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di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
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muro wipiyior
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muro SOS foto sagra
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Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Fante decorato per la Campagna di Russia

2003 feb - Giuseppe Perobelli, memorie di guerra

Giuseppe Perobelli

2003 feb - Giuseppe Perobelli, memorie di guerra

Perobelli Giuseppe, nato il 29 dicembre 1921, fante decorato con medaglia di bronzo al Valor Militare, racconta con queste brevi memorie scritte di suo pugno, le “avventure” vissute nella campagna di Russia fino al suo ritorno a casa “libero”. Giuseppe (Bepi), è il terzo di sette fratelli; abitava in via Selesetto di Tarmassia.


Perobelli Giuseppe, Tarmassia Isola della H
Dopo 55 Anni, tento di ricordare! le mie avventure nella campagna di Russia nel 1941 al 1943. Io facevo parte del 79 Reggi.nto Fanteria partito per la Russia circa 15 luglio 1941 passando la Germania Ungheria Romania.
Giunti Ucraina è subito abbiamo dovuto affrontare un attaco dei russi. Io mi trovavo in postazione vicinissimo alle truppe Russe ventua la notte circa le 2 mattino ho sentito un movimento in mezzo un campo di polenta, ho aspettato un poco poi per paura mi sono messo a sparare, verso quel frusio per un’ora, tutta la linia, era un inferno di fuoco, poi o sentito gridare: "Avanti! Avanti!" Abbiamo soprafatto i russi è fatto molti prigionieri la mia prima esperienza di guerra, in Ucraina.

II Episodio (non ricordo bene date e luoghi)
Un giorno eravamo in fase di avanzamento c’era la nebbia fissa, all’improviso siamo stati assaliti dalla cavalleria cosacca con le spade lunghe più di un metro. I cavalli si alzavano con le gambe per aria, una paura tremenda, un fuoco d'inferno, ma noi eravamo in molti e tra fucilate e bombe a mano li abbiamo messi in fuga (quei pochi che anno potuto); un nostro soldato gli troncarono il naso con le lance che avevano, poi finalmente sparirono, poi più tardi abbiamo formato una linea per difenderci in caso di un altro attacco, ma dopo qualche tempo venivano su di noi tre arreoplani che cominciavano a girarsi a torno

Un bel momento si sono messi proprio nella nostra direzione e ci metraliavano insieme a qualche bomba.
In un’attimo ci erano dosso, vedevo i miei compagni saltare peraria, io vedendoli ormai addosso mi sono messo dire: "Gesù Gesù Salvatemi". Poi alzata la testa (dal buco che ero) gli apparecchi anno cambiato direzione, mi vedevo già morto.
Questo sarà un miracolo!
Poi ci cambiarono posizione dove eravamo molto osservati dal nemico, 3 giorni senza mangiare, i russi ci vedevano troppo bene.Allora il 4 giorno di notte ci hanno mandati in un’altra zona dove ci siamo rimasti per un bel pezzo, ma più tardi cominciarono a mandarci fare pattugliamenti verso il nemico e giunse il momento che ci siamo incontrati con i soldati Russi, allora noi assieme al sergente abbiamo subito deciso di rittirarci in Silenzio; credo di averci risparmiato dei morti. Ma piu tardi ancora abbiamo dovuto fare la guardia a un caposaldo a turno ma notte, toccava proprio io e un altro alle 2 circa sempre mattino improvisamente una pattuglia Russa ci attaca alla spalle, non davanti. Io voltai subito il metragliatore e cominciai subito a sparare. Ma dopo 4 o 5 colpi sinciampò; il mio compagno mi dice: "Scappiamo? Dentro il rifugio!" Io dico: "No se usciamo dal buco di ammazzano", e lui è scappato. I russi intanto buttavano qualche Bomba e mi ferirono al bracio e alla gamba, allora preso le mie bombe a mano e cominciai a buttarle verso loro. Ne avevo una 30na, ne ho avanzate solo due. Non sentivo più nessuno, poi venne una slitta trainata da cavalli e mi portarono all’infermieria; il tenente quando mi vide disse: "Ti credevo morto!" E purtroppo io sono qui. E il tenente fece poi il suo Rapporto ai superiori, per qui mi sono guadagnato

la medaglia al Valore Militare
Ancora più tardi tornato dall’infermiera guarito ci mandarono su un altro fronte.

Una mattina in 20 soldati ci mandarono a fare un collegamento con 80 Fanteria ma trovato una fattoria (una casa e una stalla) due nostri compagni andarono a vedere, se ci fosse qualcuno! E ci fecero segno che non cera nessuno ma poi entrati, nell’interno c’erano 6 soldati nostri morti. Cerano anche muli tutti nostri. Intanto i Russi cominciarono a sparare da tutti i punti eravamo circondati o quasi! No si più cosa fare allora il nostro capitano disse: "Ragazzi dobbiamo scappare. Si salva chi può".

Io e un mio amico intimo siamo stati per ultimi Io dissi: "Scappiamo!" L’altro mi disse: "Dove! Non vedi è una tempesta di pallotole", ma io dico "Ci prendono i Russi ci Amazano".
Allora lo lasciai e sono scappato di corsa. E da quel giorno non lo più visto. Mi sono rotolato giù dalla ferrovia e poi ancora di corsa mi correvano dietro i Russi. Ma ce lo fatta… non mi presero.
Ancora.
Una giornata buttati a terra, oppure sulla neve perché i russi appena ci vedevano sparvano continuamente. Verso l’imbrunire abbiamo cominciato rittirarci e a fatto si che siamo giunti al punto di partenza.

