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Trascrizione della memoria a cura di don Riolfi 1606, 5 marzo - Supplica per la cera al Comune
Domenico Riolfi, arciprete
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Copia tratta dalli Libri della Pellegrina da me D.Dominico
Riolfi
Adi 5. Marzo 1606
Memoria, come l’ano 1603 per Giuseppe di Stefani essendo Consigliero della spettabil
Comunità propose in Consiglio, che dimandava per suffraggio, che li fosse dato il
Cerio pascquale, e dopo molte contese, tra loro fu concluso dover dar scudi tre
ogni ano da esser spesi a quest’effetto. L’ano 1606 il di 5 Marzo fu porta-
ta una suplica in Consiglio, nella quale si dimandava, che si fosse dato tutto
il Cerio e Torze nel modo, e forma che lo dano anche alla V: Chiesa di S.
Giorgio da Tarmasia, e dopo, che fu letta, e publicata la detta mia suplica, tutti
li consiglieri ad una voce si contentarono, determinando che l’ano presente
sia pagato di danari del Comun, e li altri ani che seguivano, siano sborsati
dal Camparo della Guardia d’Isola verso la Pellegrina; in quorum fidem e.c.
Ego Marcus Marchesinus Rector Pellegrina
Adi 28 Genaro 1606
Memoria, qualmente l’ano soprascritto essendo consigliero de Comun d’Isola della
Scala Zuane figlio di Messer Michel per la Ceriola libre dieci da esser dispensata
A tutto il popolo della Pellegrina, et acciò si sapia per qual causa il detto comue
Da questa cera da dispensar al detto popolo, si deve sapere, che è consuetudine an-
Tichissima in tanto, che l’ano 1536 il Massaro di quella Fabrica di quella Chiesa
Non volesse darla a B.do Messer D.Gerolamo Cartolaro Rettor di detta Chiesa, il
Quale, il [cancellato] si compose con l’Ill.mo Sig. Girardo Pellegrino per procurar, che la Gius-
Tizia dichiarasse questa sua pretensione.
Nella 6°. Istanza fecero riccorso al Claris.mo Podestà di quel tempo, il qual delegò
La causa al Ecce.mo suo Sig: Vicario, e come nella sentenza del Processo si può
Vedere. Dopo aver veduto i capitoli formati per le ragioni del R.do D. Girolamo
Soprascritto, e le prove fatte di quelli, condanò il Massaro, Comune, ed uomini d’Iso-
La dalla Scala a dar tutte le candele, che facevano bisogno alla chiesa della Pelle-
Grina, li quali se ne apellarono a Venezia. Dopo questa apellazione quelli
Della Pellegrina dettero a quelli d’Isola tempo un mese per produr le sue ragioni
In contrario, e prorogarono altri mesi [cancellato] giorni quendici il detto termine. Final-
Mente fu rimessa la causa al Eccel.mo Sig: Vicario del Podestà di quel tempo per
Fine, e rissoluzione di questa lite. Ecce l’infrascritta sentenza.
Viso iterum processet ipso, et omnibus mature consideratis
Xti nomine humiliter invocato. Ego Theodorus Paganus Vicarius, et ad hoc con-
Corditer delegatus, ut supra; dico, et reverenter refero partes pretati Clarissimi
Domini Petestatis Domini mei Ppser.mi vere, et esse declarando, pronunciando,
et pronunciando (cancellato) condemnar, et ita declarer, pronuncier, et condemner in omnibus, et per
omnia, pro ut in alia sententia 12 Augusti 1538, de qua supra, et victa
victori in expensis, et hoc de meliori modo
Id (cancellato) (cambio pagina)
Idem Theodorus
Pronunciatio, qua sententia sic, ut supra lecta, et publicata per ….. tatum Ma-
gnificum D. Potestatem de meliori modo pronunciasse sententialiter, et
condemnaliter in omnibus, et per omnia, ut in ea legitur, et continetur,
Ego Bartholameus Bonaldinus Notarius presens fui, et rogatus publi-
cavi ut supra et.c.
Lecta, et publicata fuit supradicta sententia coram Magnifico, et Clarissimo
Potistate ad ejus tribunal Pretorium die 6 Januarii 1539 per me Bar-
tholameum Bonaldinum Notarium, cujus tenor ut supra
Adi pros.mo Febraro 1608
Acciò si sapia la quantità di candelle
fonte: Archivio parrocchiale di Tarmassia
a cura di Stefano Gobbi
un ringraziamento a don Roberto Turella
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