Al comando tedesco, nella frazione Tarmassia, trovano Flavio, Gedeone, un gruppo di isolani. Fabio rimane nell'atrio, gli altri sono fatti passare in uno stanzone. Freddo, angoscia. Di là tonfi, passi, grida. Dopo molto tempo viene spalancata una porta mentre una belva furiosa grida: "Siete avvocato, voi? no, siete un porco!". Ritto dietro un tavolo sta un ufficiale tedesco, tarchiato, le maniche rimboccate. Dinanzi a lui dieci patrioti portano i segni della ferocia subita: il loro atteggiamento esprime dolore e fierezza. Qua e là per lo stanzone brigate nere con Gradenigo, tedeschi armati. Mio padre anche più degli altri sembra essere stato colpito: da una ferita sulla fronte un rivolo sottile di sangue scende sulla guancia, striscia lungo la gola. Appena vede apparire il figlio, con uno smarrimento che non riesce a dissimulare gli fa cenno di star calmo, e in quel cenno è una dolcezza infinita. Fabio si guarda intorno: l'espressione di quegli aguzzini non lascia sperare pietà, ma egli non sa resistere e si getta tra le braccia del babbo. Gli asciuga col fazzoletto il sangue che ancora cola lentamente. Mio fratello viene rilasciato. Gli altri sono portati a Verona. Due notti più tardi (il paese è deserto per il coprifuoco e la nebbia fittissima), alcuni tedeschi della polizia piombano improvvisi nella nostra abitazione in dove adesso Fabio Nelda e Iside vanno a dormire, Costringono il ragazzo a seguirli. Questa volta egli si ritrova solo sul camion, circondato da mitra spianati. Ancora a Tarmassia. Poi a Verona alla federazione fascista e alla scuola Sanmicheli sede della brigata nera. Nel sotterraneo dove i detenuti sono ammassati, la notte porta il terrore degli interrogatori. Mio padre subisce efferate torture. Il figlio giovanetto lo accoglie tra le sue braccia.
(pagg. 226-7) (omissis)
Quando me ne andai egli tornò a guardare fuori della finestra dove non c'era nulla da vedere. ....lo zio Elio tornato dall'Austria. ...due giovanissimi partigiani giustiziati nella sede delle brigate nere, in via Rimembrana. ...Tedeschi sanguinanti curati in casa della nonna Cornelia nei giorni della disfatta sul Po. ...L'ufficiale tedesco di Tarmassia ucciso al fronte dai suoi stessi soldati. ...il 25 aprile erano usciti dai rifugi alcuni prigionieri della Valtonda tenuti nascosti dalle famiglie per diciannove mesi. ...il professor Perucci, comandante della Missione Militare R.Y.E., trasmetteva messaggi anche dalla canonica di Tarmassia. ...la strage di Marzabotto non era prodotto di galoppanti fantasie, ma realtà al di là del credibile. ...come Boves, Sant'Anna di Stazzema, Ardeatine, Oradour, Lidice, Varsavia... ...a piazzale Loreto, dove fu appeso Mussolini, erano stati massacrati ed esposti a ludibrio quindici cittadini innocenti. ...il generale Wolff, al quale avevo rivolto la mia domanda, è il medesimo che ha trattao la resa con gli alleati e che già aveva partecipato alle stragi in Polonia. ... ecco il foglio diffuso clandestinamene in tutta la provincia dalla giunta socialcomunista di Verona la quale incitava, nel nome di nostro Padre, all'ultima resistenza... Notizie, risposte, rivelazioni, riempivano i vuoti e gli interrogativi, s'incrociavano si moltiplicavano, intontivano il dolore che si risvegliava poi subito più acuto. (pagg. 238-9)
Ortensia Spaziani, ...scarpe rotte eppur bisogna andar..., Nicola Milano Editore, Milano 1976 Nella foto: Villa Guarienti, ex-sede del comando tedesco
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