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di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Paolo e Orazio Farinati a confronto

La pala della Visitazione di Tarmassia e Villafranca

s.g. 31.10.07

La pala della Visitazione di Tarmassia e Villafranca

Già da tempo gli storici e critici d'arte hanno rilevato l'affinità fra le due tele di Tarmassia e Villafranca  di medesimo soggetto e realizzate a sei anni di distanza l'una dall'altra (vedi p.es., L. Puppi, Il Giornale di P. Farinati, 1968). 
Nella pala di Tarmassia (1601) Paolo Farinati assieme al figlio Orazio adottarono una composizione rigida a geometria piramidale, con espressioni di repertorio e una scalinata centrale, espediente pittorico per introdurre a pede icona una fenestrella destinata ad accogliere un'immagine della Madonna. L'identità del personaggio maschile in posizione supplicante è riconducibile a quella di Zaccaria, marito di Elisabetta, mentre l'iscrizione celata in basso al dipinto, recante i nomi dei committenti, fu probabilmente censurata perchè in contrasto con le indicazioni della Controriforma.
La tela di Villafranca (1607), opera del solo Orazio rimasto orfano del padre, perde la monumentalità di Tarmassia e assume caratteri decisamente più familiari. Nella parte alta del dipinto sparisce il padreterno fra putti e cherubini, mentre si svela in tutta la sua altezza l'architettura classicheggiante che nel dipinto isolano era occultata dalle nubi. Le colonne doriche individuano i due gruppi di soggetti (Maria con Elisabetta, Giuseppe con Zaccaria) che si abbracciano con gesti "eguali ed affettuosi" e occupano le due metà dell'area pittorica.
Vengono rinvenute in entrambe le opere le fronde d'alloro sulla parte destra, gli attributi iconografici di S.Giuseppe (la squadra da falegname e il libro nella mano), le vesti colorate di Maria ed Elisabetta (identiche, tranne che nella posizione invertita delle donne). Il viso di S.Giuseppe nella pala di Tarmassia diventa quello di Zaccaria a Villafranca.
Sulle due opere, commissionate da associazioni laicali con il concorso di altri soggetti, si possono rilevare le chiocciole, il personale marchio della bottega Farinati.


s.g. 31/10/2007

PAOLO FARINATI – cenni biografici

Formatosi a Verona, dove nacque nel 1524 da Giambattista, anch'egli pittore, vi frequentò secondo Vasari la bottega di Nicola Giolfino. Un viaggio a Roma, sebbene non documentato precisamente, potrebbe spiegare il deciso orientamento tosco-romano della sua prima produzione, con un'evidente propensione plastica mitigata nella sua carriera matura dall'adozione di stilemi derivati da Paolo VeroneseLa sua prima opera documentata è la pala di San Martino, dipinta nel 1552 per il duomo di Mantova, benché già intorno al 1550 sembri databile la decorazione di palazzo Verità-Tedeschi a Verona. Nella seconda metà degli anni Cinquanta firma per la chiesa di Santa Maria in Organo a Verona quattro grandi tele che gli valgono gli elogi di Vasari e la piena affermazione professionale in città. A capo di una bottega attivissima, in cui lo affiancano i figli Orazio e Giambattista, a partire dal nono decennio del secolo è impegnato in una attività intensissima per chiese e conventi, soprattutto per i Benedettini di San Nazaro e Celso a Verona, e nella decorazione di ville e palazzi, con un impegno che non ha cedimenti o rallentamenti fino alla sua morte, nel 1606.  Si tratta di un'attività frenetica, che lo vede, secondo i suoi primi biografi come Carlo Ridolfi, "avezzo ridursi ad istudiare di notte tempo e nel bel mattino in suo picciolo gabinetto, dipingere il rimanente del giorno", prima di ottenere un proprio studio nel palazzo dei Capitani veneti a Verona, di cui godette la protezione e che gli affidarono incarichi di architetto militare per la fortezza friulana di Palmanova, testimoniati da alcuni disegni. Verso il 1587-88 partecipa con Battista Del Moro, Bernardino India e Anselmo Canera alla decorazione del palazzo veronese del conte Giovanni Murari, a San Nazaro, che segna in parte il passaggio da un'iniziale influenza veronesiana verso una decisa ripresa del manierismo alla Giulio Romano.

