|
Don Domenico Milanesi, arciprete di Tarmassia dal 1624 al 1659, ritrova nel Registro dei Battesimi un’antica polizza di acquisto della campana grossa e la trascrive. Il documento reca la data del 1575.
Già nel 1541 e, ancor prima, nel 1530, durante le sue visite pastorali, il vescovo Gian Matteo Giberti fra gli ordinata che impartisce vi è anche quello di erigere un campanile. Sempre nel 1541, ordina agli abitanti di Tarmassia radunati nella nuova chiesa di abbattere il vecchio campanile presso la vecchia chiesa di San Giorgio, in località Cà del Bosco (antiqua Talamasia). La località conserva ancora oggi l’appellativo di “prà del campanil”.
Si può affermare, pertanto, che il primo campanile fu costruito fra il 1541 e il 1575.
In un disegno di Lorenzo Giavarina del 6 marzo 1623 è rappresentato per la prima volta il campanile con la guglia appuntita e tre ordini di finestre sulla canna.
Una perizia statica sulla torre campanaria redatta il 15 agosto 1765 da alcuni muratori del luogo incaricati dall’arciprete e dagli abitanti di Tarmassia dà conto delle pessime condizioni di manutenzione del campanile, paventando il rischio di collasso della pigna e della cella entro la primavera successiva. Essi suggeriscono, anzichè un semplice restauro, l'immediata demolizione e ricostruzione. Il campanile attuale, pertanto, almeno nella sua parte superiore, potrebbe risalire all'anno 1765 o seguente, sebbene non sappiamo con certezza se fu dato corso ai lavori.
Il 5 aprile 1927 vengono installate le 6 nuove campane attuali (concerto Veronese) in sostituzione delle 5 vecchie ormai deteriorate. L’iniziativa è del parroco don Giuseppe Andreoli e del comitato preposto, presieduto da Chiavegato Bortolo. Il lavoro fu svolto dalla fonderia cav. Luigi Cavadini e Figlio in Verona. Il costo dell’operazione fu di £ 15.687,50.
Nel 1944 don Luigi Cavaliere installa sul campanile un cannocchiale e osserva i campi di aviazione di Bovolone e Sanguinetto, la linea ferroviaria Isola-Nogara e i movimenti su strada. Con un radio trasmettitore (che smonta ogni volta) comunica con le forze alleate e riceve i messaggi per missioni di sabotaggio e consegne di materiale ai partigiani . Da quella postazione dichiara di avere visto l’infame bombardamento del 28 gennaio 1944 sulla popolazione inerme di Isola della Scala.
Il campanile, prima dell’erezione della nuova sacrestia negli anni ‘50, era accessibile solo dall’esterno.
Negli anni ’70 sotto la reggenza di don Ferruccio Iseppato, viene restaurata la cella campanaria come risulta da una documentazione fotografica.
Negli anni ’80 sotto la reggenza di don Giuseppe Facci il concerto viene elettrificato.
Ecco alcune informazioni tecniche sulle campane:
|
Informazioni |
n° |
Nota |
Diametro(cm) |
Peso (Kg) |
Data e Fonditore |
|
249. TARMASSIA
S. Giorgio Martire 6 campane in FA 3 (calante)
manuale con doppio sistema, contrappesi Cavadini Classico
manuale con doppio sistema, contrappesi Cavadini Classico
|
1
2
3
4
5
6 |
FA 3
SOL 3
LA 3
SI b 3
DO 4
RE 4 |
102,2
90,9
81,0
76,3
67,5
59,9 |
570
400
285
240
165
115 |
1927 - Cavadini Achille ed Ettore, VR
“ “
“ “
“ “
“ “
“ “ |
L’11 gennaio 2009 sono state acquistate due nuove campane e si è arrivati a coprire l'intera scala musicale. Il vecchio concerto, in Fa calante, è stato restaurato con la sostituzione del telaio in ferro di sostegno, che risaliva al 1906. Le opere in bronzo sono state fuse dalla fonderia Allanconi di Bolzone di Ripalta Cremasca (Cremona) dopo uno studio sulle caratteristiche del vecchio concerto Cavadini.
Nell’estate del 2009, con il contributo del Comune e della Regione, si è provveduto al restauro conservativo del campanile, alla sua messa in sicurezza attraverso la chiusura con rete della cella campanaria, alla rimozione degli intonaci e alla sua tinteggiatura.
Il campanile misura in pianta circa 2,30x2,30 metri, aderente all'edificio della chiesa ma indipendente nelle sue strutture portanti.
|