Se oggi un Meggiorini, Riccardo, sta emergendo come l’ultima stella calcistica nata a Tarmassia e giunta ai massimi livelli del calcio italiano, non si può dimenticare che un altro Meggiorini, Mario, esattamente mezzo secolo fa, fece il suo esordio nell’allora squadra di calcio dle Verona, a quei tempi un fatto davvero importatnte per un giocatore di paese. Mario Meggiorini, cugino di secondo grado di Riccardo, classe 1937, scomparso esattamente 20 anni fa, cominciò la sua brillante carriera calcistica nella massima divisione con una partita tra il Verona ed il Padova. Era il 1958 ed in paese molti ancora, ricordano con chiarezza, un episodio che fece molto scalpore anche sulla stampa dell’epoca. Il giocatore di Tarmassia, era talmente forte ed inarrestabile quando partiva con pallone al piede che il difensore del Padova, Blason, ricorse alle maniere forti pur di fermarlo, tanto forti che Mario Meggiorini riportò contusioni tali che ne risentì per parecchi anni. Ancorsa oggi i suoi tifosi ricordano anche che giocò in serie A una quindicina di partite e tra queste quella col Napoli dove segnò la sua prima rete in seria A. L’anno successsivo dovette lasciare la squadra perché chiamato alle armi, e per quasi due anni, smise col calcio. Rientrato dal servizio militare venne ceduto al Saronno, in serie C dove giocò per due stagioni prima di ritirarsi definitivamente dal calcio nel 1963. Riprese ad interessarsi del palone ma come allenatore di squadre giovanili e dilettantesche e la sua indole buona aveva trovato in Osvaldo Bagnoli, l’allenatore che portò l’Hellas Verona allo scudetto, un suo carissimo amico. Un’amicizia profonda che anche dopo la sua scomparsa, Bagnoli intrattiene ancora con la famiglia del suo ex giocatore Mario Meggiorini. Ora tocca ad un altro Meggiorini, Riccardo, tenere alto il nome della piccola Tarmassia nel grande mondo del calcio. E le premesse ci sono già tutte. Ad maiora!
fonte: La Voce del Basso Veronese, gennaio 2005, pag. 4
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