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tarmassia.it

Ultimo giorno di ambulatorio, dalla prossima settimana non ci sarà più il dottore

Il medico va in pensione Tarmassia senza assistenza

Mariella Falduto

Il medico va in pensione Tarmassia senza assistenza

Gli abitanti della frazione hanno raccolto già 500 firme per chiedere che il servizio venga subito riassegnato.

L’ambulatorio medico del dottor Pomari apre due volte la settimana ed è sempre pieno ...
«Non vogliamo e non possiamo perdere l’ambulatorio del medico di base». Gli abitanti di tarmassia si dicono preoccupati, delusi e arrabbiati: l’unico medico di medicina generale nella frazione, il dottor Gaetano Pomari, ieri ha aperto l’ambulatorio per l’ultima volta perché a partire da giugno sarà in pensione. In molti temono di perdere un servizio essenziale. «Siamo preoccupati», spiegano, «perché abbiamo saputo che il medico incaricato della sostituzione ha accettato di andare a Pellegrina (Pomari ha un ambulatorio in entrambe le frazioni, ndr) ma non di venire anche qui».
Per questo gli abitanti hanno pensato di darsi da fare e di sottoscrivere una richiesta per continuare ad avere il medico di base. «Abbiamo raccolto subito 500 firme», dice Carla Moretto, promotrice dell’iniziativa, «ci siamo attivati perché non è giusto che restiamo senza dottore, a Tarmassia vivono quasi mille persone, ci sono molti anziani che hanno difficoltà a spostarsi e non ci sono mezzi pubblici durante il giorno, passano soltanto i pullman per gli studenti che vanno e vengono da Verona».
I residenti sottolinenao come la presenza del medico due volte la settimana, il mercoledì pomeriggio e il venerdì mattina, sia uno dei pochi servizi offerti alla frazione, dove già mancano la posta, la farmacia, la banca e perfino uno sportello bancomat. Ci sono solo un negozio di alimentari e due bar, resistono la scuola materna e quella elementare. Una volta c’erano il distributore di benzina, l’officina meccanica e, per un paio d’anni, anche il dentista, ma ora non ci sono più. «Perdere il medico sarebbe la morte della frazione», afferma Luciano Mantovani, ex carrozziere, «ci sentiamo abbandonati, cittadini di serie B, anche se paghiamo le tasse come tutti. Per qualsiasi cosa dobbiamo andare a Isola o a Bovolone. Qui l’ambulatorio è sempre pieno, e la cosa mi riguarda anche personalmente, perché in famiglia siamo in una situazione critica, mia moglie ha avuto un’ emorragia cerebrale un anno fa ed è cerebrolesa, io sono cardiopatico, non possiamo rimanere senza dottore». Idea con cui concordano Annamaria Padovani, Luciano Rizzi, Sandra Bellotti e Gina Leardini, che considerano vergognosa l’eventualità di restare senza medico; e Oriella Vaiente, che dice: «Chiediamo il medico due mezze giornate la settimana, almeno questa comodità». Per Clara Bulbarelli, 72 anni, non si tratta di comodità, ma di necessità: «Sono vedova, vivo sola e ho avuto un infarto», dice, «mi serve il dottore qui, altrimenti dovrei andare fino a Isola, ma non ho la macchina né la patente, non saprei come fare». La petizione per il medico, che tutti dicono di avere sottoscritto volentieri, è stata consegnata all’assessore alla sanità e ai servizi sociali Paola Perobelli, che abita a Tarmassia, e che si è fatta portavoce della richiesta degli abitanti: «Ho avuto un incontro con i responsabili dell’ Ulss 22», riferisce, «ho riferito della raccolta di firme e detto che ci sarebbe un medico di Erbè disposto ad accettare l’incarico, ma mi hanno risposto che non è possibile perché è fuori ambito. Comunque il Comune si sta attivando con la parrocchia per trovare una soluzione». La soluzione potrebbe essere quella di mettere a disposizione un nuovo ambulatorio, dato che quello di via XXV Aprile richiederebbe interventi di sistemazione.

fonte: L'Arena, sabato 29 Maggio 2010 - PROVINCIA, pagina 33


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