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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Antichi signori e famiglie emergenti

2002 - La proprietà agraria in Tarmassia

Bruno Chiappa

Una vendita del 1423 fra tale Agnolo fu Pietro, oriundo da Bovolone, e Antonio di Giovanni di Isola, relativa ad una lunga serie di pezze di terra variamente distribuite, ci permette di conoscere in qualche misura i proprietari di terreni esistenti entro le pertinenze di Tarmassia.
Accanto a Bartolomeo Auricalco, alla locale chiesa di San Giorgio, alle monache di Sant'Antonio al Corso, troviamo una famiglia all’apice delle fortune anche se non lontana dall’improvviso tracollo, come i Dal Verme, e quella dei Visconti, potentissima in età comunale ma che ora viveva la stagione di un prolungato ma irreversibile crepuscolo. Seguono poi parecchi nomi di abitanti del luogo o artigiani e professionisti veronese qui come ovunque impegnati nell’acquistare e nel dare in locazione terre (1).
Un altro documento, successivo di due anni, in cui sono elencati 60 appezzamenti che costituiscono l’eredità del sellaio Clemente, figlio di Giacomo notaio dell’Isolo, e di Oriobona da Persico, condotta da Maffeo detto Mucius di Tarmassia, ci conferma nella sostanza la pervasiva presenza dei proprietari sopra menzionati.
Un livello a favore del monastero di San Michele di Campagna ci permette anche di ipotizzare che queste siano le stesse terre che oltre un secolo e mezzo prima erano appartenute a Celestino Visconti (2).
Quanto ai Dal Verme, va detto che all’origine del loro insediamento in Tarmassia sta il testamento di Ludemia, moglie del defunto Corrado Nogarole, con il quale nel 1346 assegnava a Giacomo Dal Verme tutti i beni che possedeva in questa zona, tale cessione era subordinata all’obbligo di mantenere un prete che ogni giorno celebrasse una messa per la sua anima nella chiesa di Tarmassia (3).
Nel 1417, poi, un compromesso relativo all’eredità di Alberto Dal Verme fu Giacomo e della moglie Fregnanina previde la sua divisione in quattro parti, fra gli aventi titolo troviamo la figlia Diamante e il nipote Giovanni Pietro, i quali, per tacitare con denaro i diritti del monastero di Santa Chiara, altro erede, vendono al sarto Odo fu Antonio, di San Zenone, in Oratorio, e a Nascimbene fu Pietro de Bonadomanis, da Tarmassia, 79 appezzamenti fra Tarmassia e Bovolone, di cui due con vigne, per un totale di circa 250 campi, oltre ad alcune pezze casalive.
Purtroppo nel designare le terre si fa riferimento alla realtà confinaria di fine Duecento, il che ci impedisce di cogliere meglio i termini di una situazione nel frattempo modificatasi.
La vendita del 1417 prevedeva la possibilità del recupero, che si realizzò parzialmente per metà dei beni nel 1443, quando Giovanni Pietro restituì a Nascimbeni e nipoti il prezzo a suo tempo ricevuto, l’utile dominio restò però ai Bonadiman – in parte dimoranti in città, nella contrada di San Silvestro, ma ben rappresentati anche a Salizzole – per il fitto annuo di 45 lire veronesi e un pingue cappone (4).
Tale famiglia, per lo più data come proveniente da Salizzole – ma un ramo è presente anche in San Gabriele ove più volte abbiamo incontrato un Altichiero fu Giacomo de Bonadomanis e i suoi discendenti (5) – conservò proprietà in Tarmassia per secoli, anche se nel secondo decennio del Cinquecento parte dei suoi beni passarono al facoltoso sellaio veronese Giovanni Andrea a Fontana, così chiamato perché gli antenati provenivano da Villafontana (6). Godeva anche diritti dell’intero decima, con speciale riferimento alle terre di recente messe a coltura, nelle località Culà e Campolongo, come dimostra l’atto di investitura rilasciato il 9 maggio 1411 dal vescovo di Verona a favore di Nascimbene fu Pietro de Salezzolis de Bonadomanis .
Pensiamo che sostanzialmente essi siano successivi ai Dal Verme.
Sul confine con Bovolone s’insediarono verso la fine del secolo i Giusti, il cui capostipite e fondatore della ricchezza del casato, lo scapizator Provalo di Giusto, già nel 1424 aveva permutato un piccolo appezzamento sito in località ultra turim di Isola, non lontano quindi da Fagnano ove stava costituendo una discreta possessione (7). La divisione delle cospicue sostanze intevenuta fra i figli di Provalo, Pietro Francesco e Giacomo, e i nipoti nati dal terzo fratello Giusto, non registra beni in Tarmassia (8).
L’interesse per questa località, e in particolare per la zona di Campolongo, compare con il figlio di Pietro Francesco, il cavaliere Gerolamo Nicola, che nel 1490 compera una possessione del valore di 1100 ducati da tale Giacomo barbiere (9). Non molto tempo dopo viene acquistata l’ottava parte della decima di Culà e Campolongo e la ventiquattresima parte di quella di Tarmassia che era dei de Bonadomanis (10).
Altri acquisti di porzioni di decima i Giusti effettuarono nel 1526 da Antonio Della Bernarda, nel 1538 da Lorenzo Bonadiman e , dieci anni dopo, dal fratello di costui, Giacomo(11). Così nel 1551 Giovanni Giacomo, Giovanni Battista, Marcantonio, Pietro Francesco e Paolo Camillo Giusti vennero investiti dal Vescovo, oltre che dei diritti di decima in Porto, Lavagno, Marcellise, anche di quelli Tarmassia.
Va segnalato inoltre che nel Quattrocento Tarmassia costituiva Comune e aveva beni propri. In documenti del 1476 e 1477 fra i confinanti di alcune terre permutata dai de Bonadomanis figurano i pascoli e i diritti del Comune e la campagna di Tarmassia; in altro di dieci anni più tardo si parla di beni dei consorti di detta villa (“iura comunis Talmasie sive consortorum dicte ville pro campanea”)12.


