesto statico, forse per inutilizzo, essendo stata delocalizzata la parrocchiale - il documento non dice nulla a riguardo); la decisione deve essere stata sofferta per gli abitanti essendo stata la discussione "lunga". La vecchia chiesa risulta priva di pavimento, senza tinta ai muri e senza porta, con il tetto rotto, e possiede un solo altare.

Risultano più di 200 anime da comunione.



p. 1241: TARMASSIA 
Venerdì 6 maggio [1541]

Fece visita presso la chiesa parrocchiale di San Giorgio di Tarmassia, il cui rettore è il reverendo signor Alessandro Morando, canonico Veronese, nella quale esercita servizio il cappellano don Filippo ..., con un salario di 26 ducati; tenuto un discorso al popolo e recitata una preghiera per i defunti, diede ordine al cappellano, dal momento che il popolo non si radunava ancora in chiesa, che comandi agli stessi di portare i loro figli da cresimare al luogo dei Salezoli (sic) e lo stesso cappellano si rechi con loro in processione quella mattina. Poi, vista la chiesa e la canonica e visti, ancor prima, i sacramenti, raccomandò tutto quanto era già stato lasciato da eseguire e già prescritto nelle precedenti visite;
- un coperchio nel tabernacolo per il corporale;
- un inventario;
- una croce sopra il ciborio;
- il calice sia irrigidito al piede e la coppa sia dorata sia dentro che fuori; 
- la patena sia sostituita o, almeno, sia dorata;
- un calice con patena;
- due paia di corporali e otto nuovi purificatori;
- una cotta per il curato;
- una tela all’altare di Sant’Antonio;
- una pianeta di velluto cremesino con le sue rifiniture;
- una bacinella per il lavabo e quattro asciugamani;
- un confessionale;
- una predella all’altare di Sant’Antonio e all’altare della Beata Vergine;
- una pala all’altare maggiore;
- un tendaggio dipinto da appendere all’altare di Sant’Antonio;
- venga ampliata la cupola della cappella maggiore e sia aperta al suo interno una finestra;
- tutta la chiesa sia imbiancata e il tetto venga riparato; 
- campanile e sacrestia.

[p. 1242]
Furono fatti i conti della società, restano in mano del massaro 30 libbre, 15 soldi.
Poi, tenuto un lungo discorso con gli uomini del luogo, concluse alla fine con loro che il campanile della vecchia chiesa di San Giorgio fosse abbattuto; gli stessi si offrirono di prestare tutte le opere manuali e i carri anche per l’edificio della chiesa di San Giorgio supplicando sua Signoria reverendissima, in nome della loro devozione, che allo stesso modo non faccia abbattere la chiesa stessa, ma faccia raccomandare di conservarne debitamente i muri e il tetto; così comandò, una volta demolito il campanile che fosse fatto il pavimento, riparato il tetto, imbiancata la chiesa e fosse ornato l’altare e sia tenuta chiusa.

Nobili:
signor Bernardo di Cremona,
signora Clara di Recalchi,
il signor Matteo Cipolla,
il signor Agostino Novarino.

Abitanti:
Bastiano Mantovano,
Cristoforo de Zuandonà,
Zanino Boninsegna,
Giovanni Donato de Zuandonà, che è massaro della società del santissimo Corpo di Cristo, che non ha niente nei beni fuorchè le offerte dei fratelli.

Tutti sono in grazia di Dio e hanno ricevuto la Comunione; nella Pasqua 231, nel Giubileo 218.



TALMASSIA Die veneris 6 maii [1541]
Visitavit parrochialem ecclesiam Sancti Georgii de Talmassia cuius est rector reverendus dominus Alexander Morandus, canonicus Veronensis, in qua inservit pro capellano don Philippus ..., cum salario ducatorum 26 et habito sermone cum populo et facta oratione pro mortuis, mandavit ipsi capellano, quia nondum convenerat populus ad ecclesiam, quod intimet ipsi populo quod conducant filios suos crismandos ad locum Salezolarum et ipse veniat processionaliter cum eis in hac mane. Deinde, visa ecclesia et domo et visis prius sacramentis, mandavit quod iam ordinata in prioribus visitationibus mittantur executioni; operculum in tabernaculo ex corporali; inventarium; crux supra ciborium; firmetur calix in pede et deauretur intus et foris circa cupam; esset innovanda vel saltem deuranda patena; unus calix cum patena; corporalium paria duo et purificatoria nova 8; cotta pro curato; tella ad altare Sancti Antonii; una planeta velluti cremesini cum suis fulcimentis; bacinetta pro lavabo et manutergiola quattuor; confessorium; bredella ad altare Sancti Antonii et ad altare Beatae Virginis; palla ad altare maius; pallium assidum depictum ad altare Sancti Antonii; amplietur cuba capellae maioris et in ea fiat fenestra et ecclesia tota dealbetur et reparetur in tecto; campanile et sacristia.
[p. 1242] Facta sunt computa societatis, restant in manu massarii librae 30, solidi 15. Et habito longo sermone cum hominibus dicti loci, tandem conclusit cum eis campanile ecclesiae veteris Sancti Georgii deruatur et ipsi se obtulerunt praestare omnes operas manuales et carigia etiam pro fabrica ecclesiae Sancti Georgii supplicando dominationem suam reverendissimam pro eorum devotione, quod aliter ecclesiam ipsam non dirui faciat, sed mandari eam teneri in debito culmine et structura, prout mandavit, diruto campanili; fiat pavimentum, reparetur tectus, dealbetur ecclesia et ornetur altare et teneatur clausa.
Nobiles: dominus Bernardus de Cremona, domina Clara de Recalchis, dominus Mattheus Cepola, dominus Augustinus Novarinus. Incolae: Bastianus Mantuanus, Christophorus de Zuandonà, Zaninus Boninsegna, Ioannes Donatus de Zuandonà, qui est massarius societatis sacratissimi Corporis Christi, quae nihil habet in bonis praeter oblationes fratrum.
Omnes sunt confessi et comunicati; in Paschate 231, in iubileo 218.

fonte:
"Riforma pretridentina della Diocesi di Verona : visite pastorali del vescovo G. M. Giberti (1525-1542)"
a cura di Antonio Fasanari. - Vicenza : Istituto per le ricerche di storia sociale e di storia religiosa, 1989. - 3 v. : 1 ritr. ; 24 cm. - (Fonti e studi di storia veneta ; 13).

(La trascrizione del documento originale ci e' stata gentilmente fornita da Chiara Contri - Traduzione: Stefano Gobbi)


Vedi anche:
 (Archivio -> Visite pastorali) "VII Visitatio di G.M.Giberti (10.05.1532)"

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