Don Luigi Cavaliere è stato un esempio cristallino di valori umani e cristiani. Tarmassia online, nel proporre la seguente biografia, promuove l'iniziativa per l'intitolazione dell'oratorio e del teatro da lui fondati alla sua memoria.
1913, giugno 10: A Vestenanova, in località Barco, nasce Luigi Cavaliere. Ultimo di 4 fratelli e due sorelle. La madre Filomena lo seguirà a Tarmassia dove morirà. La famiglia possiede una casa e una grande stalla con diversi pascoli e appezzamenti di terreno. 1920 circa: La famiglia lascia Vestenanova dove vende le proprietà e si trasferisce a Minerbe, in frazione S.Zenone, dove acquistano una corte e un piccolo podere. Luigi trascorre alcuni anni della sua gioventù prima di entrare in seminario. 1939, aprile 16: Riceve l’ordinazione sacerdotale da mons. Cardinale. 1939: Viene assegnato alla parrocchia di Tarmassia come Vicario Cooperatore. Parroco pro-tempore era a quel tempo don Giuseppe Andreoli che versava in cattive condizioni di salute. 1943, settembre: Dopo l'armistizio, nasconde presso le famiglie di Tarmassia 62 soldati inglesi, dopo che furono sciolti i Campi di lavoro di Casalbergo e Seren. Solo 30 di questi si salvarono dalla cattura; egli stesso li consegnò alle forze armate di liberazione al termine del conflitto. Gli altri furono catturati dalle Brigate Nere e deportati. 1944, gennaio: Il prof. Perucci, capo della missione RYE e riparato nella vicina canonica di Caselle, gli chiede di collaborare e lui accetta a patto che gli venisse data una rivoltella per difendersi. La canonica di Tarmassia diviene la sede operativa della missione RYE pianura, capitanata dal tenente Agostino Barbieri.Alla fine del conflitto bellico don Luigi sarà riconosciuto come uno dei più attivi partigiani della zona. 1944, febbraio 20: Su sua richiesta, gli viene rilasciato un lasciapassare dalla polizia investigativa tedesca, a titolo di gratitudine per la collaborazione nel reclutamento di civili per lo sgombero della linea Legnago-Isola, bombardata. La collaborazione, fu prestata per evitare che il paese fosse bruciato, come il Maggiore tedesco aveva già fatto numerose volte altrove. Il lasciapassare fu utilizzato da don Cavaliere per spostarsi liberamente in bicicletta e trasmettere le informazioni della Resistenza presso le parrocchie vicine di Salizzole, Bovolone, Isola della Scala e Villafranca. 1944-45: Con un cannocchiale sul campanile, osserva i campi di aviazione di Bovolone e Sanguinetto, la linea ferroviaria Isola-Nogara e i movimenti su strada. Con un radio trasmettitore (che smonta ogni volta) comunica con le forze alleate e riceve i messaggi per missioni di sabotaggio e consegne di materiale ai partigiani (soprattutto armi presso la località Ponte Rosso della Gabbia o al Boschetto di Villafontana). 1944: Don Cavaliere si oppone al bombardamento alleato di Villa Guarienti per preservare la villa, la chiesa e l’intero paese di Tarmassia. Era infatti presente a Tarmassia, sotto false vesti, un pericoloso Maggiore della polizia nazista (se ne succedettero ben 4 maggiori, soprannominati con nomignoli - Beethoven, Pinocchio, il Matto, ecc). 1944: Salva dal bombardamento alleato il viale della stazione, l’ospedale, la chiesa e tutto il centro di Isola della Scala opponendosi alla comunicazione agli alleati della presenza, sotto gli alberi dell’attuale viale Ungheria, di una decina di carriarmati nazisti. Gli stessi furono bombardati in aperta campagna il giorno seguente, su segnalazione dello stesso don Cavaliere. 1944, inizi di novembre: Ernesto de Salvador, detto Giglione, inviato dal Perucci, tiene nella canonica di Tarmassia un corso di sabotaggio per una settimana, insieme a tutti i membri della RYE pianura. Don Luigi riesce a coprire ogni sospetto proveniente dal vicinissimo comando delle S.S. stanziate presso Villa Guarienti. I frutti del corso si ebbero nel giro di poco tempo: oltre 5 ponti saltarono a Verona e diversi scambi ferroviari della linea Modena Brennero. 1944, novembre 22: Sfugge alla cattura dei nazifascisti perchè fortunatamente fuori casa per visitare un ammalato; avvertito, corre ad avvisare i fratelli Corrà, ma invano; tutti i membri della missione RYE e del C.N.L. di Isola a causa di una delazione (non si seppe mai in che modo) vengono catturati e portati in villa Guarienti, interrogati e torturati per una notte; poi, quasi tutti deportati in Germania nei campi di sterminio. Viene organizzato un piano di fuga dei prigionieri a Verona dove erano carcerati in attesa della deportazione; una interprete tedesca, vicina alla RYE, avrebbe dovuto aiutarli, ma fu trasferita improvvisamente e il piano saltò. 1945, aprile 23: Disarma e fa mettere in isolamento presso le scuole elementari un’intera compagnia di soldati della Wehrmacht fino all’arrivo delle forze di liberazione. 1945, aprile 24: Passano le forze alleate inglesi da Tarmassia alle quali consegna i prigionieri tedeschi e i soldati alleati rifugiati presso le famiglie. Presso l'attuale via Albino Luciani, viene costruito un campo di concentramento provvisorio per i materiali bellici e i prigionieri. 1954: Fa costruire il teatro patronale S.Giorgio e le aule di catechismo (le scolete); all'interno vengono proiettati i primi cinema e accesa la televisione. 1957: Diventa arciprete di Tarmassia, in seguito alla morte di don Andreoli. 1952: In occasione della visita pastorale di mons. Cardinale, tre quarti della popolazione di Tarmassia era iscritta all’Azione Cattolica e all’oratorio maschile e femminile. 1957: Mons. Urbani, vescovo di Verona, decide di nominarlo parroco vicario foraneo a Nogara. Nella sua permanenza a Nogara costruisce la chiesa nuova, la canonica, l’oratorio Don Bosco. Quando se ne andrà, avrà pagato tutto. Durante questi anni fa consegnare le ultime armi rimaste nel solaio della canonica di Tarmassia alle forze dell'ordine. 1971: Lascia definitivamente la cura d'anime e, obbedendo alle direttive del Vescovo, diventa Canonico del Capitolo della Cattedrale, acquisendo il titolo di monsignore. Mons. Carraro, che lo chiamerà a presiedere l’Ufficio Nuove Chiese della diocesi. 1975: Viene nominato economo della Curia vescovile, incarico che svolgerà con diligenza e estema cura come da sua indole; incarico lasciato solo nel 1986. 1989, aprile 16: Nella parrocchiale di Minerbe celebra la santa Messa in occasione del 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, evento che ripeterà a Tarmassia e a Nogara. 1994: Rilascia al giornale L'Arena la sua verità sul triste bombardamento del 10 gennaio 1944 che colpì la popolazione civile di Isola della Scala, attribuendo le responsabilità alle forze d'occupazione tedesca e non a quelle alleate. 1998, gennaio 9: Muore a Verona all’età di 84 anni. Viene sepolto nel paese natale di Vestenanova, nella cappella del cimitero.
Aggiornato il 25/09/2008. Disponibile su richiesta il video: Don Luigi Cavaliere e la missione RYE a Tarmassia, realizzato in occasione della sagra della BVM Addolorata, settembre 2008 a cura di Tarmassia online.
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