SANGUE SUL PONTE DI MONTEBELLO (a pag. 34)
Ecco Salizzole, signoreggiata dalla torre con la Chiesa un po’ fuori mano. Negli ultimi mesi del 1943 una processione di ex prigionieri passa dalla Canonica di don Angelo Righetti (14), un sacerdote rustico nell’aspetto, ma dal cuore grande, pieno di salute e di illimitato coraggio. Pastore intraprendente, egli trova aperte tutte le porte dei parrocchiani. I salizzonesi (sic), pungolati dallo zelo del pastore, gareggiano nell’ospitare dei poveri infelici. A Bovolone fa altrettanto il giovane e dinamico curato, don Angelo Siviero (15) al quale è impossibile negare un piacere. La gara entusiasma le famiglie del vicino paese di Tarmassia. Don Luigi Cavaliere (16) nasconde 62 inglesi in altrettante famiglie, contente di tenerli con se’ per tutta la durata delle ostilità. Peccato che un fascista di Tarmassia scopra un giorno parte della benefica organizzazione e faccia mettere le mani su 32 inglesi, che finiranno in uno dei tanti campi di sterminio in Germania.
(omissis) (14) Don Angelo Righetti nasce a Cerea il 28 marzo 1909. Fa il Vicario Cooperatore a Nogara (1933-39); poi viene promosso parroco di Campalano (1939-41) e quindi di Salizzole, ove rimane fino al 1975. (15) Don Angelo Siviero è figlio di Vestenanuova (28 maggio 1916). Ordinato sacerdote il 28 giugno 1942, viene inviato quale Vicario Cooperatore a Bovolone, ove rimanefino al 1943; viene eletto parroco di Bolca (1954-1969) e quindi viene trasferito come parroco a S.Pietro di Morubio. (16) Anche don Luigi Cavaliere nasce a Vestenanuova (10 giugno 1913). Riceve l’ordinazione sacerdotale il 16 aprile 1939. viene assegnato a Tarmassia prima come Vicario Cooperatore (1939-49) e quindi come parroco (1949-57). Nel 1957 i Superiori lo nominano arciprete di Nogara. Nel 1971 lascia la Parrocchia e diventa Canonico del Capitolo della Cattedrale.
AL LAVORO (a pag. 62) La Villa Guarienti di Tarmassia nei primi mesi del 1944 diventa la sede della Polizia Investigativa Tedesca.
Brutta compagnia!… eppure i contatti tra quella e don Luigi Cavaliere sono quasi quotidiani. Un giorno il comandante gli rilascia un eccezionale lasciapassare, che concede a don Luigi la più ampia libertà di movimento. Tanta che per una settimana ospita in canonica un corso di sabotaggio, concordato dalla R.Y.E. con la Missione Icaro e diretto da “Giglione”, Ernesto De Salvador. Una sera il comandante tedesco è lì sulla strada e chiacchiera con don Luigi. Lo sguardo del tedesco osserva attraverso la finestra 9 giovanotti in cucina e commenta: “Troppi giovani per casa, Pastore!”. “Niente paura, comandante” gli ribatte don Luigi; “preparano una sagra”. E che sagra!… L’11 settembre 1944 con una carica di 20 kg di plastico salta in aria il ponte sul Tartaro (linea ferroviaria Nogara-Mantova). Il 16 settembre un tratto della linea ferroviaria Vicenza-Verona in località “Lobbia”. Il 21 settembre il ponte ferroviario in cemento armato sul canale Giuliani. Il 30 settembre il ponte in ferro della linea ferroviaria Grisignano di Zocco-Ostiglia. Il 18 ottobre i 4 scambi al quadrivio di San Massimo all’Adige, ecc., ecc. A Tarmassia poi quasi tutti i mezzodì, suonata la campana dell’Angelus, don Luigi sale di soppiatto sul campanile. Un cannocchiale, nascosto lassù, gli fornisce le ultime novità dell’aeroporto militare di Bovolone. Novità, che nel tardo pomeriggio con il suo bravo lasciapassare recapita in bicicletta o alla canonica di Isola della Scala o in quella di Salizzole. (omissis)
FORTI E GENEROSI (a pagg. 68-9) Il 28 gennaio 1944 gli angloamericani colpiscono impietosamente il paese nativo. Flavio e Gedeone (n.d.r. Corrà) si confondono con altri generosi – ce ne sono molti ad Isola – per recuperare fra le macerie i morti e per soccorrere i feriti. Poi, pungolati dall’abate, organizzano l’assistenza ai sinistrati. Giunge ad Isola il “professore”. Si incontra con l’abate e riabbraccia con fraterno affetto Flavio e Gedeone, i quali accettano di buon grado la proposta di collaborare per la causa. Per prudenza lasciano con la famiglia Isola, sfollano a Salizzole ed iniziano decisi la partecipazione alla lotta partigiana nel battaglione “Lupo”, il cui comandante ad un dato momento annota circa la loro attività: “Senza riserve, senza chiedere mai nulla, superando ogni difficoltà, non fermandosi mai innanzi al grande pericolo incombente ad ogni momento essi avvicinano persone mai conosciute, si infiltrano in ambienti ostili, portano documenti, fotografie, rilievi su posizioni di comandi tedeschi, partecipano a Tarmassia al corso, che si svolge in Canonica, per prepararsi ad atti di sabotaggio…”(5) (omissis) (5) Da il “Diario” di “Lupo”
Giovanni Cappelletti “I cattolici e la resistenza nel Veronese”, ed. Taucias Gareida, Giazza-Verona 1981. Nella foto: don Luigi Cavaliere
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