L’Archeoclub di Legnago in collaborazione con il Rotary e il Lions e con il patrocinio dell’Ufficio nazionale per i beni ecclesiastici della Conferenza episcopale italiana, promuove per oggi la settima giornata nazionale «Chiese aperte». L’iniziativa punta a far conoscere il patrimonio degli edifici sacri che sono poco noti al pubblico o che sono per la maggior parte dell’anno chiusi ai fedeli e laddove se ne ravvisi la necessità, sensibilizzarne il recupero. Le quattro chiese che costituiscono l’itinerario artistico e religioso di quest’anno sono: la chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo a Bonavicina, la chiesa di Santa Caterina al Borgo di Bonavicina, l’oratorio di Sant’Antonio al Casalino di Isola Rizza e la chiesa parrocchiale di San Giorgio a Tarmassia di Isola della Scala. L’orario delle visite è dalle 15 alle 18.30. A guidare i visitatori alla scoperta di questi templi, ci saranno gli storici Remo Scola Gagliardi e Bruno Chiappa. Risale ai primi del Trecento la costruzione della chiesa di San Giacomo nel feudo di Malavicina, oggi Bonavicina, dei possidenti De Broilo. Nel Cinquecento la chiesa è qualificata come parrocchiale gestita da un rettore. A partire dal 1530 San Filippo fu affiancato a San Giacomo. Tra il 1732 e il 1761 l’edificio fu ricostruito secondo le forme attuali e consacrato nel 1765. L’interno della chiesa a unica navata, contiene alcune opere di un certo interesse: la pala raffigurante i patroni Filippo e Giacomo è opera della prima metà del Settecento attribuita a Pietro Rotari, mentre la pala con S. Francesco di Paola, San Luigi Gonzaga e Sant’Irene è stata eseguita dal pittore veronese Saverio Dalla Rosa nel 1777. Si suppone che la chiesa di Santa Caterina al Borgo di Bonavicina sia stata costruita dal patrizio Lorenzo Loredan di San Canciano che nel 1442 acquistò le proprietà confiscate alla famiglia Dal Verme. Nel 1526 è indicata come chiesa parrocchiale dipendente dalla pieve di Bovolone e condotta da un rettore nominato dalla famiglia Loredan. La chiesa subì un intervento di ristrutturazione nella seconda metà del Settecento e fu consacrata nuovamente nel 1777. Nel catino dell’abside è posta la tela che raffigura una Madonna con Bambino, Santa Lucia e Santa Caterina da Siena, opera attribuita alla scuola del Brusasorzi. Al centro della chiesa ci sono due pale di Michelangelo Prunati: una datata 1731 rappresenta la Madonna con Bambino e i Santi Antonio da Padova e Bartolomeo apostolo; l’altra raffigura la Resurrezione di Gesù. In sacrestia si conserva una tela seicentesca con dipinto San Carlo Borromeo. Già nel Cinquecento la famiglia Miniscalchi era insediata nel Casalino di Isola Porcarizza, ma è probabile che abbiano eretto l’oratorio privato di Sant’Antonio a uso pubblico, solo nella seconda metà del Seicento. In una iscrizione dedicatoria posta alla sommità dell’altare, si legge infatti la data 1680. Oggi l’edificio incluso tra i beni della parrocchia di Bonavicina, si trova in stato di abbandono: una parte del tetto è crollato, i tufi del portale e delle finestre sono rovinati, l’altare intarsiato con marmi policromi presenta una frattura. Purtroppo la tela che si trovava sopra l’altare, raffigurante la Madonna con Bambino, una Santa e Sant’Antonio da Padova, è scomparsa. Tarmassia conobbe nei secoli una progressiva migrazione degli insediamenti abitativi dalla villa originale (XII secolo) sulla destra del Menaghetto, verso ovest in luoghi più asciutti. Il trasferimento anche della chiesa avvenne durante la reggenza della diocesi veronese del vescovo Gian Matteo Giberti: nel corso della visita pastorale del 1530, il Giberti sostò nella vecchia chiesa prima di andare in quella nuova. La chiesa di San Giorgio può vantare un patrimonio artistico di grande interesse. La pala dell’altare maggiore con il martirio di San Giorgio attribuita ai fiamminghi Meves, fu sostituita nel 1824 da quella con San Giorgio a cavallo dipinta da Agostino Ugolini. A metà della navata ci sono due pale d’altare di notevoli dimensioni: la Visitazione della Vergine a Santa Elisabetta datata 1601 e firmata da Paolo Farinati; la Madonna in Gloria coi Santi Francesco d’Assisi, Domenico, Caterina, Antonio da Padova, Bonaventura, Giacinto, Francesco di Paola e Giovanni Battista di Felice Brusasorzi, che la firmò Felix Br, deve essere collocata dopo il 1594, anno della canonizzazione di San Giacinto. P.S. L'articolo contiene un'inesattezza: la pala del titolare non fu sostituita bensì ne è stata mutata l'attribuzione. E' possibile che prima di questa ve ne fosse un'altra, ora scomparsa. Dopo la visita guidata alla chiesa, l'iniziativa si è conclusa presso Villa Guarienti con un sontuoso buffet.
Tarmassiaonline e il suo staff ringraziano l'Archeoclub di Legnago, il Rotary ed il Lions per la piacevole visita organizzata nel nostro paese. Lì, 04.05.03
P.S. L'articolo contiene un'inesattezza: la pala del titolare non fu sostituita bensì ne è stata mutata l'attribuzione. E' possibile che prima di questa ve ne fosse un'altra, ora scomparsa. Dopo la visita guidata alla chiesa, l'iniziativa si è conclusa presso Villa Guarienti con un sontuoso buffet.
Tarmassiaonline e il suo staff ringraziano l'Archeoclub di Legnago, il Rotary ed il Lions per la piacevole visita organizzata nel nostro paese. Lì, 04.05.03
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