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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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tarmassia.it

Giovani d’oro – rifiutato dal Verona, Riccardo Meggiorini segna a raffica con la maglia dell’Inter. Proprio come faceva “freccia nera”.

2003 sett 16 - Meggio-gol insegue Martins

Alessando De Pietro

2003 sett 16 - Meggio-gol insegue Martins

Riccardo Meggiorini è ormai un inquilino di Appiano Gentile, il quartiere generale dell’Inter. Nella Primavera di Daniele Bernazzani è una delle quattro punte di una squadra che lo scorso giugno si è laureata campione d’Italia e che ha portato a casa anche il prestigioso torneo di Viareggio. In attacco Riccardo si gioca il posto con Sergio Tornelli di Carbognate e Federico Piovaccari di Gallarate. Il nigeriano Isah Eliakwu infatti è fuori categoria, una specie di secondo Martins che corre più veloce del pallone. Nell’organico (venti giocatori) ci sono un brasiliano, un argentino, due australiani, uno della Nuova Guinea, un altro nigeriano, un salto incredibile, dai dilettanti al superprofessionismo. Ma sui nostri campi di provincia ci sono altri  Meggiorini? Oppure l’attaccante di Isola della Scala comprato da Moratti resta una rondine che non fa primavera? Tecnici ed operatori di mercato si sono divisi.

GUIDO PATUZZO, direttore generale Legnago
Alla base della crescita di un giovane c’è una precisa politica societaria. Ma il problema è che non tutte le società possono lavorare in una certa direzione. Quelle che nutrono particolari ambizioni difficilmente  scommettono sul ragazzo lanciandolo in prima squadra, pensano soprattutto alla classifica e a vincere il campionato. Chi può operare a favore del prodotto del suo settore giovanile possono essere società tipo l’Audace o il San Zeno, piene di storia, ma senza particolari pressioni sulle spalle. Difficilmente lo possono fare squadre tipo Belfiorese o Casaleone, costruite per andare in serie D. ma neanche noi ce lo possiamo permettere fino in fondo, per la piazza un’eventuale nuova retrocessione sarebbe una catastrofe. Dalle nostre parti non credo ce ne siano tanti altri di Meggiorini, questi sono casi rari che si verificano ogni tanto. Alla fine i più bravi sono proprio quelli che vengono dalle giovanili di Verona, Chievo o Padova. Ma il primo passo per un ragazzo sarebbe quello di raggiungere la prima squadra del suo paese. E questa disponibilità non sempre c’è.

ETTORE PAOLINI, diesse sambonifacese
L’Interregionale ha tanti potenziali Meggiorini, molte società hanno in casa davvero ottimi talenti in grado di raggiungere categorie ben più alte. Faccio un esempio: dopo il gol del nostro Soave alla prima giornata a Cordignano alla nostra sede sono giunte alcune telefonate da parte di dirigenti di società professionistiche che hanno chiesto sue informazioni. Ed anche Nicoletti. Che era con me a Montecchio ed ora è a San Bonifacio è un ragazzo da tenere d’occhio con particolare attenzione. L’obbligo di schierare tanti giovani obbligherà adesso le società a far uscire il ragazzo dal guscio del settore giovanile e potrebbe così favorire la sua maturazione.

MAURO GETI, diesse Montebaldina
I talenti ci sono, ma chi li va vedere? Dove sono gli osservatori di Inter, Milan e Juventus? Al di là di questo aspetto però quello che manca a molte società è la capacità di capire le qualità del giocatore in prospettiva e non solo a constatare il fatto compiuto. Bravissimo Meggiorini a segnare tredici gol in Eccellenza  a diciassette anni, però nessuno prima aveva capito che si era di fronte ad un grande giocatore. Ricordo ancora Scantamburlo, l’osservatore del Padova che scoprì Del Piero. Lui era un maestro nell’individuare le qualità di un giovane e prevederne l’evoluzione. E di gente così per i campi di calcio ne gira sempre meno.

RENZO BAIETTA, direttore generale Sona Mazza
All’interno della vicenda Meggiorini c’è anche una componente fortunosa. All’inizio della scorsa stagione il Bovolone era in difficoltà in attacco e ha deciso di dare fiducia a questo ragazzo. Ma è stata necessità più che una reale convinzione. Lui è bravissimo ma deve ancora dimostrare quello che vale all’Inter, la Primavera è soltanto un punto di partenza. Un nostra ragazzo, Zago, che è stato per cinque anni al Milan adesso è alla ricerca di collocazione, anche in Eccellenza. Rimanere a certi livelli è più difficile che arrivarci.

ADRIANO ZUPPINI, diesse Virtus
Le società professionistiche negli ultimi anni hanno deciso troppo superficialmente di rinunciare alla doppia squadra in età Allievi, lasciandone andare molti che poi sono finiti in grandi società. Oltre a Meggiorini, non dimentichiamoci di Cazzola del San Zeno e di Cordioli del San Giovanni Lupatoto presi dal Perugia e che prima erano del Verona. Così come il portiere Gandini, che fu scartato dall’Hellas, ma poi firmò per il Parma. In questa fascia d’età servirebbe una maggiore copertura, invece c’è troppa dispersione. Senza contare certe squadre di Allievi o Primavera imbottite di stranieri importati con troppa facilità. I ragazzi inoltre vengono tolti dalle loro società di appartenenza troppo presto, anche a nove o dieci anni. E le statistiche dicono che nessun ragazzo preso in età Pulcini arriva al grande calcio. Diverso il discorso per chi viene acquistato dal grande club in età Allievi o Giovanissimi. Il motivo? Il bambino al Verona o al Chievo è imprigionato da certe regole, vive quest’esperienza senza la necessaria spensieratezza, perde il gusto di giocare al calcio. Di altri Meggiorini non ne vedo, ormai ai ragazzini vengono fatti anche i raggi e di sicuro sarebbe stato individuato. Credo che il suo sia un fatto più che altro episodico.


PRIMO GIORNALE, 16 settembre 2003 pag. 22


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