Dal 10 al 15 settembre presso la canonica vecchia, in occasione della festa dell'Addolorata Festa de l'Anara Pitanara, sarà allestita una mostra di foto d'epoca su Tarmassia. Un vero e proprio album di famiglia con 100 riproduzioni e poster giganti. Di seguito la presentazione:
Le fotografie in mostra sono divise in 33 pannelli da 3 foto ciascuna (33x3=99); la centesima foto, ritoccata a colori, è appesa sopra il caminetto e rappresenta l’interno della chiesa nell’anno 1951.
Nella sala sono appesi anche dei poster a formato gigante che intendono far calare il visitatore nelle atmosfere del passato.
Il titolo della mostra, alla sua seconda edizione, riprende la filastrocca che si raccontava un tempo ai bambini: «…tarma era, tarma è, Tarmassia! ».
Coniugare il nome del paese transitando dal passato al futuro oltre a non essere corretto per la grammatica non lo è neppure per la realtà poiché le persone, le situazioni e il paese stesso sono cambiati.
Ci piace tuttavia pensare che i luoghi abbiano un loro spirito, che il carattere della gente oltre alle fisionomie si tramandi di generazione in generazione, che le tradizioni si ripetano immutate e che il tempo, in definitiva, non cancelli ogni cosa.
La mostra intende gettare uno sguardo sui luoghi e sulla gente di Tarmassia negli anni poveri che contraddistinsero l’ultimo dopoguerra. Un passato recente, il primo ad essere ripreso dalle macchine fotografiche, ma anche un tempo molto lontano, collocato sulla parabola ascendente dello sviluppo economico.
Un paese che ricomincia a guardare con ottimismo al futuro e si prepara a vivere gli anni della straordinaria ripresa.
Le foto sono raggruppate per temi (il lavoro, il tempo libero, le liturgie religiose, ecc.).
Buona visione.
“La vita si può capire solo all'indietro, ma si vive in avanti.”
(Sören Kierkegaard)
Si ringraziano tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione di questa mostra.
Un grazie particolare a:
Nazareno Meneghelli, Benedetto Mantovani, Virgilio Chiappa, Annalisa Pegoraro, Zita Soardo, Gobbi Enzo, Gobbi Gino, Gelmino Meggiorini, Costantino Padovani, don Adriano Anselmi, Graziella Pellizzaro, Gino Perbellini, Adriano Carbon e Maria Gobbi, Maria Rossato, Oriella Vaiente, Italino Tinto.
Settembre 2009 Il curatore della mostra (nella foto, 1974)
Stefano M. Gobbi
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