|
|
1996 - Contributo alla storia del Menago - Le Bocche
Pier Giovanni Tenchella
|
1. LE BOCCHE
Le bocche erano delle aperture, solitamente strutturate in pietra e cotto, costruite per la derivazione dell’acqua del fiume destinata all’irrigazione dei fondi. Una seriola portava l’acqua ai vari appezzamenti in quantità corrispondente a quella che era stata precedentemente stabilita nella concessione. Dalle mappe di Panfilo Piazzola (1570), Cristoforo Sorte (1589), Francesco Gallese (1586), Gio Batta Dante (1644), Antonio Gornizai (1709), Francesco Pellicano (1767) e altri, si può natare come, talvolta, le seriole dovessero scorrere sopra altri canali, oppure passare sotto i medesimi attraverso "tombe" o "botti" sotterranee. Procedendo dalle sorgenti del nostro fiume, consideriamo quelle che, nei documenti di investitura, risultano essere le più antiche derivazioni d'acqua, a scopo irriguo, nella valle del Menago.
(omissis)
d. Irrigazione delle risaie del fondo "El Culà" (presso Campolongo) - pertinenze di Bovolone - bocca Cappella: costruita sulla destra del fiume presso il mulino di Villafontana, essa dà origine alla seriola Cappella. In data 10 settembre 1572, il conte Alessandro Cappella, con una supplica ai Provveditori sopra i Beni Inculti, chiese l'approvazione di un progetto di cui riportimao le linee essenziali:
"... nella Pertinenza della Fregazola Territorio Veronese certa pocca Acqua in un loco nominato il Prà della Gesiola di rason di Missier Ieronimo Trentin che confina con il Campo Marzo luogo di Missier Augustino Campagna, e detta pocca Acqua , ove nasce, si disperde con maleffitio delli predetti, perciocchè gli inonda i suoi fondi vicini... mi ho voluto riverentemente supplicar le Signorie Vostre Eccelentissime, che si degnino concedermi licenza di poter cavar nel loco predetto a torno, a torno, e investirmi di quella quantità d'acqua, o pocca o assai, che sarà a mio comodo ... imtendo per rason del vero, farla derivar poco de sotto dal Principio del Fiume Menago, e da detto Fiume cavar poi detta Acqua di sotto al molin di Villa Fontana da rason de Aslessandro Cuin e menarla alli soi luoghi, quali intendo metter a Risara, e dove volevo scolar esse Acque nel Menaghetto..." (Archivio Comunale di Bovolone, Calto B, Proc. LXVI).
L'anno successivo a tale supplica, in data 11 febbraio 1573, il Conte Alessandro Capella ottenne l'investitura nella quale gli veniva concesso di dderivare due quadretti d'acqua, da una bocca costruita "di sotto al molin de Villa Fontana" e, tramite una seriola, portarla fino al fondo di sua proprietà, denominata "el Culà".
Pier Giovanni Tenchella, “Contributo alla storia del Menago e del suo territorio”, pagg. 107-109, 1996, Bovolone (VR)
Pubblicato a cura dell'Amministrazione Comunale di Bovolone
|
|
Vedi anche:
|
|
|
Torna indietro |
|