Le quattordici stazioni della Via Crucis di Tarmassia risultano già erette nel 1778 (vedi schedario Sovrintendenza, anno 1982, a cura di B.Chiappa). L'annuario della diocesi veronese le attribuisce ad un Cignaroli (Gianbettino?), mentre altre fonti orali ad un (troppo giovane) Agostino Ugolini, l'esperto in tale genere. Un'analisi superficiale delle 14 tele rileva l'intervento di più mani. I dipinti ad olio appartengono ad un genere artistico di carattere devozionale con scarse variazioni rispetto alla formula codificata e poco studiato dalla critica; ne deriva che trattasi dell'unica opera d'arte della parrocchiale non ancora attribuita con certezza. Nelle scene vengono rappresentate atmosfere cariche di sentimenti contrastanti, dove prevalgono tinte fosche e i tagli di luce improvvisa, che dovevano con la loro drammaticità, colpire il fedele. L'opera è di sicuro valore artistico e storico.
La Via Crucis fu promossa dal francescano Leonardo da Porto Maurizio e si diffuse nel Veronese nei primi decenni dell'Ottocento. La pratica spirituale si esercitava con la meditazione della Passione del Signore passando da una stazione all'altra per lucrarne indulgenze. A tal fine, fino alla metà del secolo scorso i dipinti erano distribuiti equamente sulle pareti della chiesa per assecondare il transito dei fedeli. Decaduto il rituale, per ragioni di sicurezza, i quadri sono ora concentrati in fondo alle pareti dell'aula in posizione che non consente di ammirarli nella loro bellezza e significato.
Le stazioni rappresentano:
I Gesù davanti a Ponzio Pilato; II Gesù viene flagellato; III Gesù viene incoronato con una corona di spine; IV Gesù cade la prima volta; V Gesù e la Veronica; VI Gesù incontra sua Madre; VII Gesù cade la seconda volta VIII Gesù e il Cireneo; IX Gesù cade la terza volta; X Gesù incontra le pie donne; XI Gesù è inchiodato alla croce; XII Gesù muore sulla croce (Crocifissione); XIII Gesù viene deposto dalla croce (Pietà) XIV Gesù viene deposto nel sepolcro (Compianto sul Cristo morto);
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