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Breve storio del capoluogo isolano 1965 - Cenni storici
Bruno Chiappa
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A 5 Km dal capoluogo, sulla provinciale per Bovolone, vi è la frazione di Tarmassia che contava, all'ultimo censimento, 1156 abitanti. Difficile è dare una spiegazione etimologica di questo toponimo che in documenti del XVI sec. troviamo nella forma "Talmassia". Fu anticamente bene feudale del comune di Isola della Scala che vi inviava ad esercitarvi la giurisdizione un apposito vicario. Oltre ai conti Franzini di Cefalonia vi ebbe notevoli possedimenti la nobile famiglia dei Guarienti.
La parrocchia ebbe origine nel '500 quando il "beneficio", che era Mensa Cardinalizia di S.Angelo in Roma, venne mutato in Rettoria (1).
La chiesa conserva due interessanti dipinti di Paolo Farinati e di Francesco Brusasorci e un "Martirio di S.Giorgio", patrono della parrocchia, dovuto al fiammingo Meves.
Non lontano si innalza il palazzo dei conti Guarienti, fatto costruire da Giovan Paolo, l'anno 1574, e reso più accogliente e ampio nel 1715 dai fratelli Bonaventura ed Alessandro.
E' costituito da un unico corpo quadrangolare dall'aspetto esterno assai sobrio. In alto, sopra la porta d'entrata, e nelle ampie sale interne, ricorre frequente lo stemma della famiglia (un toro in posizione araldica attraversato da una banda con tre stelle) a cui si accompagna, talora, il motto latino "Recte ed fortiter".
Tarmassia ha una scuola materna, che presto si trasferirà nella nuova sede in via di costruzione, e le scuole elementari.
(1) serie dei parroci: Antonio Biasi (1863-1878); Augusto Padovani (1878-1906); Giuseppe Andreoli (1907-1949); Luigi Cavaliere (1949-1957); Ferruccio Iseppato (1957-...)
fonte: Isola della Scala, di B.Chiappa
a cura di Stefano Gobbi
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