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muro Foto Tarmassia Calcio 1999-2000
di F.G. - 17:55 (09/01/2017)
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muro wipiyior
di Johne52 - 09:55 (27/09/2016)
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muro SOS foto sagra
di Stefano - 22:09 (29/06/2016)
Stiamo cercando foto della sagra di Tarmassia (anni '60-'70-'80-'90) per una mostra a settembre. Saremo grati a chi ce le inviasse a: info@tarmassia.it. Grazie!
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Cenni storici sulla famiglia patrizia veneziana

1992 - I Mocenigo di S.Samuele

Remo Scola Gagliardi

1992 - I Mocenigo di S.Samuele

I Mocenigo, una delle più illustri famiglie patrizie veneziane,si trasferirono in quella città, dopo aver abbandonato Aquileja, nel 1978, sotto il dogado di Vital Candian.
Non è questa la sede per ripercorrere le gesta militari compiute da vari membri della famiglia sia contro i Genovesi che contro i Turchi e che nobilitarono il casato durante il lungo periodo in cui esso fu protagonista della vita pubblica veneziana; ricorderemo solo che del 1383 al 1778 i Mocenigo ebbero ventitrè Procuratori di S.Marco e sette Dogi. Il primo a rivestire la massima carica dello stato fu Tomaso nel 1414 e l'ultimo Alvise Mocenigo IV nel 1763.
Dal primitivo nucleo originarono 13 fuochi Mocenigo dei quali solo uno orientò i propri interessi economici verso il territorio veronese, cioè quello residente nella contrada di S.Samuele; in realtà non si tratta di un solo fuoco ma di due perchè all'inizio del Cinquecento, i Mocenigo di S.Samuele si divisero in due rami: uno capeggiato da Pietro, andò ad insediarsi nell'antica dimora di famiglia, cioè nel palazzo posta più a sud prospiciente la calle omonima, e prese per questo il nome di ramo di "Casa Vecchia"; il secondo, intestato a Zuanne, occupò l'estremità settentrionale delle case Mocenigo disposte lungo il Canal Grande, cioè nel luogo dove, di lì a qualche anno, sarebbe sorto un nuovo palazzo di forme manieristiche. Tale ramo prese il nome di "Casa Nuova".

MOCENIGO DI S.SAMUELE RAMO "CASA NUOVA"

Alvise, figlio del capostipite Zuanne, nel 1579 eresse il nuovo palazzo in forme che ricordano il gusto di Alessandro Vittoria. Più tardi il palazzo di Casa Nuova venne collegato a quello di Casa Vecchia con una vasta costruzione mediana ad opera dei Mocenigo Casa Nuova, che si trovarono così ad avere tre dei quattro palazzi Mocenigo affacciati sul Canal Grande a S.Samuele. In queste lussuose residenze furono ospitati Tommaso Moro e più tardi il poeta inglese lord Byron (6).
Alvise IV, filgio di Alvise I, nel 1740 possedeva uno dei più cospicui patrimoni immobiliari di Venezia.

(omissis)

La proprietà fondiaria di Alvise IV ammontava a c. 7272 divisa in 84 tenute e distribuita in cinque province venete e nel Friuli.
Egli possedeva 2500 campi nel veronese, maggiormente concentrati a Bovolone (c. 798), Castagnaro (c. 795)e Villabona (c. 757); c. 2287 nel padovano, specialmente nelle Valli Mocenighe (c. 794) a Cà Baldo (c. 683) e ad Abano (c. 401); 859 campi "comunali" nel Friuli; 667 campi nel trevigiano; 537 campi nel territorio di Rovigo alla Boara; e infine c .425 nel vicentino. A questi vanno aggiunti otto "Boschi sotto Tencarolla nelli monti Euganei territorio padovano, nominati : Le Giarole Bianche, le Crivellare, Mont'Alto, le Fontanelle, la Castagnara, la Calegara e le Rase, li quali si fano tagliar ogni anni sei uno, si può cavar un anno con l'altro d. 28"(7).
Purtroppo non ci è dato conoscere la rendita esatta di tale patrimonio in quanto le entrate dei fondi rustici furono denunciate in natura. Comunque se consideriamo che le entrate da affitti e livelli ammontavano a d. 7620 (rendevano d. 1338 solo le case e botteghe di Venezia) e se valutiamo la rendita dominicale dei terreni coltivabili mediamente un ducato al campo, possiamo con buona approssimazione affermare che la rendita complessiva di Alvise Mocenigo IV si aggirava sui 15.000 ducati annui.
Poi la fortuna economica dei Mocenigo di S.Samuele andò declinando e sul finire del secolo cedettero tutte le tenute di Bovolone al conte Giovanni Battista Salvi (8). Si trattava della tenuta di Campolongo di c. 249 che i Mocenigo avevano acquistato da Bailardino Nogarola il 13 novembre 1713 e del lotto di beni acquisiti dalla Santa Casa di Pietà di Verona il 17 ottobre 1712; tale lotto comprendeva la casa padronale in piazza a Bovolone detta "il Castello", i fondi le Merle di c. 178, le Cà Borzelle di c. 70, il Piaton di c. 132, i Baldoni di c. 69 e il Gaion di c. 100. In tutto vi erano compresi 207 campi di risaia, 157 a Campolongo e 50 al Piaton.


6. G.Tassini, "Curiosità Veneziane", Venezia, 1915, pagg. 423-424
7. ASVe,"X Savi alle Decime", Redecima 1740, b. 314, c. 368 e b. 316, c. 944.
8. ASVe, Catasto Napoleonico, Bovolone, somm. 453.

Remo Scola Gagliardi

"Le corti rurali tra Menago e Tregnon dal XV al XIX secolo", Banca Agricola Popolare di Cerea, 1992, p. 114-115


Vedi anche:
 (Storia -> Corti rurali) "Corte dominicale Nogarola-Mocenigo a Campolongo"

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