Gli abitanti sollecitano interventi sulle due curve ad angolo retto Giovane automobilista racconta: «Sono salvo per una casualità».
Cinque anni di proteste e incidenti non hanno risolto il problema degli abitanti di via Tondello: la pericolosità del tratto della provinciale 24 che collega Isola e Tarmassia all’altezza della deviazione verso il cavalcavia sulla variante alla statale 12. Quella deviazione, necessaria per ultimare la tangenziale, ha tagliato in due il rettilineo di via Tondello, che dal 2006 è diventato un percorso tortuoso e pericoloso, ha due incroci assurdi con due bruttissime curve ad angolo retto (di per sé una contraddizione, dato che la curva per definizione non ha angoli ma una forma ad arco più o meno accentuato). L’incrocio verso Tarmassia è il più pericoloso: nonostante la segnaletica, le auto provenienti dalla frazione non seguono la curva, che non si vede, ma proseguono sul tracciato della vecchia strada, che è chiusa ma ancora indicata dalle mappe dei navigatori satellitari non aggiornati, e si scontrano spesso con le auto provenienti da Isola. Come è avvenuto nell’ultimo incidente in ordine di tempo, il terzo in una settimana, nel quale è rimasto coinvolto Davide Frisoni, 23 anni, che se l’è cavata con alcune costole scheggiate e il collare, oltre ai danni alla macchina. «L’auto che mi ha centrato veniva da Tarmassia», spiega, «e per fortuna non correva perché aveva a bordo una donna incinta con gravidanza a termine e un bambino di un anno dietro sul seggiolino. Lì è la strada che invita a tirare dritto». Giovanni Ongaro, che abita in prossimità dell’ incrocio al numero 67, dice: «Mi si gela il sangue tutte le volte che sento una frenata o un botto e vado fuori a vedere; sono tanti gli incidenti che succedono, ma tanti anche quelli mancati: ho visto l’autista di un bilico fare una frenata che lo ha costretto ad aggrapparsi al volante per evitare un auto». Secondo Paolo Ongaro: «La segnaletica evidentemente è insufficiente. Tutti quelli che abitano qui, pur conoscendo bene la strada hanno rischiato un incidente. Gli amministratori comunali contattati hanno fatto solo promesse. Un anno fa il sindaco (Giovanni Miozzi, ndr) aveva dato ragione ai residenti e rimandato la responsabilità e la possibilità di intervenire alla Provincia. Adesso in Provincia c’è lui». Stefano Giarola, che abita di fronte all’incrocio e raccoglie i cocci dopo gli incidenti, aggiunge: «Ogni volta che un’auto esce di strada abbatte i pini della recinzione della mia casa, che adesso con tutto l’olio e il liquido delle batterie delle auto uscite di strada, stanno morendo. Era meglio quando all’incrocio c’erano tre stop, tutti erano costretti a fermarsi e c’erano meno incidenti». Con le proteste i residenti hanno ottenuto negli anni la sostituzione dei guardrail troppo alti e il miglioramento dell’illuminazione. Ma la strada è rimasta pericolosa. Miozzi conosce bene il problema, del quale è stato investito quando era assessore comunale ai Lavori pubblici e poi quando è diventato sindaco. In questa veste nel gennaio 2009 aveva chiesto alla Provincia di intervenire, e ora come presidente della Provincia assicura: «La soluzione del problema è stata una delle priorità dell’amministrazione provinciale; nel piano triennale delle opere pubbliche è prevista per il 2010 una bretella di collegamento tra la provinciale 21 e la 24, che eviterà il passaggio da via Tondello. Con il bilancio approvato a dicembre è stata finanziata e sono iniziate le procedure per l’affidamento dei progetti. Per sollecitare la progettazione è stata mandata una relazione con i 24 incidenti dell’ultimo anno». E a proposito dei tre stop dice: «Come Comune stiamo valutando la possibilità di ricollocarli».
fonte: L'Arena di Verona Mercoledì 03 Marzo 2010 PROVINCIA, pagina 31
Una delle due curve ad angolo retto in via Tondello FOTO PECORA
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