Note:
1                     ASVr, UR, Istrumenti, reg. 63, c.n.n. (13° ante finem), cfr. anche c. 243.
2                    AsVr, UR, Istrumenti, reg. 69, c. 961.
3                    ASVr, Zileri dal Verme, per. 46, citata con numero e data errato in G.Soldi Rondinini, La dominazione Viscontea  a Verona (1387-1404), in Verona e il suo territorio, IV/1, Verona 1981, p. 92.
4                    ASVr, UR, Istrumenti, reg. 128, cc. 1140 e 1491 (parte della numerazione è ripetuta, c. 1491 compresa).
5                    ASVr, UR, Istrumenti, reg. 45, c. 212v; reg. 49, c. 164; reg. 80, c. 257v.
6                    ASVr, UR, Istrumenti, reg. 240, cc. 597-601. Sui Villafontana cfr. VSVVr, Dondonini Erbisti, n. 36.
7                    ASVr, Giusti del Giardino, pergamena alla data 1424 maggio 25.
8                    ASVr, UR, Istrumenti, reg. 137, c. 968.
9                    ASVr, Giusti del Giardino, pergg. Alle date 1494 gennaio 8, 1494 agosto 11; cfr. anche UR, Istrumenti, reg. 229, c. 364.
10                ASVr, Giusti del Giardino, perg. Alla data 1519 gennaio 27.
11                ASVr, Giusti, perg. Alla data 1538 agosto 20.
12                ASVr, UR, Istrumenti, reg. 211, c. 799v; reg. 212, c. 505; reg. 224, c. 119. 
di Bruno Chiappa

Isola della Scala – Territorio e società rurale nella media pianura veronese, Comune di Isola della Scala, 2002, pagg. 112-113


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