La sua attività, di cui già Vasari apprezzava il "numero grandissimo di figure fatte con disegno, studio e diligenza", spazia sui vari versanti della pittura, dell'incisione, della scultura e della decorazione architettonica, e spesso la genesi di questa produzionecol tempo sempre meno aggiornata ed inventiva, senza tuttavia che ne venga meno il successo presso i numerosi committenti, è documentata graficamente in numerosissimi disegni, dallo stile sempre estremamente riconoscibile. Forte di oltre cinquecento fogli sparsi nei principali musei del mondo, è questo il più ricco corpus di disegni nella storia dell'arte figurativa veronese, di cui il Museo del Louvre conserva il nucleo più consistente. L'attività di architetto, benché esercitata sporadicamente, è comunque assai importante perché rivela quale fu la sostanziale impostazione anche della sua opera pittorica, non diversamente da quella del coetaneo ed amico Paolo Caliari, il Veronese. È alla fecondissima produzione grafica che resta però legata principalmente la vasta fortuna del pittore, anche sul fronte collezionistico: molti dei suoi disegni furono acquistati in Francia nel Seicento, dove taluni furono incisi dal celebre decoratore Jean Le Pautre e da Abraham Bosse, o raccolti con passione dai più grandi amatori d'arte come Everard Jabach e Pierre Crozat, o ancora, in Inghilterra, dalpittore e collezionista Sir Peter Lely. Per la maggiore facilità di diffusione, i suoi disegni furono noti e apprezzati anche tra gli artisti. Annotando le Biografie vasariane, Annibale Carracci scriverà ad esempio che " di questo Farinato ò io veduto un grandissimo disegno fatto con acquarella d'inchiostro di meravigliosa bellezza né posso dire d'haver mai visto altretanto su la carta, et intendo da pittori valenti ch'egli è stato valentissimo e l'invidioso Vasari ne fa poca mentione ".

Proveniente da una famiglia di artisti e artigiani, al termine della sua lunghissima e fortunata carriera cercò di nobilitare le proprie origini assumendo lo stemma e associando il proprio nome a quello della nobile stirpe fiorentina dei Farinata degli Uberti, di dantesca memoria.

La chiocciola.
Personale marchio con cui Paolo Farinati firmava le sue opere

Dipinti di Paolo Farinati nelle chiese di Verona

Sant'Anastasia, San Giacinto risuscita un morto; Deposizione
San Bernardino, Annunciazione; Cristo risorto
Duomo, Madonna con il bambino e san Giovannino
Sant'Elena, Battesimo di Cristo
Sant'Eufemia, Michele arcangelo; Madonna con il bambino
San Giorgio in Braida, Moltiplicazione dei pani e dei pesci
San Giovanni in Fonte, Battesimo di Cristo
San Lorenzo, Michele arcangelo caccia Lucifero
Santa Maria del Paradiso, Assunzione della Madonna con gli apostoli e sant'Apollinare
Santa Maria della Scala, San Rocco e san Sebastiano
Santa Maria in Organo, Il comando della strage; Il massacro degli innocenti; Cena di san Gregorio; Cristo che cammina sulle acque; San Michele arcangelo scaccia Lucifero
Santi Nazaro e Celso, Adamo e Eva; Annunciazione; Storie dei santi titolari
San Paolo in Campo Marzio, decorazione murale della cappella Marogna, Santa Apollonia e santa Caterina; Trasfigurazione; Madonna in gloria con san Nicolò e san Francesco, detta pala Falconi
San Pietro in Monastero, Annunciazione
Santo Stefano, Pentecoste
San Tomaso Cantuariense, Madonna con il bambino e i santi Alberto e Girolamo; Madonna con il bambino e san Giovannino e i santi Onofrio e Antonio abate; Sant'Antonio abate e sant'Onofrio; Sant'Alberto e san Girolamo
Santuario della Madonna di Campagna, Natività

E in provincia nelle chiese di:
Belfiore, Bonavigo, Bovolone, Cadidavid, Cerea, Colà di Lazise, Garda, Mezzane di Sopra, Mezzane di Sotto, Nogarole Rocca, Peschiera del Garda, Prun di Negrar, Quinto di Valpantena, Roncanova di Gazzo Veronese, Roverchiara, San Giovanni Lupatoto, San Valentino di Badia Calavena, San Zeno di Colognola ai Colli, Soave, Sorgà, Tarmassia di Isola della Scala, Vangadizza di Legnago, Vigo di Legnago, Villafranca di Verona.


Fonte:
Dal sito della mostra: Paolo Farinati 1524-1606 Dipinti incisioni e disegni per l’architettura – Sala Boggian Museo di Castelvecchio Verona 17 ottobre 2005-29 gennaio 2006
http://213.171.96.209/farinati/home.html

 


Vedi anche:
 (Archivio -> Documenti) "1601 - Pala della Visitazione"

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