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Ultime dal muro...
muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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tarmassia.it

A Pellegrina. Arrivano i soldati americani da Nogara. Voleva raccogliere dolci e caramelle che i militari lanciavano alla popolazione in festa

2005 mar 9 - Undicenne travolto e ucciso da una jeep

Claudio Beccalossi

2005 mar 9 - Undicenne travolto e ucciso da una jeep

Gira e rigira la foto tra le mani fissandola, ritraendo lo sguardo e rifissandola come se volesse sforzare la memoria. Quell’immagine d’un bel ragazzino, con la frangetta ed il vestito buono della prima comunione, rappresenta una spina nel cuore ancora oggi, sessant'anni dopo il tragico fatto.
Delmina Lorenzetti, 78 anni, ora abitante in via Gerardo 7 a Cadidavid, conserva tra i ricordi di famiglia più cari la foto del nipote Bruno Lorenzetti, investito il 25 aprile 1945 (proprio durante l’avanzata alleata da Nogara a Verona) da una jeep americana a Pellegrina di Isola della Scala e morto dopo ore d’agonia. Per l’anziana, custodire e riguardare la traccia tangibile del viso pulito del ragazzo è un po’ come mantenerlo ancora in vita, immobile nei suoi 11 anni che quest'anno sarebbero stati 71. Sarebbero stati…
«Bruno era un bambino buono, giudizioso, pronto ad accudire i fratellini quando i suoi genitori lavoravano - ricorda con tenerezza la signora Delmina, pensionata dopo anni da sarta - Era nato nel '34, primo figlio di mio fratello Mario e di sua moglie Livia Rossetti, contadini. Nell’aprile del '45 abitavano vicino ad una casa cantoniera tra Pellegrina ed Isola della Scala mentre io, allora diciannovenne, ero sfollata con la famiglia a TARMASSIA (dove ero nata) da via Legnago, in Borgo Roma, a Verona."
«Rammento nitidamente quando ci vennero ad avvertire che Bruno stava morendo perché investito da una camionetta americana. Sembrava un fatto assurdo saperlo in quelle condizioni, proprio allora che la guerra era agli sgoccioli e che gli Alleati stavano raggiungendo Verona dopo aver liberato le nostre zone. Invece, la realtà mi si parò davanti quando entrammo in casa di mio fratello Mario ed assistemmo impotenti al coma ed alla lunga agonia del povero Bruno, sistemato su un materasso sopra la tavola della cucina per poter essere vegliato meglio»
«Come successe l’incidente? Nella maniera drammaticamente più banale possibile. - rievoca la signora Delmina - Il 25 aprile Mario s’era soffermato ai bordi della strada statale, nei pressi di casa sua, ad assistere al passaggio della colonna armata americana. Transitavano carri armati, camion e jeep e, da questi mezzi, i militari lanciavano scatolette, caramelle e dolci alla gente che s’era assiepata lungo il percorso a salutarli ed applaudirli. Mario aveva in braccio Gabriele, il figlio più piccolo, mentre gli stavano vicino gli altri bambini Agostino, Ivano e Bruno. Quest’ultimo, in piedi davanti al papà, scattò all’improvviso per raccogliere dalla strada ciò che distribuivano gli americani. Il suo fu un movimento brusco che Mario non potè impedire e che colse di sorpresa anche l’autista d’una camionetta. Tentò una frenata ma non fece in tempo ad evitare d’investire mio nipote il quale, colpito in pieno, sbattè la testa a terra con violenza."
«Il duro impatto non lo uccise sul colpo. Portato dagli stessi soldati americani a casa, rimase in coma fino al pomeriggio del giorno seguente, quando si spense circondato da tutti noi parenti e dagli stessi militari americani. Mancavano solo i miei fratelli Luigi ed Angelo, sotto le armi. Fu un dolore portato ad acutizzarsi e a rinnovarsi ad ogni 25 aprile, quando la ricorrenza della Liberazione si scontrava (e si scontra) con l’anniversario della morte di Bruno. Venne sepolto nel camposanto di Pellegrina e le sue ossa, riesumate nel 1970, sono state traslate nel cimitero di Isola della Scala. E Mario e Livia Lorenzetti vollero dare ancora il nome di Bruno al loro ultimo figlio…»


fonte: L'Arena di Verona
Nella foto: Lorenzetti Livia con l'ultimo figlio. A fianco: il figlio Bruno morto durante l'incidente.


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