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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
Buonasera, sto cercando foto relative al Tarmassia calcio della stagione 1999-2000 o forse 1998-99. L'annata dei ragazzi era 1989 categoria pulcini. Sarei grato a chi me le inviasse. a: info@tarmassia.it Cordiali saluti.
muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Tavola 3: Risorse del paesaggio

1999, 20 ottobre - Piano d'Area Quadrante Europa

Regione Veneto

1999, 20 ottobre - Piano d'Area Quadrante Europa


Tarmassia ricade, anche se marginalmente, nel piano regionale denominato Area Quadrante Europa (PAQE). Viene qui proposto un estratto della tavola n. 3 avente ad oggetto le risorse del paesaggio. In evidenza, il paleoalveo dell'Adige (colore azzurro: le attuali Valle di Tarmassia e Valle del Menago), l'ambito di interesse paesistico-ambientale (colore verde: l'attuale Dosso di Campolongo), la zona urbanizzata di Tarmassia (giallo, con quadrato rosso indicante centro storico), la zona artigianale-industriale di Tarmassia e Bovolone (viola), in rosso i confini del PAQE.
Estratto delle Norme Tecniche del Piano 3 - Contenuti ed obiettivi del Piano di Area Quadrante Europa Il Piano di Area Quadrante Europa interessa l’area metropolitana di Verona. Si tratta di un ampio e complesso sistema insediativo, che comprende 22 Comuni e circa 450.000 abitanti, posto all’incrocio del fascio infrastrutturale che si sviluppa in direzione nord - sud (Brennero - Bologna) e in direzione est - ovest (Torino - Venezia). E’ un’area strategica sia sotto l’aspetto infrastrutturale che sotto quello produttivo, in quanto elemento di continuità con la Lombardia, 1’Emilia-Romagna e con il Nord-Est, cioè con il territorio che ospita il massimo sistema produttivo nazionale. Tutto il territorio, ad eccezione delle aree più a sud che mantengono caratteri più spiccatamente agricoli, è stato interessato da un notevole processo di urbanizzazione diffusa che ha accolto il decentramento residenziale ed industriale di Verona. Le aree centrali sono fortemente terziarizzate mentre le attività produttive tradizionali e le attività della grande distribuzione sono collocate nei comuni di prima cintura. In sintesi la zona a sud risulta marginale, mentre la zona ad ovest e le aree a ridosso di Verona sono sovrasviluppate rispetto alla capacità insediativa ed alle caratteristiche del territorio. La base economica e produttiva dell’area veronese si è incentrata inizialmente sulle funzioni di interscambio alla quale si sono successivamente affiancate le funzioni fieristiche, alcune importanti iniziative industriali e più recentemente l’Università. Inoltre la presenza di importanti monumenti, la ricca dotazione museale, la vicinanza con il lago di Garda e con i Monti Lessini fanno del territorio veronese un importante centro di attrazione turistica. Per continuare a svilupparsi 1’area metropolitana ha però bisogno di rafforzare e riorganizzare alcune delle proprie funzioni, in particolare: la struttura fieristica, le infrastrutture ferroviarie ed autostradali e 1’aereoporto; ma deve altresì ripensare al ruolo di alcuni importanti ambiti urbani, che hanno perso la loro funzione o comunque che abbisognano di interventi di ristrutturazione e riqualificazione e dare 1’avvio alla realizzazione di alcuni importanti nuovi interventi su aree strategiche. Il Piano di Area, che in questo caso si configura come un vero e proprio Piano Struttura, attraverso una complessa struttura di direttive ai Comuni, di vincoli e prescrizioni, individua le grandi aree produttive e terziarie, le aree per i servizi e i grandi sistemi infrastrutturali, e propone un nuovo disegno della città che si concretizza con la realizzazione delle seguenti previsioni: La riorganizzazione del casello di Verona Sud, principale elemento di connessione territoriale sul quale convergono il sistema autostradale, ferroviario e dell’alta velocità e principale porta di accesso alla citt?. Tale progetto, denominato dal PdA "Magnete", prevede la realizzazione di un insieme coordinato di opere infrastrutturali e stabilisce ed organizza le funzioni metropolitane che su tale ambito possono trovare giusta ubicazione; L’individuazione del più importante asse viario di penetrazione al centro della città, denominato "Cardo Massimo", che collega la città con il Magnete e con l’aeroporto, per il quale definisce il ruolo e le funzioni, l’individuazione delle porte secondarie di accesso alla città; Il riuso di un enorme "vuoto urbano", denominato Polis-Paradeisos, costituito dallo scalo ferroviario dismesso. Si tratta di un'area di 1.500.000 mq su cui insistono 103 binari attualmente non in uso, in cui il PdA prevede la realizzazione di una grande zona terziaria e residenziale di alta qualità urbanistica in grado di separare le funzioni produttive poste a sud dal centro della città; La riorganizzazione funzionale e l’ampliamento dell’Interporto Quadrante Europa; una struttura complessa, posta all’incrocio dei grandi assi autostradali che si estende su di una superficie di oltre 2.200.000 mq; La realizzazione del Parco Tecnologico posto a cavallo tra l’Università e il contesto produttivo veronese. Inoltre il PdA individua e detta direttive e norme in merito ad alcuni "luoghi centrali" che sono considerati di particolare importanza per 1’immagine della città, in quanto legati alla sua storia e alla sua memoria, e detta prescrizioni e vincoli in merito al sistema paesaggistico ed ambientale, al fine di salvaguardare le aree di maggior pregio, individuando anche le aree che presentano i maggiori carichi di inquinamento dell’aria e che pertanto richiedono interventi di mitigazione. II Piano di Area, pur demandando ai Comuni la realizzazione degli interventi, individua "lo scheletro" di quella che sarà la Grande Verona del 2000. Il piano è stato approvato in Ottobre del 1999 e spetta ai Comuni ora passare all’azione ed adeguare i propri PRG alle previsioni del PdA, secondo una prassi ormai collaudata che prevede però il coordinamento costante della Regione. Il Piano di Area Quadrante Europa è costituito dai seguenti elaborati: Relazione; Elaborati grafici di progetto: - tavv. 1A e 1B, Sistema relazionale e luoghi dell'innovazione (1:50000), - tavv. 2A e 2B, Ecosistema (1:50000), - tavv. 3A e 3B, Risorse del paesaggio (1:50000); Norme Tecniche di Attuazione; Elenco dei giardini storici, dei centri storici, dei manufatti di archeologia industriale e di interesse storico.
Fonte: Segreteria Regionale per il Territorio A cura di Stefano Gobbi


Vedi anche:
 (Storia -> Corti rurali) "Corte dominicale Nogarola-Mocenigo a Campolongo"
 (Notizie -> Articolo di testa) "Il Parco del Dosso di Campolongo"

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