Lasciando però morti e feriti e qualche congelamento.
Ancora unaltra sorpresa.
Un mattino trovandomi sul fiume Don fare la guardia che i Russi non venissere avanti.
Venne un soldato nostro e domandava se ci fosse un soldato che si chiama Perobelli Giuseppe e mi a poi trovato. Mi disse: "Sono venuto darti il cambio perché vai a casa in licenza". "Non credo", risposi. "E sì", risposi "Mi dispiace per te ma io vado", li aggiungo, "Stai attento! Qui ogni tanto arriva cualcosa".
Ancora un altro episodio dimenticavo una località chiamata Case Bruciate facevamo la guardia tutte le notti e anche di giorno.
Un mattino circa le ore 4 siamo stati attacati dai Russi ma noi eravamo sempre pronti. Abbiamo risposto con due mitragliatori e fucilate a più non posso, alla fine sono scappati verso le ore 5 dello stesso giorno. Venne una nostra pattuglia capitanata dal Sergente M. Trainotti che conoscevo molto bene ci dice: Cos’è successo? E abbiamo dovuto sparare e molto… poi disse il sergente: Adesso andiamo noi a vedere, ma poi non abbiamo più visto nessuno più tardi più tardi erano caduti in imboscata, li uccisero tutti.
Sono state molte le paure e tribulazioni. Quasi mai dormire, ma nonostante dopo tanto tempo 55 anni fa ancora ne sono molto orgoglioso.
Fante Perobelli Giuseppe
Medalia di Bronzo
Valor M.e
Il Sergente Maggiore Trainotti Medalia d’oro valore M. era il mio sergente di compagnia l’anno fatto un bellissimo monumento che si può vederlo al distretto militare di Verona.
Per quanto ancora riguarda dopo tornato in Italia, sono stato ancore sei 6 mesi in Francia (Tolone) ma era solo una villegiatura al confronto.
Poi ancora 6 mesi in Germania.
Tornato poi ancora in Italia che un poco più tardi giunsero finalmente gli Americani W.
(fine)
Perobelli Giuseppe

Mi pregano i miei famigliari e conoscenti di raccontare ancora qualcosa riguardo la vita che ho fatto in Italia Francia Germania. Per incominciare dopo la licenza ho dovuto presentarmi al 77 Reg.to fanteria che si trova a Torino, caserma Cerenaia dove ci sono stato per 15 giorni poi siamo andati a Cuneo e precisamente San Dalmazzo di tenda ma cera un freddo da cani e allora sicome dovevano andare in Francia ci siamo messi d’accordo in due di andare a casa e poi tornare non appena ci fosse l’ordine di partire per la suddetta Francia e giunto l’ordine sono subbito partito ma sono arrivato in ritardo e ho dovuto partire da solo ma avendo l’indirizzo li ho trovati a Tolone una bella città, dove ci siamo rimasti per un bel pezzo facendo guardia, di qua e di là dappertutto dove occoreva.
Poi un bel girno l’ordine di partire per l’Italia e precisamente Genova Cavagna Sestri Levante dove avevamo da fare coi partigiani che per poco non ci lasciavo la pelle c’erano dapertutto.
Dopo qualche mese mi sono inventato una lettera da casa che la mia mamma non stava troppo bene! Lo mostrata al capitano e mi disse: "Vuoi andare a casa?" "Magari…", e mi diede 10 giorni di licenza, ma strada facendo i tedeschi mi anno fermato e volevano sapere tante cose, alla fine mi anno fatto salire un treno mi anno portato in Germania e poi ho adderito a un’invito tornare in Italia. Intanto gli Americani erano già sbarcatti in Italia, giunto a Firenze sono stato affidata altri Reparti Italiani. Avevamo anche li daffare coi partigiani dopo un paio di mesi ci anno spostati ancora, verso Bologna, e li dopo pochi giorni savvicinavano sempre di più li Americani sono scappato a casa, ma ho dovuto nascondermi dai piei parenti a Vigasio, poi sono tornato a casa, mi anno preso le Brigate Nere, un reparto di diremo Fascisti per qui mi anno messo in prigione una settimana. Poi giunsero dopo 3 giorni che ero libero sono rimasto con queste Brigate Nere.
Ma gli Americani intanto erano vicinissimi e di nuovo, sono scappato a casa e finalmente ero libero… ma più tardi mi hanno chiamato i partigiani per sapere dove ho passato tutto quel tempo che sapevano già (loro!) cioè non avevo mai fatto del male a nessuno e queste sono le mie storie che sembrano poco, ma la Verità è senzaltro: tantissime tribolazioni, paure, sofferenze (però ne sono molto orgoglioso).
Fante Perobelli Giuseppe

Tarmassia Isola della Scala.


(Il documento autografo è stato volutamente mantenuto nella sua forma originaria.)
A cura di Tarmassiaonline.

Marzo, 28/03/03.
Marzo, 25/03/2006


Vedi anche:
 (Archivio -> Giornali) "1974 - Un soldato valoroso"
 (Notizie -> Editoriali) "Così G.Perobelli ricorda il suo 25 aprile"
 (Archivio -> Racconti, leggende) "L’oto setembre del 1944"

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